4 I BACCANALI DI ROMA MELO-DRAMMA SERIO PER MUSICA DA RAPPRESENTARSI IN LUCCA JfEL R. TEATRO DEL GIGLIO l'autunno dell'anno 1820. sotto la protezione di s. m. M. LUISA DI BORBONE INFANTA DI SPAGNA DUCHESSA DI LUCCA ec. ec ec. LUCCA Presso Benedilli e Rocchi . Con AppT. 5 PERSONAGG l. POSTUMTO ALBINIO , Consolo Sig. Vincenzo BotTicelli . SEMPRONIO Sig. Claudio BokoLdi , oli9 attuai Servi- zio di Cam. c Cap. di S. M* il Re di Surd* MINIO CERINIO Sig. Lodovico Bonoldi . PUBLIO EBUZIO Sig. Carolina Coitesi. FECÈNIA Sig. Rosa MoRandi . IPPIA Sig. Carlotta Corazza. LENTULO Sic. Pietro Verducci ♦ L'AUGUBE SOMMO Sic. N. N. La Musica è del celebre Sig. Maestra Pietro Generali • Baccanti . Ministri di Bacco. Sacerdoti di Marte . Duci . Littori * Legionari . Popolo Tribuni . La Scena è in Roma 4 Primo Violino Direttor d* Orohestr* Sig. Giovanni Ceccherelli . AlV Attuai Servizio di Camera e Gapp. di S- M. MARIA LUISA di Borbone Infanta di Spa- gna Duchessa di Lucca ec. prar la forza . Ebu. C^he veggo ! Fec. Che si tenta? 25 Ebu. Ah! v'arrestate! Fec. Deponete 1' acciar . . . Ebu. L'ire calmate In questo d' un Nume Temuto soggiorno Non regni cT intorno Che pace e amistà. Post. Lent. ( Del Console offesa e Duci ( E la maestà . Sem. Min. ( Del Ciel vilipesa e Baccanti ( E la Maestà . Fec. Non alzi la voce Discordia feroce 3 Risplenda , v' accenda Verace pietà . Post. Lent. ( Del Console offesa e Duci ( E la maestà Sem. Min, ( Del Ciel vilipesa e Baccanti ( E la maestà. (nià Ebu. Fec. ( , O qual contrasto all' ani- Sem.Pos. ( lo provo in tal momento A così fìer cimento Palpita incerto il cor . Post, a Ebu. Su ti scuoti: vieni al campo Fec. A' mici voti, Ebnzio . cedi. 26 Sem. a Fec. Tu Baccante 1 poi a Ebu. Al tempio riedi Ebu. irresoluto Tu mi reggi in tal cimento Giusto Cielo, pei pietà. Sem. Voi Baccanti da' profani L'iniziato allontanate. alcuni Baccan. si avanzano Fec. Ah! lasciatelo, inumani Di rapirlo invan tentate . Sem. Vien . . . Fec. Senti... Pos. Ah pria... facendo cenno ai Littori Ebu. supplichevole Cessate X)a quel Tempio ancor piti degno Tornerò ... di voi... di te . a Post, e a9 Duci, poi a Fec. Coro di Baccanti Evoè! Bacco, Evoè! neir atto che Ebu. passa nel loro mezzo Tee. Ah ! più speme ornai non v' è , Sem. e Min. Dubbio il fato ornai non è Pos. minaccioso cC Bac. Empio ardir! Ti affida a me . a Fec. Pos. Leu. ( Ah si al foro i vostri eccessi Ipp. e Duci ( Punir Roma ben sapra . Sem. Min. ( Speri invan mirarci oppressi e Baccanti ( Bacco i suoi difenderà. „ Calma, o cara le tue pene; Ebu. * r. . A te un Uio mi serberà . a 2 Ah ti perdo , amato bene ; I tuoi di chi salverà ? Tutti Nembo s' addensa orribile La folgore già pende; Oh quanto mai terribile Sanguigno lampo splende Jìom. I rei fulminerà. Bac. Roma, un tal di sarà! Ebu. coi Baccanti , Sem. e Minio en- trano trionfanti nella selva. Post. Lentulo Littori , e Duci partono seguiti da Fec. e da Ippia . Fine delV Atto primo . ATTO SECONDO SCENA PRIMA. Campo Marzio . Postumio su Rostri circondato da' Lit- tori e Duci : Tribuni , e Popolo Ro- mano da una parte . Baccanti ben- ché minori di numero dall' altra . I Legiouarj indietro . CORO. Tribuni , e Popolo. abolisca si punisca L' empio culto, e i suoi seguaci ; Roma si distruggerà A que* rei la selva orrenda Morte , esilio > scuri e faci , E dìù il Cielo non offenda E Tant' eccesso d' empietà . 29 Bac. Resti illeso , sia difeso Il suo culto : i suoi seguaci Bacco ognor difenderà . Paventate... si sospenda (daci! Contro un Nume! (oh rabbia!) au- Cieca Roma! insania orrenda! Di lor Bacco abbi pietà. / Baccanti partono minacciosi. Pos. avanzandosi . Romani , i sensi miei Udiste : ora al Senato Le accuse io porto \ e voi I Padri ad obbedir vi apparecchiate. SCENA II. Lentulo e detti . onsole , i Senatori Di già raccolti or son \ te sol si attende . Pos. Air ordine , Tribuno Tu veglia intanto . al Popolo A voi Quiriti in breve Io riederò , di morte , Cou una man recando 3o Il decreto fatai , coli' altra il brando . partono . SCENA HI. Viali tenebrosi nella Selva di Stimola. Ebuzio concentrato si avanza lenta- mente , indi Fecenia premurosa e ansante. Ebu. Ciel! qual turbamento IVI' agita il sen ? Appiè dell'are invano La pace io cerco j irresistibil forza Guida i miei passi erranti... Fec di dentro Ebuzio ! escendo Ebuzio / Ebu. Ancor te qui riveggo? Ah! parti . . . fuggi . . . volgendosi per partire . Fec. Ah nò: m'ascolta. Ebu. risoluto Teco Di favellar mi si vietò. Mi lascia. Fec. Sì, partirò: ma pria volgi lo sguardo Su questo acciar . traendo di sotto del manto un pugnale e presentali* doglielo . rr 01 Ebu. Che fìa? Fec. Sai tu qual sangue Con esso si versò? Del Padre tuo. Ebu. Del Padre mio ! Nò non è ver.... m' inganni Deh ! va'... mi lascia ; o ch'io ... Fec. Ne ancor tu presti fede all'amor mio? Ebbe ti j esci d'errore, ingrato. Leggi. gli presenta un rotolo di cuojo . Ebu. Che foglio è questo ? Fec. A te col proprio sangue , Menire pena su gli occhi miei trafitto, Dal moribondo padre tuo fu scritto . Ebu. Oh Dio ! porgilo... gelo... ardo... che orrore, spiega il rotolo, elegge tre- „ Figlio... muojo tradito... (mando „ Sempronio è Tassassin... odia i Bac- „ Vendica la mia morte ! ( canti.... poi abbandonandosi a tutto il furