ANDREA CHENIER
DRAMMA DI AMBIENTE STORICO SCRITTO IN QUATTRO QUADRI DA
LUIGI ILLICA E musicato da
UMBERTO GIORDANO.
MILANO
EDOARDO SONZO&NO, EDITORE 14 — Via Pasquirolo — 14.
Proprietà esclusiva per tutti i paesi
tanto per la stampa quanto per la rappresentazione
dell'Editore E. Sonzogno, in Milano
Milano, 1907 — Tip. della Società Editrice Sonzogno
I PERSONAGGI
ANDREA CHENIER (1)
CARLO GERARD
LA CONTESSA DI COIGNY
MADDALENA DI COIGNY
LA MULATTA BERSI
ROUCHER
IL SANCULOTTO MATHIEU detto « POPULUS >
MADELON
UN « INCREDIBILE »
IL ROMANZIERO pensionato del Re (Pietro Fléville)
L'ABATE poeta
SCHMIDT carceriere a San Lazzaro
IL MAESTRO DI CASA
DUMAS, presidente del tribunale di Salute Pubblica
FOUQUIER TINVILLE accusatore pubblico
Dame, Signori, Abati, Lacchè, Staffieri, Conduttori di slitte, Unghert volanti, Musici, Servi, Paggi, Valletti, Pastorelle, Straccioni.
Borghesi, Sanculotti, Carmagnole, Guardie nazionali, Soldati della Repubblica, Gendarmi, Mercaline, Pescivendole, Calzettaje, Ven- ditrici ambulanti, Meravigliose, Incredibili, Rappresentanti della Nazione, Giudici, Giurati, Prigionieri, Condannati, Ragazzi strilloni.
Un maestro di musica, Alberto Roger, Filandro Fiorinelli, Orazio Co- elite, Un bambino, Un cancelliere, Il vecchio Girard, Robespierre, Couihon, Barras, Un Fratello servente {garzone di caffè), ecc.
(i) Da H. de Latouche, Méry, Arsene Houssaye, Gauthier e J. ed E. de Goncourt ebbe la idea di drammatizzare pel Teatro di Musica il personaggio e attinse dettagli di verità d'epoca l'A. del libretto.
L. I.
QUADRO PRIMO
in provincia; — nel castello della signoria dei conti di Coigny. — il giardino d'inverno. La gran serra; imitazione pretenziosa di quella Ci Casa Orléans o di quella Kunsky.
La serra offre ora — sul finire di una giornata dell'inverno del 178S — un curioso aspetto ; sembra un giardino colle sue statue di Bacco, di Flora, coli' altare di Minerva, ed ) sala, talmente ovunque vi sono sparsi mobili, — e, perfino fra vasi ai piante esotiche, un clavicembalo Silbermann — ed è campagna, anche, verso V estremo lato sinistro dove, per una mite e microscopica collinetta, aprentesi ai piedi in grotta da ninfe, si sale a una casetta rustica da latteria e pastorelle addossata a un infantile mulino
« Tal de' tempi il costume / >
All' alzarsi della tela, sotto i rigidi comandi di un arrogante e gal- lonato Maestro di Casa, corrono Lacchè, Servi, Valletti carichi di mobili e vasi, completando V assetto dalla serra. CARLO GERARD, in ^livrea, entra sostenendo con altri servi un azzurro e pesante sofà.
È a lui che principalmente si rivolge il maestro di casa con piglio altezzoso, borioso ed ironico impartendo ordini. Dal giorno che Ge- rard fu sorpreso a leggere Jean Jacques Rousseau e gli Enciclope- disti, non ironia o servizio più umile o più basso gli è risparmiato.
IL MAESTRO DI CASA.
Questo azzurro sofà
là COllochiam... (Gerard e i lacchè eseguiscono)
(poi il Maestro di Casa accenna verso le sale interne e vi entra seguito da tutti i lacchè, eccettuato Gerard che, inginocchiato avanti all'azzurro sofà ne liscia le frangie arricciatesi e ridona il lucido alla seta rasata, spri- macciandone i cuscini).
(al sofàj
GERARD. Compiacente a' colloqui
del cicisbeo che a dame maturate porgeva qui la mano! Qui il Tacco Rosso al Neo sospirando dicea:
ANDREA CHEN1ER
" Oritia... o Clori... o Nice.... incipriate,
vecchiette e imbellettate,
io vi bramo
ed, anzi sol per questo, forse, io v'amo ! ,;
Tal dei tempi il costume!
(Dal giardino si avanza trascinandosi penosamente un vecchio giardinieiv curvo sotto il peso di un mobile. — È il padre di Gerard. — Questi gma lo spolveraccio che tiene in mano e corre a porgere ajuto al padre che tutto tremulo si allontana pei contorti sentieri del giardino.)
(guLrdando commosso allontanarsi il padr-
Son sessantanni, o vecchio, che tu servi L.
A' tuoi protervi
arroganti signori
hai prodigato fedeltà, sudori,
la forza dei tuoi nervi,
l'anima tua, la mente...
e — quasi non bastasse la tua vita
a renderne infinita
eternamente
l'orrenda sofferenza —
hai data l'esistenza
dei figli tuoi...
(con immenso sdegno si picchia colla larga mano il petto sburrando fra le
lagrime) Hai figliato dei servi!
tpoi si asciuga sdegnosamente le lagrime, torna a guardare fieramente intorno a se la gran serra.)
T'odio, casa dorata 1
L' imagin sei d'un secolo
incipriato e vano!...
Fasti, splendori, orgogli di Re Solel
Regno di Cortigiane tu, o Reggenza,
e dei Lebel
onnipotenza
tu, Luigi Lussuria!...
O vaghi dami in seta ed in merletti,
volgono al fin le gaje vostre giornate
e le serate
a inchini e a minuetti!
QUADRO PRIMO
Fissa è la vostra sorte !
Razza leggiadra e rea,
figlio di servi e servo,
qui — giudice in livrea —
ti grido : — È giunta l'ora della Morte ! — ■
(La contessa, Maddalena e la Bersi (questa stranamente vestita) appajono al di là dell'arco d'ingresso alla serra. — La Contessa si sofferma a dare alcuni ordini al Maestro di Casa. Maddalena si avanza lentamente con la Bersi.)
MADDALENA. Il giorno
intorno già s' insera
lentamente!
In queste misteriose
ombre forme fantastiche
assumono le cose!...
Or l'anime s' acquetano
umanamente!...
GERARD (fra sé guardando ammirato Maddalena).
Della bellezza
o blanda commozione!
Quanta dolcezza,
per te, nell' anima
soave penetra!
Muojon le idee; tu sopravvivi ai secoli
eterna... e aristocratica,
tu, la Eterna Canzone!
CONTESSA (entra nella serra e coll'occhialetto e con fare altezzoso guarda attentamenie se e come è stata disposta).
(a Gerard ed altri lacchè)
Via, v'affrettate e alla lumiera luce date!
(1 lacchè, Gerard compreso, montano su alcuni sgabelli e cominciano ad accendere i bracciali, i doppieri e a dar luce a tutta la serra, — a poco a poco tutto sfolgora di luce allegra.)
(a Gerard)
E — dite — tutto è pronto? GERARD. Tutto !
CONTESSA. I Cori?
10 ANDREA CHENIER
Gerard. Stanno di già vestendosi.
contessa. E i suonatori? Gerard. Accordan gli strumenti
CONTESSA (volgendogli le spalle).
A momenti
arriveranno gli ospiti... Maddalena. Uno è il signor?...
CONTESSA (con grande compiacenza).
Uno scrittore emerito....
un romanzier pensionato dal Re,
Anton Pietro Fiéville. Maddalena. E l'altro chi è? CONTESSA (con sussiego). L'Abate, l'Abatino !...
È un improvvisatore!.. Un dicitore!... MADDALENA. Un viene dall' Italia ?... CONTESSA (accenna che sì). L'Abate da Parigi!
(poi, sorpresa, osservando che ancora sua figlia è in vestaglia)
Maddalena, ancor così? Ancor non sei vestita?
(Maddalena accenna a sua madre che anderà ad abbigliarsi. — La Contessa la accarezza e va ad esaminare se nulla manca anche nelle sale superiori.
BERSI (corre a Maddalena e si accoccola grottescamente ai suoi piedi con gestì strani e bizzarri).
Sospiri ?
MADDALENA.
Sì; — io penso alla tortura del farsi belle!
BERSI (crollando la testa vivacemente).
Ah tu, sì, belle fai le vesti ! — Sì ! — Io le fo brutte — tutte!...
(Si guarda curiosamente gualcendo le pieghe della veste, esclamando :)
Tutte... Tutte!...
MADDALENA (si avvicina alla Bersi e la calma dicendole sorridendo:)
Soffoco... moro tutta chiusa
QUADRO PRIMO
in busto stretto
sia pur " s'quame di moro „
o in un corsetto,
sì come, si usa,
sgta di na4cara !...
BERSI (la interrompe imitando il gesto caricato, il fai e, il sospirare di un patito)
".
*I1 tuo corsetto e cosa rara! m
Maddalena. La orribile gonnella
* coscia-di-ninfa-bianca M mi inceppa e stanca
mi sfianca tutta
e, aggiungivi un cappello
* Cassa-di-sconto „ o quello
alla u Basilio „ od alla • Montgolfier, M e tu sei sorda e cieca e, nata bella, eccoti fatta brutta.
(Ma lontane grida annunciano l'avvicinarsi delle visite. Ma ecco la Contesa* che rientra.)
MADDALENA (affrontandola coraggiosa).
Per stasera pazienza !
Mamma, non odi? contessa Sono di già gli ospiti! -
Maddalena. Così mi metto: — Bianca vesta
ed una rosa d'ogni mese in testa!
(e corre via seguita dalla Bersi)
Già si. anima tutto il castello. — I valletti corrono animatamente in su ed in
giù apparecchiando le torcie nell'attesa delle slitte.) CONTESSA (nervosa, imparte ordini, ora all'uno, ora all'altro).
Presto avvertite i cori;
ed a tempo opportuno
pastorelle e pastori !
E che non manchi alcuno !
Su, presto, i suonatori in cantoria !
12
ANDREA
(Un'ondata di volanti colle loro mazze adorne, quale di nastri, quale di lanterne, irrompe per l'arco d'ingresso precedendo e seguendo le dorate slitte.
Ogni slitta ha a lato un nobilissimo ed elegantissimo signore che poi premuroso ajuta a di- scenderne, porgendole il braccio, la dama che vi è dentro tutta avvolta in pelliccie, e della quale egli è il cavaliere.
Il cavaliere e la dama, poscia, passando attraverso a due ali di fronti curve, si avvicinane alla Contessa che va loro incontro sorridente.
Prima di stringersi la mano le due dame s'inchinano tre volte, con doppio inchino ogni voltai come vuole l'etichetta — poi la Contgssa porge la mano a baciare al cavaliere, al quale essa graziosa susurra le lodi della dama che egli serve.
(Il cavaliere le bacia la mano, sorride e raggiunge la stia dama.)
Tolte le pelliccie e i manicotti giganteschi e consegnati ai premurosi donzelli, ecco le belle
dame apparire nelle loro curiose e sapienti toelette. Il " grand panier n se ne è ito anche lui! I fianchi possono disegnarsi un po' più naturalmente.
La " dama , forse vi ha perduto, ma la " donna „ vi ha acquistato in sincerità. La levita ha ridonato al corpo della donna le pure linee femminili, — la testa si conserva
tuttora la parte più discutibile. La moda inglese la irrigidisce nei gesti; Maria Antonietta colle sue * lattivendole , la rende
più infantile. E gli uomini ? L'abatino si conserva snello e donnajola, l'uomo di finanza ancora donnajolo e adiposo.)
CHÉNIER
(Il Maestro di Casa annuncia ad alta voce.) MAESTRO DI CASA.
Madama de Bissy e il cavaliere di Villacerf!...
CONTESSA (al cavaliere di Villacerf).
Oh! quanto commifò!
Come elegante...
e voi gentil Galante !
MAESTRO DI CASA.
La marchesa d' Entragnes e il barone Berwik 1
CONTESSA (al barone).
Vera galanteria 1 MAESTRO DI CASA.
La duchessa di Villemain e il marchese d' Harcout !
CONTESSA (al marchese).
A ben più d'una brama la vostra dama accender saprà l'esca !... MAESTRO DI CASA.
La principessa di Saint-Médard e il conte d'Aubetaire I
CONTESSA (alla principessa).
Mi ricordate
i dì della Reggenza....
La Parabère, ecco, mi rassembratel
MAESTRO DI CASA.
Donna Anna da Torcy e don Enrico de Nangisl
CONTESSA (a don Enrico de Nangis).
Quanta munificenza! MAESTRO DI CASA.
La contessa Etiolle d'Étoile e il reverendo Fragnont!
CONTESSA (alla vecchia dama colla quale senza inchinarsi si abbracciano, vecchia dama che ha a cavaliere un grosso ecclesiastico).
Appariscente e fresca sempre! — Contessa sempre, sempre la stessa ! MAESTRO DI CASA.
La marchesa di Lorge e il conte Fleury!
CONTESSA (alla bella marchesina, accarezzandole la guancia).
Come siete vezzosa ! Siete un amore!
MAESTRO DI CASA.
La baronessa Boisguilbert e l'abate Crécy!
CONTESSA (all' abate Crécy).
Con voi me ne congratulo... Quale amicai... Perfetta!...
alla baronessa)
Sublime! Quanta grazia!
ad altra dama)
Dotta maestra !... Invero è maestria! Mirabile toeletta !
13 ANDREA CHENIER
(Ma ecco un tintinnìo di sonagliere. — La acuta curiosità punge cavalieri « dame che si affannano intorno alla Contessa interrogandola:)
Chi avremo? Dite!
Mesmer?
Dugazon ? L'arlecchino Bordier ?...
Vestri ?
Jeannot ?.-
CONTESSA (misteriosa abbassando la voce)
L'Abate!
TUTTI (con gridi di giojà).
L'Abatino?...
(La Contessa accenna che sì. - Ed ecco i personaggi del carabas. Son tre: Uno avanzato di età, con un esagerato manicotto, il romanziere; un gio- vane imberbe, Chénier; uno senza età, un musicista.)
MAGGIORDOMO (annuncia il più grave dei tre personaggi, l'uomo maturo)
Il cavaliere Anton Pietro Fléville.
FLÉVILLE.
Commosso.... lusingato....
a.... tanti complimenti
e.... a questo, più che omaggio....
(cerca la parola adatta)
....amabil persiflaggio !...
(imbrogliato a continuare in quel silenzio, presenta i due personaggi che soc venuti con lui)
Ch' io vi presenti Flandro Fiorinelli, è cavaliere, italiano e musico ! e....
(cerca invano i titoli del presentato e dice umilmente)
Andrea Chénier
un che fa versi e.... che promette molto.
(Maddalena entra vestita coti tutta la semplicità di una veste bianca e un» rosa fra i capelli.)
QUADRO PRIMO 14
(Alcuni damigelli servono i rinfreschi, allorché:) IL MAGGIORDOMO (annuncia).
Sua Reverenza l'Abate...
(Le dame a questo annuncio si commuovono, rompono l'ordine fino allora te- nuto e rumorosamente, con piccoli gemiti di gioja, attorniano il nuovo personaggio, soffocandolo quasi sotto le cortesie).
LE DAME.
L'Abate ! È l'Abate 1
I CAVALIERI.
È l'Abate !
I MARITI.
Finalmente !
LE DAME.
Venite da Parigi ? TUTTI.
Da Parigi ?
LE DAME.
Sì ?
I CAVALIERI.
Dite?
I MARITI.
Che novelle della Corte?
LE DAME.
Noi siam curiose !
I CAVALIERI.
Presto 1 TUTTI.
Dite! ditel
L'ABATINO (graziosamente lusingato da quella dimostrazione bacia molte
mani e fa inchini che sembrano genuflessioni). (La Contessa intanto lo serve personalmente di una marmellata.)
L'ABATINO.
Debole è il Re...
MARITI.
Ha ceduto?
L'ABATINO.
Fu male consigliato !...
15 ANDREA CHENIER
CONTESSA.
Necker ?
L'ABATINO.
Non ne parliamo !
(Degusta la marmellata sospirando in atto di suprema alflizione.) TUTTI.
Quel Necker!...
DAME.
Noi moriamo dalla curiosità !
L'ABATINO (questa volta attacca risolutamente la marmelata penetrandovi an tutto il cucchiajo).
Abbiamo un Terzo stato ! TUTTI.
Oh! Ah! Ah! Oh! Ma no ! Ma no!
L'ABATINO.
E ho veduto offender...
TUTTI. L'ABATINO.
TUTTI. DONNE. L'ABATINO CONTESSA.
Chi?
La statua di Enrico IV !
Orrore!
Dove andremo a finire ?...
Così giudico anch'io !
Non temono più Dio !
(L'Abatino consegna ad un donzello la sua tazza.) L'ABATINO.
Assai, madame belle,
sono dolente de le mie novelle—
FLÉVILLE (affettatissimo, in atto da inspirato).
Passiam la sera
allegramente! — Della primavera
a i zefiri gentili
QUADRO PRIMO 16
codeste nubi svaniranno! Il soie noi rivedremo e rose e gigli e viole, e udrem ne l'aria satura de' fiori Teco ridir l'egloghe de' pastori —
itd ecco a un tratto escire alcune pastorelle che in vaghe pose si fanno in- torno a Fléville che meravigliato le guarda.
Dalla cantoria, nello stesso tempo, viene sospirando un susurro di violini imi- tanti il vento. — Le pastorelle, durante il piccolo preludio, compongono graziosissimi gruppi a gesti, a movenze, a pose svenevoli ed affettate.
— Intanto le dame guardano sedute, mentre, dietro, in piedi, alla sedi» di ogni dama, stanno i rispettivi cavalieri. — I mariti giuocano nel fondo.
— Fléville solo è lasciato in mezzo ai pastori del suo romanzo. — Chénic- ìn disparte, sommamente annojato, osserva. — Maddalena si sente attratta verso di lui; sovente essa lo guarda osservandolo profondamente. — Dal fondo appare qualche volta la faccia pallida di Gerard come una minaccia.
— Il susurro dei violini, le pose delle pastorelle fanno andare in solluchero i cavalieri e sdilinquire le dame.
Tronche e gaje esclamazioni, quasi gemiti, escono dai loro petti.)
— O soave bisbiglio !
— È il vento !
— È zefiro L.
— È mormorio di fonte L.
— È fruscio d'ali Bacio è di nubi !...
Molce il cuor!
— • Vallea veggiamo aprica!
— Io, un prato !
— Un ruscelletto
— ascolto mormorar !
— Parlan le fronde !
— Sospira un salce !
— Querula la canna di Dafne geme.
— Ecco il suo gregge !
— Rezzo divin !
Sublime!
17 ANDREA CHENIER
FLÉVILLE (scoppiando quasi in pianto per la commozione e per la vanita).
È questo il mio romanzo!
LE PASTORELLE (imitando il sospirare dei pastori).
Pastorelle, addio ! Ne andiamo verso, ahi! lidi ignoti e strani! Ahi! sarem lungi dimani! Questi lochi abbandoniamo ! Non avrà, fino al ritorno, gioje il cuore !
Non piacer fino a quel giorno, non amore!
(Lungo sospiro. — I cavalieri sospirano, le dame piagnucolano, i mariti gio- cano sottovoce per non disturbare.)
PASTORELLE (alla loro volta, rispondono).
O pastori, ahi ! che dolori agli acerbi vostri detti! Treman dentro ai nostri petti languidetti i nostri cori! Ed... ahi ! ahi ! fino al ritorno che cruciori !
Non piacer fino a. quel giorno, non amo: i !
(Un subisso di applausi prorompe da quella comitiva commossa.)
(Intanto alcune dame insistono animatamente coli' Abatino, questi si schermisce vezzosamente, ma quelle gli fanno forza e lo trascinano in mezzo alla sala perchè vi declami qualche brano di sue poesie. — L'Abatino sta muto gli occhi al cielo... ad invocarvi 1' inspirazione.)
L'ABATINO (sorride a una subitanea idea e con fare maliziosetto annuncia)
u li Volpe e T Uva, favola.
(Si fa un profondo silenzio.)
* Un volpe rodomonte — sospinto. dalla fame
■ sovra alta vite tremula, vermilia
a rama carca di grappoli
■ adocchia e cura
" ammaliato.
QUADRO PRIMO 18
" Ma... oh !... come... come
■ tropp* alto pende il pampino!
" E il volpe esclama : Oh, cosa vana
" l'uva immaturai —
u E, sospirando, s'allontanai
«{ride, e con lui ridono piacevolmente le dame; ma l'Abatino con uno sguardo pieno di sottintesi rivolgendosi al suo uditorio, dimanda:)
u Del volpe chi sa il nome?...
<S» fa ancora più profondo il silenzio pieno di aspettativa, e l'Abatino con- clude veramente da grande attore nel modo di dire e nel gesto :)
" Terzo stato ! „
(e £li applausi e le risate fanno tremare i vetri della serra.)
<La Contessa si avvicina a Chénier.) CONTESSA.
Signor Chénier...
CHÉNIER
Madama la Contessa? CONTESSA
La vostra Musa tace?
CHÉNIER.
E una ritrosa che di tacer desia.
•CONTESSA (ironica).
La vostra Musa è la Malinconia!
(e si allontana agitando piccata il ventaglio, dicendo a Flévillrj
Davver poco cortese !
FLÉVILLE.
È un po' bizzarro !
ABATINO.
Musa ognor pronta è donna a molti vieta!... CONTESSA.
Musa ognor pronta !... È ver... Ecco il poeta !...
«Prende il braccio dell'Abatino e con lui si avvicina a Fiorinelli, inducendolc gentilmente al clavicembalo. Maddalena, che con alcune giovani amiche ha mentito la risposta data da Chénier a sua madre e che le sue amiche hanno vivacemente commentalo, se !«• raccoglie intorno e dice loro.)
19 ANDREA CHENIER
MADDALENA.
Io lo farò poetare! Scommettiamo?...
(e si avvicina a Chénier, seguita dalle amiche, mentre Fiorinelli incomincia
MADDALENA.
Al mio dire perdono ed al mio ardirei... Ma viva bramosia
mi spinge... Poi... son donna e son curiosa! Bramo di udire...
cerca un po' l'insolenza che può colpire Chénier, dà una rapida occhiata alle- amiche e dice :)
un'egloga da voi o una poesia per monaca o per sposa.
LE AMICHE.
Benissimo!
(e aggiungono in coro, sottolineando 1' ironia di Maddalena)
Per monaca o per sposa!
CHÉNIER.
Desio che muove da due labbra rosa
è comando gentile a gentil cuore.
Ma — ohimè — la fantasia
non si piega a comando o a prece umile...
è capricciosa assai la poesia...
a guisa dell'amore!...
(Alla parola u amore „ Maddalena e le ragazze escono fuori in una rumorosa risata. Fiorinelli interrompe; tutti si avvicinano al gruppo di Chénier <* Maddalena.)
CONTESSA.
Perchè ridete voi ?
- Che c'è?
- Che c'è?... — - Che avviene ?
- Dite!
LE AMICHE (sempre ridendo. Chénier interdetto ascolta).
Udite ! Udite che il racconto è bello ! Il poetino à caduto in un tranello.
QUADRO PRIMO 20
MADDALENA.
A tua preghiera, mamma, disdegnoso opponeva un rifiuto...
Allor bizzarro pensier mi venne...
4-E AMICHE
È vero...
La vendetta !
MADDALENA.
Io dissi: Scommettiamo?... CONTESSA E TUTTI.
Di che cosa ?
MADDALENA.
Che nel risponder alle preci nostre volgarmente parlato avria d'amore.
CONTESSA.
Ebben?
TUTTI.
Ebben?
CHÉNIER (in atto di preghiera).
No, signorina!
MADDALENA.
Ebbene...
(imita Chénier)
Levò la fronte al cielo ! —
Chiamò la Musa! — E la implorata musa
per sua bocca ridisse la parola
che a me voi,
(si rivolge ad un vecchio ridicolo)
voi,
(a un abate)
e voi,
(a un marchesa grasso
e voi, più volte
(a un giovinotto strano per la sua bruttezza)
a me dite ogni sera... senza Musa.
(tutti ridono) ^Chénier pallidissimo guarda quella fanciulla e stendendo la mano verso di lei la costringe ad ascoltarlo.)
21 ANDREA CHENIER
CHÉNIER.
Colpito qui m'avete... ov'io geloso celo il più puro palpitar dell'anima.
(accenna il cuore)
Or vedrete, fanciulla, qual poema
è la parola " Amore „ per voi schernol
(Sorpresi tutti all'armonia strana di quella voce dolcissima, tutti, cavalieri» dame, abati, stanno curiosi ad udirlo )
Un dì all'azzurro spazio
guardai profondo,
e ai prati colmi di vide,
pioveva l'oro il sole
e folgorava d'oro
il mondo :
parea la Terra un immane tesoro,
e a lei servìa di scrigno il firmamento.
Dal cuore de la Terra a la mia fronte
veniva una carezza viva, un bacio.
Gridai, vinto d'amore: T'amo, t'amo
tu che mi baci, tu divinamente
bella, o patria!
E volli pien d'amore
pregar !...
Varcai d'una chiesa la soglia; là un prete ne le nicchie de* santi e de la Vergine accumulava doni... e al sordo orecchio un tremulo vegliardo invano chiedeva pane e invan stendea la mano!
(l'Abatino e con lui altri abatini si levano scandalizzati)
Entrai nell'abituro;
un uom vi calunniava bestemmiando
il suolo che l'erario a pena sazia
e contro a Dio scagliava e contro a li uomini
le lacrime de' figli.
(questa volta sono i cassieri generali che gesticolano animatamente, ro»a* dalla collera, contro Chénier. — Gerard solo, vinto alla eloquenza di Chémert* lo ascolta dal fondo della serra agitatissimo.)
QUADRO PRIMO Vi
(a Maddalena)
In cotanta miseria
e di cose e di genti — qui la patrizia prole
a che pensa e che fa ?
te con un rapido colpo d'occhio abbraccia tutto quel bizzarro quadro di g«i<> denti di tutte le età che sdegnosi o minacciosi o sprezzanti, lontani o vicini. fingono di non udirlo o lo ascoltano altezzosi)
Sol l'occhio vostro esprime umanamente
qui un guardo di pietà,
ond'io ho guardato a voi sì come a un angelo.
E dissi : Se bugiardo fu il miraggio
che mi venne dal sole,
eccola la bellezza della vita
nel glauco raggio
soave di pietà che vibra in voi!
Ma, poi,
a le vostre parole,
un novello dolore
m'ha còlto in pieno petto:....
•%' interrompe e guardando Maddalena le dice con estrema dolcezza)
O giovinetta bella, d'un poeta
non disprezzate il detto :
Udite! — Amate pria
e prima di schernir sappiate Amore!
Allora da quella folla dorata erompe un urlo di sdegno. Fléville si scusa coli- Contessa. — L'Abatino è rosso e si agita a gran gesti, furibondo, intorno, a Chénier. — I giovani violentemente si aggirano come per provocarlo. - Maddalena allora risolutamente si frappone e con un gesto, imposto silenzio commossa dice a Chénier :)
MADDALENA.
Perdonatemi 1
(Chénier commosso si allontana e scompare.)
CONTESSA (scusando Maddalena cogli invitati).
Creatura strana assai! Va perdonata!.. È capricciosa e un po' romantichetta.
23 ANDREA CHÉNIER
(Ma il preludio di una gavotta viene dall'alto della cantoria e la Contessa dice:)
Ma... udite!... È il gajo suon de la gavotta. Su, cavalieri! — Ognun scelga la damai...
\ Mentre i servi fanno posto e i cavalieri e le dame si preparano, lontanissime appena distinte, si sentono venire avvicinandosi confuse cantilene.)
LE VOCI (si avvicinano. — Sono lugubremente dolorose, gemiti che risuo- nano cupi s minacciosi).
La notte e il giorno
portiamo intorno
il dolore; —
Siam genti grame
che di fame
or si muore ; —
A mammelle avvizzite
chieggon le vite
de* bimbi moribondi!
Affamate, languenti
cadiam morenti
sovra suoli infecondi!
(All'arco d'ingresso della serra appare Gerard alla testa di una folla di gente livida, stracciata, languente, d'uomini emaciati, di donne stremate con dei bimbi scheletriti a braccia, che imitando 1" annuncio di maggiordomo:)
GERARD (grida).
È Sua Grandezza la Miseria 1
(mentre quegli straccioni, lamentosamente stendendo le mani, snsurrano:)
Anime umane, deh, le nostre preghiere non ci tornino vane ! Genti cristiane, sollievo a queste fiere torture aspre, inumane!
CONTESSA (livida dall'ira).
Chi ha introdotto costoro ?
GERARD.
CONTESSA (ai suoi valletti, lacchè).
Questa ciurmaglia via!
Io, Gerard !
(a Gerard)
E tu pel primo !
QUADRO PRIMO 24
Saia ecco accorrere il vecchio giardiniere, il padre di Gerard, che si butta io ginocchio avanti alla Contessa: Gerard corre sdegnalo a rialzare tua f jdre dicendo fieramente alla Contessa)
-GERARD.
Sì, me ne vo — Contessa !
questa livrea — m' è di tortura;
è vile per me il pane
che qui mi sfama !
La voce di chi soffre a sé mi chiama !
Vien, padre mio, con me !
Perchè ti curvi ai pie
di chi non ode voce di pietà ?
(poi, strappandosi la livrea di dosso, grida:)
Dalle mie carni giù questa viltà
CONTESSA (imbizzita).
Via!... Vial... Via L.
(Il Maestro di Casa, i servi, i lacchè, gli staffieri, respingono la folla. — La Contessa si lascia cadere sul sofà ansante dalla bile che la soffoca mentre la folla si allontana.
Gerard costringe suo padre ad allontanarsi con lui.)
CONTESSA.
Ah, quel Gerard !... L'ha rovinato il leggere l... Credetemi.... Fu T Enciclopédia!.... Ed io... che... tutti i giorni... facevo l'elemosina e... a non fare... arrossire... di sé la povertà... perfin m'ho fatto un abito costume di pietà!..
i ai lascia cadere come svenuta sull' azzurro sofà. — Un gran da fare in tutti!... — chi vuol somministrarle goccie del General Lamothe, chi d'Inghilterra, chi invece vuol slacciarle il busto Questo la fa rinvenire.)
(al Maestro di Casa che torna)
Son tutti andati?
MAESTRO DI CASA.
Sì.
CONTESSA (agli invitati).
Scusate ! L'interrotta, mie dame, ripigliamo, gentil, nobil gavotta
(ai cavalieri)
Invitate le dame !
Ritorni l'allegria I
QUADRO SECONDO
La scena a destra: nel primo piano un altare dedicato a Marat, sopportante il suo busto, avanti al quale stanno appese collant di fiori appassiti, nastri, e una lampada spenta. Il dado, il piede- stallo e i gradini sono qua e là coperti di cartelli appiccicativi sopra. Uno dice: Unità e individualità della Repubblica! un altro: Libertà, Eguaglianza, Fratellanza! un terzo, più terribile: Così, o Morte! altri sono solamente votivi e si accontentano di un: Gloria a Marat ! qualche altro non è che un avviso teatrale e an- nuncia pomposamente il : Gran Yerodramma pantomimo-li- rico di X Y Z.
A sinistra: nel primo piano la terrazza del Feuillants e il Caffè Hot- tot; tavolini e sedie fuori all'aperto tra alberi e vasi enormi di fiori.
Nel fondo: l'ex « Cours-la-Reine » che diagonalmente attraversa la scena, allargandosi a destra, restringendosi a sinistra, difeso dalla Senna, che gli scorre parallela: da parapetto, platani, lanterne. Di scorcio, obliquamente, il ponte Peronnet che attraversa la Senna e conduce al palazzo dei Cinquecento.
È una giornata del giugno del 1794 nel pomeriggio.
La scena è animatissima. Alla terrazza del Caffè vi è discreta af- fluenza di avventori. Vi si distingue la mulatta Bersi per la sua accon- ciatura bizzarra in contrasto colla tinta olivastra della sua pelle e per quell'esagerato modo di vestire che fa già qualificare la donnina ele- gante di allora per una Meravigliosa, prodotto voluttuoso che, da poco tempo, coli' Incredibile, non ostante il Terrore, osa mostrarsi in pub- blico e gittare il suo lusso e la sua risata gaja come una sfida audace.
27 ANDREA CHENIER
Infatti là vi è ascoi tatissimo un Incredibile, sbalodditivamenie elegante, coll'abito a grandi risvolti, colletto nero, parrucca bionda, il randello Costituzione e il mento immerso nella immensa cravatta, che non lascia mai di osservare attentamente tutto quanto fa la Bersi e ne scruta ogni sguardo, gesto e parola. Presso all' 'altare stanno il San- culotto Mathieu detto Populus e la Carmagnola Orazio Coclite, costui forse chiamato cosi per una gran benda nera che di sotto al berretto frigio gli copre l'occhio sinistro.
Andrea Chénier siede tutto solo ad un tavolino in disparte.
MATHIEU « POPULUS „ (indica ad Orazio Coclite il busto di Marat che egli ha tolto dall'altare e ripulisce, a sferzate energiche di fazzoletto, dalla polvere).
Per 1* ex inferno !
ecco ancor della polvere
sul capo di Marat !....
(strizza l'occhio all'amico e con una rapida mossa di capo accenna verso il Caffè Hottot alla Bersi, borbottando sospettoso)
Che ci covasse scherno ?.... Ah, troppo spesso da un poco sgualdrineggiano quelle donnine lai...
(trincia l'aria con un gran gesto di gigantesca falciata. La Carmagnola ride col suo occhio solo, egli pure sottolineando il gesto dell'amico con un altro pure minaccioso.)
MATHIEU (ripone con riguardi pieni di devozione il busto sull'altare escla- mando :)
È maleL. male!... male! Benedetto, o Rasojo nazionale!... Tu sol, tu solo non risenti il sesso!...
(Ma dal Ponte Peronnet e dai due sbocchi dell'ex Cours-la-Reine, pei giardini delle Tuileries, si rovesciano, urlando a squarciagola, agitandoli alto colle mani, i giornali che vendono, dei ragazzi rivenditori di giornali, piccoli straccioni in berretto irigio.)
MATHIEU POPULUS.
(compera un giornale e siede comodamente col suo indivisibile Orazio Co- clite sui gradini del Reposoir Marat per leggerlo. Lo apre, lo distende, ma
QUADRO SECONDO 28
a un tratto gretta un grido di sdegno, strappa il giornale, fa un gesto di minaccia, cerca con una torva occhiata il birichino del giornale, ma gli strilloni sono spariti già, chi da una parte, chi d;.lPaltra)
M* ha appioppato un giornale di cinque mesi fa!
BERSI (all'Incredibile, accortasi di essere spiata guardandolo fisso negli occhi).
È ver che Robespierre allevi spie?...
L'INCREDIBILE (alla sua volta fissando audacemente Bersi)
Vuoi dire, cittadina " Osservatori dello spirito pubblico... „
BERSI.
Come tu vuoi.
L' INCREDIBILE.
Non so,
(subito»
né lo posso sapere!
(fissando ancora gli occhi ostinati in quelli della Meravigliosa)
,Hai tu a temere?
BERSI (arrossendo, ma vedendo che l'attenzione di tutte e di tutti pet>a su lei, si rimette).
Temer?... Perchè? Perchè temer dovrò?
Non sono, come te, una vera figlia
autentica della Rivoluzione?
Amo viver così!... Vivere in fretta
di questa febbre gaja d'un godere
rapido, acuto e quasi inconsciente !...
Qui il giuoco ed il piacere... là la morte !...
Qui il suon de le monete e il biribisso !
Laggiù il cannone e il rullo de' tamburi !
Qui inebria il vino... laggiù inebria il sangue
Qui riso e amore;
(indica verso il palazzo dei Cinquecento)
là si pensa e s'odia !
^29 ANDREA CHENIER
Qui la Meravigliosa e V Incredibile
che brindan col Bordeaux, collo Sciampagna;
iAfferra un bicchiere colmo di Sciampagna e additando verso l'ex Cours- la'Reine di dove sbocca il " piccolo paniere „ carico di condannati condotti alla ghigliottina.)
le mercatine là e le pescivendole e la carretta di Sanson che passa !
(e vuotato il bicchiere ridendo, corre via dietro alla carretta dei condannati che passa rapidamente attraverso al fondo.)
L'INCREDIBILE (fra se, guardando dietro a la Bersi, mentre si allontana)
No, non m'inganno! Era proprio con lei la bella bionda!... Ho scovato la traccia!...
(estrae di tasca un piccolo taccuino e vi scrive sa rapidamente:)
La cittadina Bersi, far sospetto
di corruzione non spontanea;
guardò Chénier di sottecchi. Osservarla!
Andrea Chénier per qualche ora in attesa
con febbril ansia evidente. Osservarlo!
(e si allontana verso il fondo)
(Roucher entra dal Coursla-Reine.) CHÉNIER (vedendolo).
Roucher!
ROUCHER (con gioja).
Chénierl... Tutto il giorno ti cerco!
(rapidamente e sottovoce)
La tua salvezza tengo!..,
(gli mostra un foglio' CHÉNIER.
Un passaporto?
ROUCHER
Qui tutto intorno è periglio per te! La tua preziosa vita salva — parti!
CHÉNIER.
11 mio nome mentir!... Fuggire!... No!... IROUCHER.
Te ne prego, Chénier!
QUADRO SECONDO 30
•CHÉNIER.
Credi al destino?... Io credo!... Credo a una possanza arcana che benigna o maligna i nostri passi or guida or svia pei diversi sentieri de l' esistenza umana! — Una possanza che dice a un uomo: — Tu sarai poeta! A un altro: — A te una spada, sii soldato! Or bene, il mio destin forse qui vuoimi!...
(risoluto;
Se quel che bramo mi si avvera, resto ! ROUCHER.
Se non si avvera?...
•CHÉNIER (stringendogli la mano).
Allora partirò 1
(poi, con grande dolcezza)
Seguo il destino umano delP amore.
Io non ho amato ancor!...
Pure sovente — nella vita
ho sentita
sul mio cammin vicina
passar la donna che il destin fa mia;
passare tutta bella — ideal, divina
come la poesia;
passar con lei sul mio cammin l'amori...
Sì, più volte ha parlato
la sua voce al mio cuore;
udita io l'ho sovente
con la sua voce ardente
dirmi: " Credi all'amore;
tu sei Chénier, amato! „
3e preso sottobraccio Roucher lo allontana dal caffè Hottot, narrandoci con- fidenzialmente)
Da tempo mi pervengon strane lettere
or soavi ed or gravi — or rampogne, or consiglil
m
31 ANDREA CHENIER
Scrive una donna misteriosa ognora! In quelle sue parole vibra un'anima! Chi sia, indagato ho invano!
ROUCHER.
Ancor?...
CHÉNIER.
Finora! Ma or guarda !
(gii mostra una lettera) ROUCHER (legge).
Qui un ritrovo?
CHÉNIER (con un grido di trasporto).
Ah! la vedrò!
ROUCHER (sempre gli occhf fissi sulla lettera).
La misteriosa alfin solleva il velo!...
CHÉNIER.
Non ridere !
ROUCHER.
Vediam!
(prende la lettera, l'esamina e sorride ironicamente alla firma * Sperania „j)
Calligrafìa invero femminili Carta elegante!...
(fiuta la lettera)
Ma, ohimè! profumo *' alla Rivoluzione!! „
{restituendo la lettera)
Questo gentil biglietto,
a profumo di rosa,
provocatore,
non m' inganno, lo giuro,
esce da un salottino
troppo noto all'amore:
Chénier, te l'assicuro,
il tuo destino
ti ha dato il cuor... d'una Meravigliosa
Riprendi il passaporto e... via la lettera*
CHÉNIER.
Non credo!
QUADRO SECONDO
32
ROUCHER.
CHÉNIER.
ROUCHER.
Tu non credi?
No, non credo!
La femminil marea parigina
in gaje onde irrequiete or qui rovescia!
Io le conosco tuttel Passeranno,
ed io ti mostrerò la misteriosa!
CHÉNIER (colpito).
Una Meravigliosa
la bella creatura
del mio pensier sognata?!
Non donna, ma...
ROUCHER. CHÉNIER.
ROUCHER. CHÉNIER. ROUCHER.
CHÉNIER.
ROUCHER.
CHÉNIER.
...una cosa.
Una caricatura?! Una moda?!
...Una faccia imbellettata!
La sconosciuta mia?
La tua divina
soave poesia
in fisciù a la Bastiglia!...
... ed il nero alle ciglia?!
... e con rimesse chiome!...
Oh, cosa senza nome!...
(lacera la lettera)
Accetto il passaporto!...
ROUCHER (offrendogli il passaporto).
É provvido consiglio !
Intanto presso il ponte Peronnet si accalca gran /olla .-.eli' attesa della uscite Jei Rappresentanti dal palazzo dei Cinquecento. Folla varia, diversa e strana 1 Tutto il torrente dell'Opinione pubblica è là ad aspettare l'idolo dell'opinione pubblica, la bussola del patriotismo : Massimiliano Robespierre.
Eccoli i rappresentanti della Nazione !
L'entusiasmo della folla è alla maggior parte di questi uomini indifferente; sanno che non è per loro che un uomo solo ha ora quello che da tanti secoli fu privi- legio di re.
E Robespierre lo sa quanto loro, ed è per questo che egli sa essere solo in quella folla.
Eccolo! Procede egli tranquillo e borghesemente bonario con quell'enigmatico sorriso che scarna ancor maggiormente il suo profilo secco e procede, l'Incorruttibile, leggermente curva la testa sulla spalla destra, la destra mano nascosta nel suo abito bleu abbottonato, la sinistra stringe la sua canna dal pomo d'oro. Passa, ed è un agitare di fazzoletti, cappelli, coccarde, berretti frigi; e un grido immenso erompe da tutti i petti — Viva Robespierre! — Le Mercatine e le Pescivendole spingono un bambino. Corre questi e va ad offrire un mazzo di fiori, e Robespierre lo solleva e lo bacia. Le donne gli inviano sorrisi e carezze.
Vedi? Dal ponte Peronnet s'agglomera la folla.
CHÉNIFT?
La eterna cortigiana!
(con amarezza)
Vi si schiera per incuivar la fronte- ai nuovo iddio 1 MATHIEU. Evviva Robespierre!
CHÉNIER (accennando a Ro- bespierre).
Egli cammina solo.
ROUCHER
E quanto spazio ad arte fra il nume e i sacerdoti 1 Ecco Tallienl...
CHÉNIER.
L'enigma
ROUCHER (accennando a Che- nier il fratello di Robespierre che viene ultimo).
Ultimo, vedi?
CHÉNIER (ironico).
Robespierre il piccolo!
Ecco laggiù Gerard! Gerard!... Viva Gerard!
GERARD (saluta, ma ad un cenno dell' INCREDIBILE l_._
muroso dalle file dei rappresentanti e gli si avvicina "lascia* dosi trarre da lui in disparte.)
L'INCREDIBILE (a Gerard).
La donna che mi hai chie- sto di cercare è bianca e bionda?...
GERARD (con entusiasmo).
Azzurro occhio di cielo sotto una fronte candida; bionda la chioma con ri [flessi d'oro una dolcezza in viso ed un sorriso di donna non umano; nel suo vestir modesto; pudico velo sovra il tesoro d'un puro sen virgineo ed una bianca cuffia sulla [testa. Dammi codesta crea- tura vaga! ti dissi — Cerca ! Indaga ! Dinanzi mi è passata qual [baleno un dì, ma poscia io P ho perduta! Or più non vivo; peno! Mi salva tu da questa [grande angoscia e... tutto avrai !...
L'INCREDIBILE (pigliando al. ,ote).
LA FOLLA (vedendo compa rire Massimiliano Robespierre)
Evviva Robespierre! Barère !
Collot d'Herbois! Quello è Couthon!
Saint-Just!
David Tallien !
Frcron !
Barrasi Fouché!
Le Bas
Sieyès !
Thuriot !
Carnot !
e Robespierre l Stasera la vedrai!
L'INCREDIBILE segue sempre con vivo interesse, attaccandosi cautamente ai loro passi, CHÉNIER e ROUCHER. — Intanto, non ancora si sono allontanati pel Cours-la-Reine t rappresentanti della Nazione, che, ecco, attraverso ai giardini delle Tuileries, apparire una vivacissima e gaja schiera di bellissime donne. Sono le MERAVIGLIOSE!...) La BERSI viene ultima, tiene un ventaglio tragico detto « Sangue di Foulon »
ventaglio che è un'opinione.
i Chénier).
Eccole!... Strani tempi! Là vanno i pensatori. Qui lo stormo chiassoso, di que' vivi bagliori. Tu presso a me ti poni! Di qui facile cosa sarà scoprir chi sia la tua misteriosa!
Partiamo !
ROUCHER. CHÉNIER.
Guarda! Guarda!...
No! non voglio: partiamo!
BERSI (a Roucher).
Non mi saluti ?
(rapidamente gli susurra)
Qui trattien Chénier. Son spiata! qui fra poco tornerò!
(Ed ecco ricomparire l'Incredibile che si a cina alla Bersi)
L' INCREDIBILE.
Procace Bersi, qui sono ancor per te! Meco giù scendi?
BERSI (sorridendogli indifferente).
Per poco ? L'INCREDIBILE.
Non ti chiedo che una Trenitz,
BERSI.
E perchè no ? L'INCREDIBILE.
Scendiam ?
BERSI.
(E Bersi segue del Caffé.)
Scendiam !
nei sotterrane
LE MERAVIGLIOSE (vedendo Barras dis dere nei sotterranei del Caffè Hottot )
Ah, riderem davver.
È là Barras !
La sua rivoluzion nome ha " piacer „.
Ci aspetta là
fra il giuoco ed il bicchier.
Siam Riso, siamo Baci, siamo Amor
anche in dì di Terror.
Uno oggidì baciato diman muor....
Vedove.... e spose ognor.
Repubblicani, eroi o aristocratici
che importa a noi,
purché sia Amor ?
Amante innamorato
così lo vuole il cuor
soltanto e ognor!...
Siam Riso, siamo Baci, siam l'Amor...
Vedove.... e spose ognor !...
(e — ridendo — ondeggiandosi sulle canne — passano e scendono giù a della danza, del giuoco, nei sotter Caffè.)
35 ANDREA CHENIER
CHÉNIER.
Una meravigliosa !
ROUCHER.
Ho indovinato? Son male esche d'abbocco !... CHÉNIER.
Tuttavia... Che mi vuol dir?*..
ROUCHER.
E sera!... Ora propizia!
(fa il gesto di fuggire)
E all'alba di domani... Via!... In cammino!
CHÉNIER (con disperazione).
O mio bel sogno, addio !...
(Ecco infatti ritornare la Bersi.) BERSI.
Andrea Chénier!
(L'Incredibile appare dietro un vaso di fiori e osserva e ascolta.)
Fra poco, a te, una donna minacciata da gran periglio qui verrà.
(indica l'altare di Marat)
Là attendi !
(1/ Incredibile scompare rapidamente.) CHÉNIER (trattenendola).
Dimmi il suo nome!...
BERSI.
Il suo nome... Speranza !.. ROUCHER.
La ignota tua scrittrice!... No... è un tranello! CHÉNIER.
Io là verrò !.., •
(Bersi fugge v a) ROUCHER.
È un agguato.
CHÉNIER.
M' armerò !...
(e insofferente d'altri consigli si allontana bruscamente da lui per l'ex Cours- la-Reine)
QUADRO SECONDO 36
ROUCHER.
Ah, veglierò su lui!
(È già sera, e col giorno l'apparenza di gajezza è acomparsa. L' aria stessa appare livida; il ponte Peronnet assume un aspetto sinistro. Il passo ca- denzato delle pattuglie in diverse direzioni completa il terrore. Sì : è proprio la Parigi del Terrore.
Alcuni accenditori pubblici corrono per diverse parti, uno accende i lampioni del ponte, un altro quelli dell' imboccatura di Cours-la-Reine, — poi via, correndo, scompajono tutti nelle nebbie dense che già si inalzano su per la Senna. — Passa un'altra pattuglia e attraversa il ponte Peronnet, poscia tutto è profondo silenzio. — Mathieu riappare. Viene a dar lume alla lanternina dell'altare a Marat, canticchiando la Carmagnola.)
L'INCREDIBILE (esce guardingo dal Caffè e va a porsi allo sbocco della via laterale al caffè, nascondendovisi dietro l'angolo).
Ed il mio piano è fatto!... Ora attendiamo!
(Sul ponte Peronnet appare una forma di donna che si avanza cautamente) MADDALENA.
Viene l'altare...
(si guarda intorno; è impaurita di quel silenzio)
Nessuno !... Ho paura !
L' INCREDIBILE.
Ecco già il maschio !
(e guarda, ritraendosi giù per l'ex Cours-la-Reine. — Infatti di là appare
l'ombra di un uomo avvolto in un ferrajolo a pellegrina.) MADDALENA (commossa).
Ah, è lui!
Andrea Chénier !
CHÉNIER.
Son io !...
(Maddalena tenta parlare, la commozione sua è grande e non può profferire
parola.) > CHÉNIER (sorpreso di quel silenzio).
Deggio seguirti?...
(Maddalena risponde con un gesto: No!)
Sei mandata?... Dimmi da chi? Di', chi mi brama!
MADDALENA. h
Io, sono!
(e si appoggia tremante all'altare pubblico)
37 ANDREA CHENIER
CHÉNIER (sorpreso ed ingannato all'abbigliamento da officiosa di lei).
Tu? Ebben, chi sei? — Di' !
(L' Incredibile cautamente si porta più vicino ai due, nascondendosi dietro un
albero.) MADDALENA.
Ancor ricordi ?.... Ascolta !...
ie Maddalena, per richiamarglisi alla mente, gli ricorda le parole che Chénier le ha rivolto la sera del loro incontro al castello di Coigny.)
CHÉNIER (a quella dolcissima voce, a quel soavissimo ricordo, sorpreso, si entusiasma.)
Sì: mi ricordo!.. Udita io ti ho di già!... Ah nuova la tua voce non mi parla. Ch'io ti vegga!...
MADDALENA (scostando la mantiglia ed avanzandosi sotto la luce della lam- pada che arde davanti all'altare di Marat).
Guardatemi! CHÉNIER.
Ah, Maddalena di Coigny !... L'INCREDIBILE.
Ah è lei l La bionda!... Or tosto da Gerard!
(e cautamente si allontana) CHÉNIER.
Voi? Voi!...
MADDALENA (atterrita).
Guardate là ! -
CHÉNIER.
Dove?
MADDALENA.
Là!... Un'ombra!
CHÉNIER (va all'angolo dove prima era l'Incredibile, ma non vede alcuno)
Nessun !... Pur questo loco è periglioso E qui... sola...
MADDALENA.
Fu Bersi che P ha scelto. Or essa è là, giù, al giuoco e se un periglio... ne minacciasse... Sono un'officiosa che le viene a recar la sua mantiglia !
CHÉNIER.
La mia scrittrice?!... Voi la mia celata amica ognor fuggente?!
QUADRO SECONDO
MADDALENA.
Eravate possente, io invece minacciata; — pur nella mia tristezza pensai sovente d' impetrar da voi pace e salvezza, ma... non Tosai ! E ognora il mio destino sul mio cammino vi sospingea !
Ognora io vi seguivo, e strano assai, ognor pensavo a voi come a un fratello ! — E allora vi scriveva quanto il cuore o il cervello dettavami alla mente. Sì, il cuore mi diceva che difeso avreste quella che v' ha un giorno offeso.
(lussa un momento di silenzio. — Chénier alla dolcissima voce della fanciulli dimentico d'ogni cosa, ascolta rapito, affascinato.)
Al mondo Bersi sola mi vuol bene
(è lei che m'ha nascosta). Ma da un mese
v'ha chi mi spia e m' insegue. E Bersi pure'
Mutammo nascondigli, e più veemente
era la caccia!... Ove fuggir?... Fu allora
che pure voi non più potente seppi,
e son venuta. — Udite! Sono sola !
Son* sola e minacciata! Io più non reggo1
Son sola al mondo! Sola ed ho paura
Io spero in voi! Proteggermi volete?
CHÉNIER (con tutta la esaltazione della sua anima)
Ora dolcissima, sublime ora d'amore!... Possente 1' anima sfida il terrore !...
(con grande slancio a Maddalena1
39 ANDREA CHENIER
Tu mi fai puro il cuore
d' ogni viltà !...
Bramo la vita,
ma non temo la morte.
Ora dolcissima
che segni la mia sorte,
deh, rimani infinita !
(stende le mani in atto di preghiera verso Maddalena) MADDALENA (sorridendogli)
Vicina nei perigli? — Vicina nel terrore?...
CHÉNIER.
Sì! Vieni al braccio mio! Tu sei l'amore !... Fino alla morte insieme?
(le porge il braccio) MADDALENA.
Fino alla morte insieme!
(E Maddalena prende il braccio di Chénier. — Ma appena Chénier e Maddalena hanno fatto pochi passi, ecco dietro il Caffè Hottot correre verso di loro Gerard, faticosamente seguito dall'Incredibile.) *
GERARD (gittasi risoluto attraverso alla strada per impedirla ai due).
Maddalena, contessa di Coigny !
MADDALENA (riconosce, rischiarato come rimane, il viso di Gerard, dalle lanterne del ponte Peronnet).
Gerard !
GERARD.
A guisa di notturna io vi ritrovo a notte intorno...
CHÉNIER (minaccioso).
Segui per la tua strada e non dar noja a gente che si rincasa !...
GERARD (avventandosi contro Chénier per strappargli Maddalena).
E merce proibita !
(Chénier leva rapidamente lo stocco dentro al bastone e ne sferza il viso a Gerard che dà in un urlo di rabbia e di dolore. — Ed ecco accorrere Rou cher. Chénier lo vede e gli addita Maddalena.)
Salvala!
(Roucher fa per allontanarsi con Maddalena)
SECONDO QUADRO 40
GERARD (vedendoli allontanarsi, urla con voce che nulla ha più di umano all'Incredibile).
Fugge !... Inseguila !
, (mentre, sguainata la spada, si getta contro a Chénier) ROUCHER (apiana contro all'Incredibile un pajo di pistole da tasca).
A te bada!...
L'INCREDIBILE (arretra e appigliandosi a più prudente consiglio).
Alla sezione !
(e fugge) GERARD (buttandosi contro a Chénier).
Io ti rubo a Sansoni
CHÉNIER (deridendolo nel vederlo battersi con altrettanto coraggio e alan- cio, quanta imperizia nelle armi).
Ah, tu non sei che un frate!... Sei Chabot?...
GERARD (ferito).
Son còlto!...
(cade sui gradini dell'altare di Mar-*- CHÉNIER.
L'hai voluto !...
GERARD.
Odi, Chénier... Fuggi!... Il tuo nome già Fouquier Tinville ha noto!... Va...
(il sangue gli sale alla gola ed è con un rantolo che a fatica soggiunge)
Proteggi Maddalena !
(Si sente accorrere gente e la voce dell'Incredibile che grida: ■ Al ponte Peronnet! „ — Chénier fugge. — Da tutte le parti irrompe gente. — L'In- credibile con guardie nazionali.)
MATHIEU (riconoscendo nel ferito Gerard).
Gerard ferito ?!
L'INCREDIBILE.
Il feritore...
GERARD (sollevandosi, fa uno sforzo e guardando l'Incredibile trova ancora l'energia di impedirgli di parlare, balbettando :)
Ignoto !...
(e sviene}
41 ANDREA CHENIER
MATHIEU (levandosi ritto sui gradini dell'altare e agitando la picca).
L' han fatto assassinare i Girondini!
(Un urlo terribile di minaccia si leva. — Dal Caffè Hottot sbucano le Meravi- gliose, giuocatori e cittadini serventi, tutti affollandosi curiosamente e interrogando.)
Assassinato ? Chi ?
ALCUNI (rispondono confusamente)
Gerard 1
LE MERAVIGLIOSE.
Gerard ?
(Allora Mathieu ha una grande idea: incrocia la sua picca con altre di alcuni Sanculotti e alcune Carmagnole e improvvisa una barella sulla quale viene steso Gerard e portato a spalle. Intorno al corpo grondante sangue si affolla quella tumultuosa folla, alla strana luce sanguigna delle torcie, urlante nella notte resa più sinistra da lividi lampi che solcano un cielo nero e minaccioso :)
Morte agli ultimi Girondini/
QUADRO TERZO
La Sezione prima del Tribunale rivoluzionario (Comitato di Salute pubblica). — Vasto stanzone a piano terreno ridotto per una meta (quella di sinistra) a tribunale, l'altra (quella di destra), divisa du- rante i dibattiti del giudizio da una opportuna sbarra divisoria, ri- servata al pubblico.
Dalle finestrate e dall'arco, dietro, l' immenso sfondo di una larga strada veduta di scorcio e che si perde entro a fitte case.
All'alzarsi della tela — benché quello sia pure giorno di dibatti- mento, pure tuttavia il lugubre locale presenta uno strano e ben diverso aspetto. Sulla tavola della presidenza sta collocata una colos- sale urna di legno dipinto, imitazione di ara greca, con d' intorno al- cuni rappresentanti del popolo dalle grandi sciarpe tricolori ai fian- chi. — Presso all'urna due carmagnole in berretto frigio e armati di picche che vi fanno la guardia, uno, naturalmente, è Orazio Coclite, cittadino benemerito. — Dietro la tavola quattro soldati della Guardia Nazionale, un sergente e un uffiziale. — Ritto, isolato da tutti, presso all'urna, sta il sanculotto Mathieu.
L'altra metà dello stanzone è stipato da gente diversa, la sbarra divisoria però non è calata ; 1' accesso all' urna è liberissimo. — Si raccolgono pubbliche offerte. Dietro la tavola un gran drappo trico- lore steso su due picche portante scritto : « Cittadini ! la patria è in pencolo ! » La patria, impegnata nella sua formidabile guerra contro V Europa coalizzata, chiede oro e soldati.
MATHIEU (apostrofa, illustrando il suo discorso con osservazioni sue perso- nali, con voce monotona il pubblico, tiene il suo abbruciamola nella mano e vi aspira, fra parola e parola, ingorde boccate).
(continua il discorso)
... Dumouriez traditore (muoja presto !) è passato ai nemici (il furfantaccio ! ; —
43 ANDREA CHENIER
Coburgo, Brunswick (Pitt crepi di peste!) e il vecchio lupanare dell' Europa tutta, contro ci stanno !... Oro e soldati! Onde quest* urna ed io che parlo a voi rappresentiam l'imagin della patria!
(Un gran silenzio accoglie il discorso di Mathieu, però nessuno va ad offrire)
Nessun si muove? Che la ghigliottina ripassi a ognun la testa e la coscienza!
(Alcuni, pochi, vanno e gittano nella grande urna oggetti e denari. Mathieu riprende)
È la patria in periglio!... A Nostra Donna il vessil nero sventola! Io pure or, come già Barère, io levo il grido di Louverture : La libertà e patate !
(vedendo dal fondo della via sopraggiungere Gerard s'interrompe con gioja)
Ma, to' : laggiù è Gerard! Convalescente appena accorre ove il dover lo chiama. Ei vi trarrà di tasca gli ex luigi con paroline ch'io non so...
(volta le spalle al suo uditorio dicendo)
M' infischio io de* bei motti I... Ed anche me ne vanto!
(Infatti appare dalla via Gerard appoggiato al suo ufficioso. La folla si allarga innanzi a lui. L'aspetto suo pallido e sofferente gli dest* la simpatia di tutti. Al suo apparire un affettuoso grido lo accoglie.)
TUTTI.
Cittadino Gerard, salute !... — Evviva !
MATHIEU.
La tua ferita ?
GERARD (commosso).
Grazie, cittadini !
(stringe la mano a molti che gliela sporgono)
La forte fibra mia m' ha conservato alla mia patria ancora!
QUADRO TERZO 44
MATHIEU (indicandogli l'urna).
Ecco il tuo posto !
(poscia sempre colla sua voce monotona accennando al drappo si rivolge al pubblico ripetendo)
E la patria in pe...
(ma, accortosi che la pipa gli si è spenta, conclude indicando Gerard)
Cedo la parola.
GERARD (con vero accento di dolore).
Lacrime e sangue dà la Francia! Udite 1
Laudun ha inalberato
vessillo bianco!
È in fiamme la Vandea!
E la Bretagna ognora ne minacciai
E Austriaci, e Prussiani, e Inglesi, e tutti
nel petto della Francia
gli artigli armati affondano !
Occorre e V oro e il sangue !
L/inutil oro e gemma ai vostri vezzi,
donne francesi, date!
Donate i vostri figli alla gran madre,
o voi, madri francesi !
LE DONNE (commosse, accorrono dapprima poche, poscia alla rinfusa e più rumorose, e finalmente con grande entusiasmo, e, giunte fra i bisbigli e i susurri all' urna, vi gittano dentro tutto quanto hanno in dosso di denaro o portano d'ornamento).
— Prendi !... È un ricordo 1
— A te! Un anello!
— E un braccialetto ! Otto dì di lavoro !
— Una fibbia d'argento!
— (una dà pochi soldi)
Quanto posseggo !
— (una scartocciandoli di dentro a un pezzo di carta)
Son due bottoni d'oro!
(ed ognuna, gittata l'offerta, grida piena d'entusiasmo: Viva, viva la Francial — Il pubblico si entusiasma alla sua volta ed ogni offerta è accolta da fre> menti grida d'acclamazione e di gioja vera.)
45 ANDREA CHENIER
(Ma, ad un tratto, una voce debole frammezzo alla folla grida. È una vecchia \ LA VECCHIA.
Fatemi largo, fatemi !
(Tutti, innanzi alla vecchia, lasciano il passo. È una cieca guidata da un fan- ciullo di quindici anni. Essa volge intorno a sé, come per guardare due occhi bianchi, senza sguardo, poi, lentamente, appoggiata alle spalle del fanciullo, si avvicina alla tavola mutata in altare della patria.)
LA VECCHIA.
Son la vecchia Madelon; mio figlio è morto ; avea nome Roger; morì alla presa della Bastiglia; il primo figlio suo ebbe a Valmy galloni e sepoltura. Ancora pochi giorni, e io pur morrò.
(spinge dolcemente innanzi a sé il fanciullo, presentandolo)
È il figlio di Roger! L'ultimo figlio,
l' ultima goccia del mio vecchio sangue...
Prendetelo !
Non dite che è un fanciullo!
(e, preso il fanciullo pel braccio, glielo denuda, mostrando agli uomini del Co- mitato di Difesa che è un braccio nerboruto e forte)
E forte!... Può combattere e morire!...
(Allora un uffiziale si avvicina al fanciullo che, tutto orgoglioso, si impettisce imitando la posa di un vecchio soldato, lo esamina e con un gesto rapido accenna di accettarlo)
GERARD (alla vecchia).
Noi l'accettiamo ! Dinne il nome suo.
LA VECCHIA.
Roger Alberto.
(uno scrive il nome sul registro) GERARD.
A sera partirà !
(allora la vecchia abbraccia forte il fanciullo che la bacia) LA VECCHIA.
Prendetemelo via!
(balbetta con voce pietosa, non trovando essa più la forza di allargare le sue tremule braccia in quell'abbraccio che essa presente ultimo. — Due guardie nazionali conducono via il fanciullo.)
LA VECCHIA (appena si sente sola, si scuote e cerca intorno con un gesto).
Chi mi dà il braccio ?...
(Da quella folla molti accorrono a lei commossi, e la vecchia Madelon, così come prima se ne è venuta, si allontana lentamente, calma e fiera.)
QUADRO TERZO 46
il Rappresentanti fanno ritirare l'urna patriotica e, firmati i verbali e stretta la mano a Gerard, si allontanano.
Gerard siede al tavolo e stende il rapporto pel Comitato centrale.
La folla a poco a poco dirada.
L' ufficiale dà il comando, le Guardie nazionali prendono il fucile e lo seguono in drappello.
Mathieu con una scopa si mette a spazzare il locale che in breve diverrà tri- bunale, per trasformarsi a sera in club.
L' Incredibile entra.
Intanto, appena fuori, nel largo del crocicchio avanti alla Sezione, quel pub- blico patriota che poco prima si stipava commosso intorno all' urna della patria, appena all'aperto si trasforma energicamente.
Danzano tutti.
La Carmagnola è l'anima della strada.)
Amici, orsù I Beviam ! Danziam ognor Colmo bicchier — Allieta il cor!
Cantare e ber ! Viva la libertà! — Viva la libertà!
Danziam la Carmagnola al tuon, al suon — del cannon !
(Mathieu Populus ripone la scopa e siede su di una panca, fuori, presso alla porta della Sezione, a fumare.)
(L'Incredibile si avvicina a Gerard.) L' INCREDIBILE.
L' uccello è nella rete!
GERARD (con un grido di gioja).
Lei ?!...
L' INCREDIBILE.
No ; il maschio. E al Lussemburgo ! GERARD.
Quando ?
L'INCREDIBILE.
Stamattina.
GERARD.
E come?
L' INCREDIBILE.
Il caso!
47 ANDREA CHÉNIER
GERARD.
Dove?
V INCREDIBILE.
Là a Passy, presso a un amico.
GERARD.
E lei?
INCREDIBILE (dopo un breve silenzio).
Nessuna tracciai
poi, subito, veduta 1' ironia che già trasforma a suo riguardo il volto di Ge- rard)
Ma tal richiamo è il maschio per la femmina che volontariamente (penso e credo 1) essa a noi ne verrà.
GERARD (sfiduciato).
No; non verrà!...
(Lontano un gridìo acuto e confuso da ogni parte.) L' INCREDIBILE.
Ascolta 1 GERARD.
Grida son...
(ascolta poi attentamente)
Monelli aizzati.
L' INCREDIBILE.
No ; i soliti strilloni !
(Passa — e lo si vede dall'arco di ingresso della sezione — venendo dalla via di destra — uno strillone che urla a tutta gola:)
L'arresto importantissimo
d'Andrea Chénier, nemico della patria!
(Mathieu sacrifica i suoi due liardi alla sua curiosità.)
Queste grida
arriveranno a lei !
GERARD (con un debole atto di ribellione, scostando da sé con un gesto 1' Incredibile/
Va, tentatore!
(ma poi, come soggiogato, lo richiama dicendogli)
E poscia?... Ebben?
QUADRO TERZO 43
L'INCREDIBILE (con un eloquente sguardo d'ironia).
Donnina innamorata che d'aspettar s'annoja, se è già passata 1' ora e il perchè non sa di quel ritardo del suo amico al nido, sfido ! (e eh* io muoja !) se la bella presaga all' ansia vinta
non ti discende ratta per la via così, com' è, discinta ! Esce correndo... E indaga! E vola ! E scruta ! E spia l ToM passa uno strillone? E vocia un nome? Oh, come tutta impàllida 1 Ma non vacilla o chinai... Possanza dell'amor! In quel dolor
cessa la donna ed eccola eroina! Tutto oserà!
Laonde, per mia scienza tu la vedrai ! Pazienza ! Sì, a te verrà!
(e assumendo il fare suo elegante delle * grandi occasioni „ conclude:!
Sì; questo è il mio pensiero un po' incredibil, ma altrettanto vero !
GERARD (che si è alzrto e passeggia febbrilmente).
Ah, ancor più fieramente m' odiejà !
L'INCREDIBILE (crollando le spalle).
Che importa? Nella femmina
vi sono assai distinti corpo e cuore!
Tu scegli il corpo! — È la parte migliore.
(quasi imperiosamente gli accenna di scrivere)
Stendi Tatto d'accusa! — Andrea Chénier Sia tosto al Tribunal, qui, deferito ! Fouquier Tinville aspetta.
49 ANDREA CHENIER
GERARD.
Ah, se avvenisse...
V INCREDIBILE.
Scrivi !...
GERARD.
Ed essa...
L' INCREDIBILE.
Scrivi !
GERARD (siede per scrivere; così quest'uomo, che moribondo o credendosi tale, ferito dallo stocco di Chénier, perdonava al suo feritore la sua vita- e il suo amore perduto, colle forze vitali sue sente rinascere sopratutto l'odio. * Il corpo, questo tenace adoratore della vita, si ribella sempre contro i generosi slanci dell'anima. „)
(L' Incredibile si allontana e va ad osservare sulla piazza il movimento della gente e le mercatine che ballano la Carmagnola.) y
Esito dunque? — Andrea Chénier segnato ha già Fouquier Tinville ! — Il fato suo è fisso! — Oggi o diman...
(deponendo la penna)
No, è vilel È vile!
L' INCREDIBILE (vedendolo esitante ritorna presso a lui)
Oh, come vola il tempo !... AfFollan già le vie !...
(e si allontana di nuovo.) GERARD (riprende la penna ; riflette).
Nemico della patria?!
(ride)
E vecchia fiaba !...
(e scrive)
Beatamente ognor la beve il popolo.
(riprende la penna e scrive ancora)
Nato a Costantinopoli ?...
(riflette, poi esclama e scrive :)
Straniero! Studiò a Saint-Cyr ?...
Soldato !...
(riflette ancora, poi trionfante d'una idea subito balenatagli scrive rapidamente 4
Traditore !
QUADRO TERZO 50
Di Dumouriez un complice !
È poeta? Sovvertitor di cuori e di costumi!... Poi... m'ha ferito?... Scrivo " odio politico 1 „
(ma a quest'ultima accusa la penna gli sfugge dalle mann (Gli occhi fissi e pensosi gli si riempiono di lacrime; egli si alza e passeggia
lentamente.) GERARD.
Un dì m' era di gioja passar fra morte e morte, fra gli odi e le vendette, puro, innocente e forte ! Dà sangue or fango e lacrime la mia superba idea.. Un vii piccino io sono!...
Gigante mi credea!... lo sono sempre un servo!...
Ho mutato padrone!... Sono il servo obbediente di violenta passione! Ah, peggio!... Uccido e tremo!
(sorride amaramente, angosciose )
Così fra sangue e fango senza coraggio passo, e, mentre uccido, io piango !
(la sua voce si fa affannosa, violenta, a scatti e piena di entusiasmo)
Io della Redentrice figlio pel primo ho udito
il grido suo pel mondo e vi ho il mio grido unito...
Or smarrita ho la fede nel sognato destino?...
«ri interrompe — le vecchie ricordanze tornano a lui — la sua voce si fa piena di tristezza, di rimpianto)
Com' era irradiato di gloria il mio cammino !... La coscienza nei cuori ridestar de le genti !... Raccogliere le lacrime dei vinti e sofferenti !... Vincere le tenèbre!... Diritto la Sapienza!... Dovere l'Eguaglianza!... L'amore Intelligenza 1... Fare del mondo un Pantheon!... Gli uomini in dii mutare e in un sol bacio e abbraccio tutte le genti amare!... Ah, di Chénier la voce fu, voce di poeta che luminosa allora tracciata m' ha la meta. Or rinnego il poeta? — Rinnego il santo grido che m* ha redento? — Ah in lui la mia coscienza uccido !
51 ANDREA CHENIER
Sol Todio!... L'odio!... L'odio!... Io d'odio ho colmo il cuore e chi così mi ha reso, fiera ironia! è l'amore!
(con disperazione)
Sono un voluttuoso!... Ecco il novo padrone: il Senso!... — Bugìa .tutto ! Sol vero la Passione!
(e, vedendo ritornare presso a lui 1* Incredibile, firma.)
L» INCREDIBILE.
Sta bene ! — Ove trovarti se... GERARD.
Qui resto !
(L' Incredibile si allontana affrettandosi urtando in un piccolo ometto sudicio che entra tenendo sotto braccio un gran fascio di carte: è il cancelliere del Tribunale Rivoluzionario.
Il piccolo ometto impassibile e silenzioso si avvicina a Gerard e sta in piedi innanzi a lui attendendone gli ordini.
Gerard gli consegna altre carte e con esse la nota degli accusati che appari- ranno fra poco avanti a quel tribunale, nota nella quale Gerard ha già scritto come ultimo il nome di Andrea Chénier.
Il piccolo ometto apre la piccola porta d' angolo e vi entra rinchiudendosela dietro.)
(Ad un tratto, una donna scarmigliata appare correndo dalla via opposta a quella per la quale si è allora appena allontanato l'Incredibile. È Maddalena.) MADDALENA.
Carlo Gerard ?
MATHIEU.
Sì; c'è! — Entra! — Sta lai
(Gerard al fruscio della sua veste alza il capo) MADDALENA (con voce tremante).
Se ancor vi sovvenite di me, non so ! % Son Maddalena di Coigny.
(interpretando un gesto di Gerard come una repulsa, soggiunge con voce im- plorante.)
Ah, non m'allontanate!... Deh, mi udite!
QUADRO TERZO 02
GERARD.
Io t'aspettava! Io ti voleva qui!...
lo son che come veltri ho a te lanciato
orde di spie!
Entro a tutte le vie
la mia pupilla è penetrata
e ad ogni istante!
Io, per averti qui, preso ho il tuo amante !
MADDALENA (sorpresa alla violenza del suo dire, rimane un momento atter- rita, poscia vergognata di quella sua debolezza, esclama con un accento di disprezzo indicibile:)
A voi! — Qui sto! Signore, vendicatevi !
GERARD (con voce soffocata).
Non odio !
MADDALENA.
Vendicatevi! Son l'ultima del nome mio !
GERARD (ribatte con più violenza).
Non odio !
MADDALENA.
Perchè, dunque, m' avete qui voluta ?
GERARD.
Perchè ti volli qui ?... Perchè ti voglio !
Perchè ciò è scritto nella vita mia!
Perchè ciò è scritto nella vita tua!
Perchè ciò volle il mio voler possente !
Era fatale, e, vedi, s' è avverato !...
lo 1' ho voluto allora
che tu piccina
giù pel gran prato
con me correvi lieta in quell'aroma
d'erbe infiorate e di selvaggie rose !
e poi lo volli il dì che mi fu detto :
* Ecco la tua livrea ! „ — e, come fu la s^ra,
mentre tu studiavi il minuetto,
io, gallonato e muto,
aprivo o rinchiudevo una portiera...
53 ANDREA CHENIER
Ah, poscia un'altra sera io l'ho voluto! Fu quella sera allor che dentro all' anima mi venne il gran disio di farti mia. Per te sognavo il genio!... Ma, ironia! sovra altra fronte già splendea : Chénier ! Ed il destin che trama le commedie de le diverse vite, quasi a prologo quella sera ci unìa !... Vidi il tuo amore! Innamorato e odiando son fuggito!...
(rimane per un momento silenzioso, 'affannato da quei ricordi tumultuosi)
e poscia no non m' ha Chénier ferito
ma il grido tuo d'orrore, il tuo: Gerard!...
(e imita con voce il terribile grido di * Gerard „ sfuggito a Maddalena nel loro incontro con Chénier presso all'altare di Marat)
Pure anche allora, e sempre, t' ho voluta !
La poesia
in te così gentile,
di me fa invece un pazzo grande e vile !
Ebben ? Che importa? Sia!
E, fosse un' ora sola,
io voglio quell'ebbrezza
de' tuoi occhi profondi !
Io pur, io pur, io pur voglio affondare
le mani mie nel mare
de' tuoi capelli biondi!...
(si arresta e audacemente levandosi ritto le chiede :)
Or dimmi che farai contro il mio amore?
MADDALENA..
Là... giù... nella via corro !... Il nome mio vi grido!... Ed è la morte che mi salva!
(ma Gerard improvvisamente, allontanando da sé il tavolo e rovesciando la seggiola, va a frapporsi tra Maddalena e le due uscite)
GERARD.
No, tu non lo farai! r- No! tuo malgrado tu mia sarai !
QUADRO TERZO 54
MADDALENA (atterrita gittando un grido di terrore fugge riparandosi dietro la tavola dei giudici; ma, poscia, presa da improvvisa idea, esce dal riparo di quel tavolo e movendo risoluta verso Gerard gli dice:)
Se de la vita sua tu fai prezzo il mio corpo... ebbene, prendimi!
(r gli si avvicina lenta, sublime di quel suo sacrificio.) GERARD.
Come sa amare 1
MADDALENA.
La mamma morta
m' hanno a la porta
là de la stanza mia ; —
moriva e mi salvava!...
poscia — a notte alta — io con la Bersi errava, —
quando, ad un tratto, un livido bagliore
guizza e rischiara innanzi a* passi miei
la cupa via! —
Guardo!... Bruciava il loco di mia culla!
Così fui solai... E intorno il nulla!
Fame e miseria!...
Il bisogno e il periglio!...
Caddi malata!...
E Bersi, buona e pura,
(ed a narrarlo mancan le parole)
ha del suo corpo fatto
un mercato, un contratto
per me ! — Porto sventura
a chi bene mi vuole!
(A un tratto, nelle pupille larghe di Maddalena si effonde una luce di suprema gioja, una gran luce profonda come riflesso di splendore misterioso )
Fu in quel dolore
che a me venne l'amore!..
(Maddalena rimane in silenzio meditabonda — un dolcissimo sorriso aulir. labbra.)
Voce gentile piena d'armonia
che mi susurra: " Sperai n
e dice: * Vivi ancora! Io son la vita!
55 ' ANDREA CHENIER
Ne' miei occhi è il tuo cielo!
Tu non sei sola ! Le lagrime tue
io le raccolgo 1... Io sto sul tuo cammino
e ti sorreggo il fianco
affaticato e stanco !...
Sorridi e spera ancora!... Son l'amore!-...
Intorno è sangue e fango?... Io son divino!...
Io sono il paradiso!... Io son l'oblio !...
Io sono il dio
che sovra il mondo scende da l'empireo,
muta gli umani in angioli,
fa della terra il cieli...
Io son l'amore!
(Ed essa pure, come già Gerard, rimane pec un momento silenziosa, affannata da quel ricordo tumultuoso. — E poi con voce piena di immensa tristezza balbetta :)
L'angiol tremante allor le labbra smorte
della mia bocca bacia... E or vi bacia la morte!...
(un desolato singhiozzo la costringe a interrompere, poscia affannosamente ri- prende :)
Corpo di moribonda è il corpo mio! Prendilo, dunque!... Io son già morta cosai...
(Il cittadino Cancelliere, il sinistro ometto, appare dalla porta del piccolo stanzino; muto sempre, impassibile, si avvicina a Gerard, gli pone innanzi alcuni fogli scritti e, come è venuto, muto e impassibile ritorna al suo stan- zino rinchiudendone ancora dietro a sé la porta.)
GERARD (prende i fogli lasciati dal Cancelliere — vi butta gli occhi sopra. È la lista de^li accusati — un nome gli balza subito agli occhi — quello di Chénier.)
Perduto!
(esclama dolorosamente — e poscia disperatamente camminando agitato grida :)
Ah, la mia vita per salvarlo !
MADDALENA (con un immenso grido di gioja).
Voi lo potete!... Appena stamattina egli arrestato fu.
QUADRO TERZO 56
GERARD.
Ma per Chénier
un uomo che l'odiava ha preparato
per oggi il suo giudizio... la sua morte!...
(A un tratto dalla strada viene un mormorio, un bisbiglio di folla. Egli guarda. — Già nei pressi della Sezione la gente in attesa del giudizio si accrocchin.)
La folla già!... La maledetta folla curiosa ed avida di sangue e lacrime.
(A un tratto dalle stanze superiori e contigue si sente il rumore dei fucili e
delle sciabole dei gendarmi.) GERARD (con disperazione a Maddalena).
Udite? Udite?... È il calcio dei fucili! Sono i gendarmi!...
(con accento di disperazione.)
E là sta già Chénier!
MADDALENA (con un ultimo grido dove c'è tutto quanto può soffrire un'anima.)
Salvatelo! Salvatelo! Salvatelo!
GERARD.
Ah, la Rivoluzione i figli suoi divora!... Non perdona!... Fin di sangue per tutti...
(ma, preso da un'idea, corre al tavolo esclamando )
Io l'ho perduto?... Lo difenderò!
(Scrive rapidamente un biglietto al vice presidente Dumas perchè voglia lui di- rigere quel giorno i dibattimenti.
Mentre scrive, Maddalena gli si avvicina lentamente e, appena Gerard ha de- posta la penna, essa gli afferra la mano e gliela bacia.)
GERARD (al bacio di Maddalena ritira la mano ; ma poi, incoraggiato, con uno sguardo in cui vivido passa un baleno di speranza esclama:)
Il tuo perdono è la mia forza! Io spero!
(Ma ecco Mathieu. Gerard ha appena il tempo di parlare a Mathieu, conge- gnargli il biglietto per Dumas e ritirarsi con Maddalena in fondo all'aula dalla parte assegnata al pubblico, che questi già vi si rovescia tumultuante, . rumoroso, eccitato.
Mathieu si allontana rapidamente col biglietto, ruvidamente ributtando a spin- toni la folla che gli è intorno.)
57 ANDREA CHENIER
UNA MERCATINA (ad una vecchia).
Mamma Cadetl... Presso alla sbarra, qui !
(altre ad alcune compagne sedendo)
Di qui si vede e si ode a perfezione.
ALCUNE VECCHIE (si accomodano sulle panche e levando di tasca la calza, automaticamente lavorano; altre levano fuori da piccoli canestri e borse di tela pane, cacio e salsiccie e mangiano e intanto mormorano soddisfatte).
Qui si gode
la vista d'ogni cosa!
— Voi state bene?
Sì.
— E voi?
— Così... così...
— Dal mercato venite?...
— Vengo dalla barriera l...
— Notizie ce ne avete?...
— No ! E voi nulla sapete?...
— Hanno cresciuto il pane!...
— Eh lo so... è un tiro...
— Dite!
— È un tiro di quel cane d'inglese detto Pitt!
UN'ALTRA (chiamando un'amica alla quale ha tenuto il posto).
Venite?
L'AMICA (urtando la folla, passando fra gli uomini, dividendoli, respingendoli come una furia).
Sì!
MATHIEU (che ritorna per far cenno a Gerard che il biglietto fu consegnato e che tutto sta bene, a un colpo di gomito si rivolge risentito ed urla)
Un po' di discrezione, cittadina !...
ALCUNE MERCATINE (bisticciandosi con alcune vecchie che lavorano la calza).
Più in là!
QUADRO TERZO 58
UNA PESCIVENDOLA.
Venite qua, cittadina Babetl
ALCUNE CARMAGNOLE (in piedi, fumando, chi armato di fucile, ehi di picca, chi della sola sciabola ad armacollo, chi con piatola infilkLa nella cinghia o sciarpa).
Dite, oggidì
grande infornata, pare!
ALTRI.
UNO.
MATHIEU.
Sì.
Molti ex!
E c'è un poeta!
(e fa largo nella folla per farvi passare nove individui dalle faccie terribili e nel modo di vestire straccioni)
Passo ai giurati, o popolo!
(I giurati prendono posto alla tavola loro.) GERARD (indicando a Maddalena cinque uomini coperti di grandiosi cap- pelli esageratamente .piumati, teatralmente ravvolti in mantelli e colle sciarpe tricolori ai fiancai).
Eccoli, i giudici.
LE MERCATINE (si levano ritte sulle panche esaminando i giudici).
Chi presiede è Dumas l...
ALTRI (nominando i giudici).
Vilate...
MERCATINE.
... pittore ! L'altro è lo stampatore tribuno Nicolas !...
Ecco laggiù Fouquier I... L'accusatore pubblico!...
(All'entrare di Fouquier Tinville la folla si restringe e lascia un gran pass© libero allo ■ sterminatore pubblico „ che entra con un gran fascio di carte senza guardare alcuno, in mezzo ad un profondo silenzio, e va a sedere al suo posto senza saluti, e, appena seduto, si sprofonda nella esamina delle sue carte, gli atti di accusa, prendendo rapidamente alcune note.)
UNA VOCE. TUTTI.
59 ANDREA CHÉNIER
MADDALENA (stringendosi impaurita presso a Gerard).
E gli accusati?...
GERARD (indicando la porta dietro i giurati ancora chiusa).
Di là... presso ai giurati I
MADDALENA (vedendo schiudersi la porta, soffocando un grido).
Ecco...
GERARD.
Tacete!
MADDALENA.
Mi manca l'anima!
(Dalla porta, a un tratto violentemente aperta, escono, discendendo dalle scale otto gendarmi, poi, in mezzo a soldati e carmagnole, ad uno ad uno se* guono gli accusati. Ultimo è Chénier. Dopo, altri gendarmi: sono tutti ar- mati di fucili e di pesanti sciabole. Gli accusati sono fatti sedere. Chénier rimane, in quella folla, solo, col pensiero lontano, come se tutto quell'ap- parato di tribunale, di giustizia, di soldati, di pubblico non lo riguardasse.)
MADDALENA.
Egli non guarda!... Non mi crede qui!...
Ma pensa a me !... Io sono in quel pensiero!...
MATHIEU (alle Mercatine che susurrano).
Silenzio!
(Il presidente Dumas prende una nota e legge ad alta voce chiamando verso gli accusati : ad ogni nome l'accusato si alza spontaneamente, o è fatto al- zare da un gendarme o da una carmagnola.)
DUMAS.
Gravier de Vergennes.
FOUQUIER TINVILLE (leggendo una nota, rivolgendosi ai giurati e ai giudici accusando).
Un ex referendario !
(fa un rapido gesto e ripone la nota) PUBBLICO (tumultuosamente).
È un traditore !
(succede un silenzio profondo) DUMAS (fa cenno all'accusato di sedere e legge un altro nome).
Lavai Montmorency...
(si alza dal gruppo degli accusati una monaca tutta bianca di capelli.)
QUADRO TERZO 60
FOUQUIER TINVILLE (e. s.).
Convento di Montmartre!
CALZETTAJE, MERCATINE, PESCIVENDOLE (urlano).
Aristocratica!
(La monaca alza la mano per parlare ) IL PUBBLICO (le grida ironico).
A che parlar?... Sei vecchia!... Taci e muori!
DUMAS.
Ti tolgo la parola ! Abbiamo fretta !
(La monaca lascia cadere uno sguardo di sprezzo — poi siede dignitosa. — Il
pubblico la applaude deridendola.) DUMAS (e. s.).
Legray !
(Si leva, una donna giovane che prorompendo in lagrime con voce soffocata grida verso i giudici: * Ridatemi i miei figli! „ Ma il pubblico con un urlo le impone silenzio. La sventurata donna si lascia cadere sulla panca. Il pub- blico guarda indifferente. Maddalena spaventata si serra presso a Gerard. — Fouquier Tinville fa cenno a Dumas di continuare.)
DUMAS.
Andrea Chénier!
GERARD (a Maddalena).
Coraggio!
MADDALENA (guardando Chénier).
O amore! o amore!
PUBBLICO.
Ecco, è il poeta! Fouquier Tinville attentamente legge !
— Lunga è l'accusa dunque!
— È un accusato pericoloso ?
Sì ! MATHIEU.
Scrittore... e basta! FOUQUIER TINVILLE (legge).
Andrea Chénier, poeta, giornalista. Costui violento scrisse contro agii uomini de la Rivoluzione. Fu soldato con Dumouriez e...
61 ANDREA CHENIER
PUBBLICO (con grido di orrore).
Un traditori
CHÉNIER (a Fouquier Tinville).
Tu menti I
GERARD (fra se, terribile, con disperazione a Maddalena^.
Ah, Maddalena, io sono che ciò feci !
DUMAS (a Chénier).
Siediti e taci !
GERARD (fortissimo).
Parli! ALCUNI.
Parli!
TUTTI (interessandosi).
Parli I
DUMAS (violento).
No, nego la parola !
TUTTI.
Parli I Parli !
CHÉNIER.
Sì, fui soldato
e gloriosa affrontata
ho la morte che vii qui mi vien data.
Fui letterato,
ho fatto di mia penna arma feroce
contro gli ipocriti !
Colla mia voce
ho cantato la patria !
(Un lungo mormorio accoglie le parole di Chénier. Dumas non ha cfeà&ggio di togliergli la parola : il pubblico guarda e ascolta sorpreso Chénier. Sta egli per un istante muto, come raccogliendosi, — poi, gli occhi nel vuoto come assorto in una visione — esclama esaltandosi.)
Pura la vita mia passa nella mia mente come una bianca vela; essa inciela
le antenne, ali allargate ad un eterno volo,
QUADRO TERZO 62
al sole che le indora,
e affonda
la spumante prora
ne l'azzurro dell'onda...
Va la mia nave spinta dalla sorte
a la scogliera bianca de la morte?...
Son giunto?... E sia!
Ma ancor io salgo a poppa e una bandiera
trionfai disciolgo ai venti!
De' mille e mille miei combattimenti
è la bandiera e su vi è scritto: " patria! „
(verso Fouquier Tinville)
A lei non saie
il tuo fango, o Fouquier!
Essa ognora s' insola
immacolata.
Essa è immortale!
Non sono un traditore.
Uccidi? E sia! Ma lasciami l'onore.
FOUQUIER TINVILLE (subito).
Udiamo i testimoni !
{Mathieu e l'Incredibile, entrati già da un po' nell'aula, alzano subite la mano
presentandosi come testimoni.) -GERARD (con voce possente).
Il passo datemi!
(respinge la folla e si fa innanzi ai giudici)
Carlo Gerard.
DUMAS.
Sta bene; puoi parlare.
GERARD.
L* atto d* accusa è orribile menzogna.
FOUQUIER TINVILLE (sorpreso).
Se tu l'hai scritto?!
(e mostra il foglio) GERARD.
E ho denunciato il falso Or lo confesso.
(un gran movimento e un minaccioso jfrido di sorpresa)
63 ANDREA CHENIER
FOUQUIER TINVILLE.
Io non ti credo!
GERARD.
Giuro
DUMAS.
Dinne il perchè.
GERARD.
L' odiavo !
DUMAS.
Non ti credo!
FOUQUIER TINVILLE (levandosi ritto e picchiando febbrilmente sui foglio scritto da Gerard).
Mie faccio queste accuse e le rinnovo I
(Gerard fa un passo minaccioso contro Fouquier Tinville, un urlo di sdegne
scoppia contro a lui nell'aula.) DUMAS (afferra il campanello e agitandolo urla :)
Ti do il consiglio di tacerti!
GERARD.
No! Il tuo consiglio è una viltà! FOUQUIER TINVILLE.
Tu offendi
la patria e la giustizia !
IL PUBBLICO (eccitatissimo urla contro Gerard).
Basta ! Taci !
— (a Dumas).
Imponigli silenzio tu, o Dumas!
MERCATINE (strillando).
In istato d'accusa dichiaratelo !
SANCULOTTI.
Sì ; fuori della legge ! TUTTI.
Alla lanterna
— Esso è un sospetto!
— Fu comprato !
— Tacil
(ma Gerard — solo — forte — alta la fronte — pallido, impassibile, domin*
tutto quel tumulto.) GERARD.
La patria? La giustizia osi tu dire? La tua Giustizia ha nome Tirannia!
QUADRO TERZO 64
L'amore della patria?! Qui?!... No, è un'orgia d'odi e vendette!... Il sangue della patria qui còla!... E siam noi stessi che feriamo il petto della Francia!...
Basti il sangue ! Andrea Chénier della Rivoluzione è figlio! — E il figlio più glorioso suo!...
(invano ancora veementemente le Mercatine e le Calzettaje strillano :) MERCATRICE e CALZETTAJE.
Con gli accusati tosto giudicatelo!
— Alla lanternai
— Morte!
— Alla lanternai
(In quell'orrendo baccano, a un tratto, ecco lontano rullare i tamburi e grid* di entusiasmi guerreschi — vere grida di amor patrio — echeggiare ! — Ge- rard le ha sentite — egli — gigante -»• con un gesto accenna d'onde avvi- cinandosi viene la vera voce dell.t patria e grida — tutta la sua anima nella sua voce)
GERARD.
Laggiùl Laggiù, è la patria! Odila, o popolo! È la sua voce !...
(e mostra colla mano le reclute che a bandiera spiegata vanno... vanno iM* frontiera. ▼
Avanti procedono baldanzosi i " petits „, orgogliosi del loro berretto frigio, rul- lando sui loro tamburi, arditi, bellicosi).
Eccola!... È là la patria;
ove si muore colla spada in pugno!
(volgendosi a Fouquier Tinville)
Non qui dove le uccidi i suoi poeti !
(Gerard allontana un gendarme che lo divide da Chénier e lo abbraccia
Fouquier Tinville fa subito cenno al cancelliere di far ritirare i giurati.
I giurati, al cenno eloquente, di Fouquier Tinville, come pecore si ritirano.)
CHÉNIER (a Gerard).
O generoso! O grande!... Vedi?... Io piango]
SÉRARD.
Guarda laggiù!... Quel bianco viso... E lei !
65 ANDREA CHENIEP
CHENIER.
Lei?
(e guarda ansioso ; e la vede}-
Maddalena!... Ancor l'ho riveduta! Or muojo lieto!
GERARD.
Io spero ancora I
(E i giurati rientrano. Il capo presenta a Dumas, per mezzo del cancelliere, il verdetto. Il silenzio è sommo.)
DUMAS (dà una rapida occhiata e dice :)
Morte!
(e con un gesto abbraccia tutti gli accusati)* FOUQUIER TINVILLE (ai gendarmi).
Via i condannati !
(Gerard, che è rimasto come impietrito a quella condanna, si scuote. — Vede Maddalena che lo implora cogli occhi, ed egli corre a lei per condurla a Chénier perchè possano parlarsi, vedersi, sentirsi vicini per un' ultima volta — ma, giunto vicino a Maddalena, la folla gli si è già chiusa alle spalle, cosic- ché, quando fa per ritornare, Chénier sta già per scomparire su per la scala dei prigionieri.)
MADDALENA (grida)
£ Andrea!...
(la porta si chiude alle spalle di Chénier)?
Rivederlo!...
(balbetta la disgraziata fanciulla a Gerard. y
QUADRO QUARTO
// cortile delle prigioni di San Lazzaro {ex convento di San Vincenzo li Paola ridotto a carcere).
ANDREA CHÉNIER è nel cortile dei prigionieri ; — egli sta seduto sotto alla lanterna che vi dà luce, e scrive sopra una piccola assicella con una matita fatta di un pezzo di piombo; scrive ora con foga, ora arrestandosi e riflettendo come se alla ricerca di qualche parola o rima, gli occhi larghi, inspirati, luminosi. ROUCHER gli è vicino.
È notte alta.
SCHMIDT (entra nel cortile dei prigionieri e si avvicina a Roucher).
Cittadino, men duol, ma è tardi assai...
ROUCHER (indicandogli Chénier gli fa cenno di tacere — si fruga indos£* e trova un po' di denaro e lo dà a Schmidt).
Pazienta ancora un attimo!...
^Schmidt mette via il danaro e si allontana di malumore sbadigliando) CHÉNIER (cessa di scrivere).
Non più... 0
ROUCHER. ™
Ah, leggi L.
CHÉNIER.
Pochi versi... ROUCHER.
Leggi! Leggi!
(Chénier si porta sotto alla gran lanterna appena accesa e vi legge declamando i versi appena scritti. Roucher dietro alle sue spalle ne segue cogli occhi la lettura.)
CHÉNIER.
Come un bel dì di maggio
che con bacio di vento — e0carezza di raggio
si spegne in firmamento,
67 ANDREA CHENIER
col bacio io d' una rima,
carezza di poesia — salgo l'estrema cima
de l'esistenza mia.
La sfera che cammina
per ogni umana sorte — ecco già mi avvicina
all' ora della morte,
e forse pria che Y ultima
mia strofe sia finita, — nVannuncierà il carnefice
la fine della vita.
(con grande entusiasmo)
Sia! — Strofe, ultima Dea,
dà ancor al tuo poeta — la sfolgorante idea,
la fiamma consueta;
io, a te, mentre tu vivida
a me sgorghi dal cuore, — darò per rima il bacio
ultimo di chi muore.
(Roucher entusiasmato abbraccia Chénier. Schmidt ritorna ; i due amici si strin- gono la mano e si separano commossi.)
Dietro le cancellate sonnecchiano i soldati. Lontano, in quel silenzio, per 'e
" vie deserte o percorse da pattuglie di municipali e di guardie nazionali.
si eleva sonora una voce che canta. E Mathieu che fa da usignuolo della
Rivoluzione e canta la sua prediletta JSfarsiglìese che si perde lontanissimo )
nella notte.)
(Si picchia al portone della prigione. Schmidt ritorna in fretta e va ad aprire — È Gerard, e con lui è Maddalena. Gerard presenta le carte di permesso.) SCHMIDT (gli s' inchina deferente).
Tu qui, Gerard?
GERARD (indicando Maddalena)
Viene a costei concesso
un ultimo colloquio...
SCHMIDT (interrompendolo).
Il condannato?... Il nome?
MADDALENA.
Andrea Chénier1
QUADRO QUARTO 68
SCHMIDT.
Sta ben !
(fa cenno a Gerard di aspettare)
Attendi!
(e ripetendo sottovoce il nome di Chènier, va a ricercare sul registro il nu- mero della cella) MADDALENA (a Gerard, risoluta).
Il vostro giuramento vi sovvengo !
(Gerard fa un gesto di rifiuto, ma i suoi sguardi si incontrano in quelli pieni di disperata preghiera di Maddalena che rivolgendosi a Schmidt, dice:)
Odi! Fra i condannati di dimani è una giovane donna.
SCHMIDT.
La Legray!
MADDALENA.
Or bene... viver deve !
SCHMIDT (li guarda stupefatto, poi riflette).
Cancellare or come da la lista il nome suo?
MADDALENA.
Che importa il nome se in sua vece un' altra ^ per lei risponderà?
SCHMIDT.
Sta ben!...- Ma, e l'altra?
MADDALENA.
Eccola !
SCHMIDT (sorpreso a Gerard).
Come ?!... Lei ?...
Tu, cittadina ?
(Gerard, senza voce, accenna angosciosamente di sì col capo.) MADDALENA (a Schmidt porgendogli pochi giojelli e una piccola borsa con- tenente alcuni luigi).
A voi!... Giojelli soni... Questo è denaro.
-SCHMIDT (aprendo la borsa e vedendovi rilucere l'oro).
Evento strano in tempo di assegnati!
(Guarda avidamente giojelli e denari; poi, rivolgendosi a Gerard ;)
lo non vorrei...
(fa il gesto della ghigliottinai
60 ' ANDREA CHENIER
Capite?... Io non so nulla!...
(A Maddalena)
Al nome di Legray... salite in frettai...
(Prende dalle mani di Maddalena la carta di permesso, da dare alla Legray mette via il denaro e i giojelli e va a prendere il prigioniero.)
MADDALENA (si avvicina ancora a Gerard, ma questa volta è con uno slancio di riconoscenza che gli prende ancora la mano fra le sue e gliela stringe con effusione affettuosa.)
GERARD.
O Maddalena, tu fai della morte la più invidiata sorte!
MADDALENA (vedendo che Gerard si porta le mani agli occhf, colle sue gliele scosta per impedirgli di piangere dicendogli :)
Benedico il destino ! Benedico, la morte!
GERARD (udendo avvicinarsi Schmidt con Chénier, si allontana da Maddalena e corre via verso il secondo cortile dicendo con voce tronca da singhiozzi)
Salvarli !... Ancor da Robespierre !... Ancora !
(Andrea Chénier esce dal bujo corridojo. Egli al fioco lume della lampada ravvisa nella visitatrice Maddalena. Il silenzio cupo di quella prigione, dove tace ogni cosa, perfino la voce della natura li avvolge misteriosamente.)
CHÉNIER.
% Vicino a te s'aqueta
l'irrequieta anima mia;
tu sei la mèta
d'ogni desib e bisogno
e d'ogni sogno
e d'ogni poesia !...
Entro al tuo sguardo
l' iridescenza scerno
de li spazi infiniti. Io son già eterno!
Ti guardo ;
e in questo fiotto verde
di tua larga pupilla erro coll'animal...
Questa è la luce arcana
delle plaghe serene!...
QUADRO QUARTO 70
Mi avvolge! Si allontana
lungi e si perde
ogni ricordo di cose terrene 1...
Tu sei la poesia
che alfin si dona tutta al suo poeta !
Tu sei la mèta
dell'esistenza mia !
(Maddalena j?li sorride felice. ;
Il nostro è amore d'anime !
MADDALENA.
Il nostro è amore d'anime !
CHÉNIER.
Che tu viva se muojo, di', che vale?
È l'anima immortale;
ovunque tu sarai, sì, io là sarò !
MADDALENA.
Per non lasciarti son qui; non è un addio! Vengo a morire, vengo a morire anch' io con tei...
(esaltandosi).
Finì il soffrire !.. La morte nell'amartil... Chi la parola estrema dalle labbra raccoglie è Lui... l'Amori Come gemine foglie da l'albero di vita cadiamo e il vento
ne avvolge insieme dentro alla infinita luce del firmamento!... In quell'ora suprema' de l'ultimo cammino ogni dolor finisce col tuo bacio; il divino!... Ah, se anche è del carnefice la man che insiem ci unisce,
71 ANDREA CHENIER
quella sua mano è pia se la tua bocca — tocca la morta bocca mia.
(e stringendosi a lui gli narra la idea a lei balenata durante la seduta de1 tribunale, per morire con lui se condannato.)
Salvo una madre ! Maddalena all'alba ha nome per la morte Idia Legray !
(Chénier tace. — Divinissimo silenzio ! La prima alba trema intorno e avvolge
i due amanti.) MADDALENA.
Vedi? La luce incerta del crepuscolo giù pe' squallidi androni già lumeggia.
<e colle braccia avviluppando stretto a se Chénier gli si abbandona tutta sul petto.)
Abbracciami, mio amante ! Amante, baciami !
CHÉNIER (scosso dall'entusiasmo che anima Maddalena, la stringe a se ba- ciandola nei capelli, per gli occhi, sulla bocca, esclamando inebbriato:)
Orgoglio di bellezza!
Trionfo tu de l'anima!
O mia fortuna il premio
di questa tua carezza!
Il tuo amore, sublime amante, è mare,
è ciel, luce di sole e d'astri... E il mondol
(Già è il dì — rulla il tamburo — la luce si espande — i soldati si radunane — prendono le armi e si schierano — Schmidt va ad aprire le celle. — A gruppi, impauriti, i prigionieri riempiono nell'aspettativa della carretta lo stanzone.
Ma pei due felici tutto è felicità, tutto è poesia ; abbracciati, dimentichi, efes: inneggiano all'ora che^apre a loro l'infinito « sarà eterna.)
CHÉNIER.
La nostra morte è il trionfo d'amore.
MADDALENA.
La nostra morte è il trionfo d'amore l
CHÉNIER (udendo il rullo dei tamburi).
Viva la morte!
(Ecco già l'usciere colla gran fascia e colla lista dei condannati.)
QUADRO QUARTO
72
MADDALENA.
Viva la morte!
(Un raggio di sole penetra nei secondo cortile scoperto, cosi che la carretto che entra con gran fracasso dal portone dischiuso della prigione scortata dai gendarmi a cavallo rimaDe avvolta, da quella luce caldfc di primo mattino.)
CHÉNIER (additandola a Maddalena).
È la morte !
MADDALENA.
CHÉNIER.
MADDALENA.
CHÉNIER.
MADDALENA
CHÉNIER.
MADDALENA.
CHÉNIER.
MADDALENA
CHÉNIER.
MADDALENA
CHÉNIER.
MADDALENA
CHÉNIER.
MADDALENA
È la -morte ! Ella viene col sole ! Ella vien col mattino ! Benedico la sorte ! Benedico il destino !
Vien come l'Aurora... Col sole che la indora !
Ne viene a noi dal cielo velata entro ad un velo...
fatto di rose e viole !
Viene la misteriosa !
La eterna innamorata l
Viene la Eterna Cosa...
La amante immacolata!
La fronte essa mi sfiora come raggio d'aurora!
Ci bacia e ci accarezza lene sì come brezza !
73 ANDREA CHÈNIER
CHÉNIER.
Come una brezza lene
la morte, eccola, viene!
E salgono intanto tutti i condannati ad uno ad uno tutti, rassegnati, impassi- bili, calmi, quasi desiosi — Solo la Legray accasciata, le mani agli orecchi nel terrore di udire il suo nome, si impicciolisce e raggomitolata dietro la gradinata vi si nasconde.)
CHÉNIER e MADDALENA (abbracciati l'uno all'altro).
Neil* ora che si muore eterni' diveniamo !... Eternamente amiamo !... Morte è infinito, è amore !...
SCHMIDT, GENDARMI, SECONDINI (ripetono forte il nome appellato dal- l'Usciere).
Andrea Chénier! CHÉNIER.
Son io! SCHMIDT, GENDARMI, SECONDINI.
Idia Legray!
MADDALENA (si fa arditamente innanzi).
Son io!
(E passa altera, trionfante; la vera Legray guarda inconsciente la donna che va a morire per lei.
È proprio allora che entra Gerard. Ogni speranza lo ha abbandonato.
Maddalena lo scorge e lo addita a Chénier, che lo saluta. Gerard vorrebbe stringergli la mano, scambiare un'ultima parola, ma le forze lo abbando- nano e appoggiandosi ad una parete, si copre il volto colle mani e sin- ghiozza.)
CHÉNIER.
MADDALENA.
Inni alla morte!
Viva la morte!
(La carretta s'avvia. I gendarmi a cavallo le fanno largo. E il portone le si rinchiude dietro. vNella prigione di San Lazzaro, sbigottiti, in silenzio, stanno i prigionieri, e in mezzo a loro quel!' uomo della Rivoluzione che piange tenendo gual- cita febbrilmente nella mano una lettera; è la lettera laconica or ora scrit tagli, per non riceverlo, da Robespierre, che alle preghiere per la vita di un poeta ha risposto: " Anche Platone bandiva % poeti dalla sua Repubblica. m
Cala la tela.
Martire (La), Novella scenica in 3 atti rau sica ili S. Samara
Marcella, Idillio moderno in 3 episodi, mu- sica di \j. Giordano
Maschere il--'). Commedia lirica in 3 atti, musica ili P. Mascagni
Mascolla (La), Opera comica in 3 atti, mu- sica di l\. Aldran
Matrimonio a lume di lanterna (Un), 0|>e retta in l atto, musica di G. Offenbach
Medici (I). Azione storica in i atti, parole e musica di lì. Leoncavallo. . . .
Mignon. Opera iu3 atti, musica di A. Thomas
Mirella, Melodramma in i atti e ci quadri, musica di ('. (Joi Non
Moschettieri della regina (I), Opera comica. in 3 atti, musica di \\ Halévy . . .
Mosè, Soletto biblico in ì atti, musica. «li (i. Orefice
Navarrcse (La), Episodio lirico in 2 atti. musica di (J. Massenet '.
Nave Rossa [La), Scene1 liriche in tre atti. musica di A. Seppilli
Nemea, Episodio pastorale in 1 atto, musica di E. Coop
Ninon de Lenclos, Commedia lirica in 3 atti e i quadri, musica di G. Cipollini
Nozze di Figaro (Le), Commedia lirica in
4 atti, musica di W. A. Mozart. . . Nozze di Giannetta (Le), Opera giocosa i ti
t atto music,-., di V. Massi
Orfeo, Azione drammatica in ì atti, musica
di G. C. Gluok
Pagliacci, Dramma in i atto, parole e mu- sica di R. Leoncavallo
Paolo e Francesca, Dramma lirico in t atto,
musica di L. Mancinelli
Patria! Opera in 4 atti e 6 quadri, musica
di E. Palami he
escatori di perle (I), Opera in 3 atti,
musica ili (4. Bizet
Pelleas e Melisanda, Dramma lirico in 5 atti ,
musica di 0. Debussy
Ticcoli Moschettieri (I) (D* Artagnan),
Opera comica in 3 atti e 5 quadri,
musica di L. Varnky .......
Piccolo Faust (II). Opera buffa in 3 atti e
•ì quadri, musica di E. HervÉ . . . Piccolo Haydn (III, Commedia lirica in i
atto, musica di & Cipollini .... Pompon (11), Opera comica in 3 atti, musica
di C. Lecocq ...... ...
Ponte dei Sospiri (II), Opera buffa in 4atfci,
musica di <ì. Offendaci!
Postiglione di Lonjumeau (Ut, Opera co- mica in 3 arti, musica di A. Adam. . Prati Saint-Gervais (I), Opera comica in 3
atri, musica di C. Lecócq
Presa di Troja (La), Poema lirico in 3 atti
e I quadri, parole e musica di E. BerlIOZ Principessa di Trebisonda (La), Opera
buffa in 3 atti, musica di 0. Offenbach Rantzau (I), Opera in 4 atti, musica di
P. Mascagni
Re d'Vs (11). Leggenda bretona in :i atti e
5 quadri, musica di E. Lalo .... Regina Diaz, Opera in 2 aiti, musica di
l\ Giordano
Regina di Cipro (La). Opera-ballo in 5 atti,
musica di K. Halévy
Rip, opera comica in 3 atti, musica di
R. pLANyl ETTE
Rita, Opera comica in i atto, musica di tì. DONIZETT]
Ritratto di Manon (II), Opera in i atto, musica di (ì. Massenet
l. e.
1 —
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Rolando, Dramma Btorico in ì nifi, pani,'
0 musica «li R. LkONC ;\ ALI Ci. . . . I —
Saffo, Commedia linea in f prol<
atti, musica di G. Massenet . . . . t —
Sansone e Dalila, Opera in 3 atti, mu- sica di C. Saint»saens 1 —
Siberia, Opera ììì 3 atti, musica «lì u, Giordani . . . . t —
Signa, Opera in 3 atti, musica di I'. Cowen t —
Sigurd, Onera in ì atti e 7 quadri, musica
di E. Reyeb 1 —
Silvano, Dramma marinaresco in 2 atti, musica di P. Mascagni 0 75
Spartaco, Tragedia lirica in 5 atti, mu- sica di P. Platani a ....... 1 —
Sposina (Lai, Opera comica in 3 atti, mu- sica di C. Lecocq 0 75
Stella. Dramma lirico in 3 aiti, musica
dì S. Ai;tkrj Manzocchi I —
Stella, Dramma lirico in 3 atti, musica di C. De Nardis t -
Storia d'Amore, Commedia lirica in 3 atti,
musica di S. Samara 1 —
Swarten, Opera in 2 atti e i prologo, mu- di A. GnaGA t —
Teresa Raquin, Dramma musicale in 2 atti, musica di E. Ooop (Aglio) 0 75
Thais, Dramma lirico in 3 atti a 1 quadri, musica di Q. Massenet i —
Tìtda (La), Melodr. in '.>> atti, musica di
F. ClLÈA 1 -
Toreador (li), Opera buffa in 2 atti, musica
di A. Adam . 0
Tristi nozze. Dramma lirico in i a;to.
musica di U. Dallanoce .... 0 50 Trono di Scozia (II), Onera buffa in 3 atti
e 4 quadri, musica di E. Herve. . . 0 75 Valle d'Andorra (La), Dramma lirico in 3
atti, musica di F. Halévy I —
Vendetta Sarda, Bozzetto drammatico in 2
parti, musica di E. Cellini . . . . 0 75 Viaggio in China (li), Opera comica in 3
a"tti, musica di F. Bazin 0 75
Vinciguerra il bandito, Operetta buffa in
1 atto, musica di V. Hottksini . . . 0 50 Vita Brettona, Opera in 3 atti, musica di
L. Ml'GNONE I —
Vita Parigina (Lai, Opera buffa in 4 atti, musica di G. Offenbach 0 75
Vivandiera (La), Opera in ;* atti, musica di B. Godard t —
Voto (II). Melodramma in 3 atti, musica di U. Giordano i —
Wanda, Dramma lirico in 1 atto e 2 parti,
musica di R. Conti i —
Werther, Dramma lirico in 3 atti e 5 qua- dri, musica di G. Massenet .... 1 —
Zanetto, musica di P. MASCAGNI .... 0 .~>n
Zazà, Commedia lirica in i atti, parole
e musica di R. Leoncavallo .... 1 —
BAIwI^I.
Bella dormente (Lai Hallo in 7 quadri e i
prologo, musica di P. Tschaykovska . 0 50
Coppella, ballo in 2 atti e 3 quadri, musica
di L. Delires 0 50
Figliuol prodigo (II), Commedia mimica in
3 atti, musica di A. WoRMSER ... 0 50
Javotte, Hallo comico in 3 atti, musica di
C. Saint-Sakns 0 50
Maladetta (Lai. Ballo in 3 atti e 5 quadri, musica di P. Vidai 0
Nozze Slave, Ballo di mezzo carattere, mu- sica di P. Hertei 0 50
Silvia, Hallo in 3 atti e i quadri, musica
di LEO Deluse* (l 50
50
Inviare ordinazioni all'Editore Edoardo Soif sogno in Milano, via Pasquirolo, i2.
Prezzo L. 1. —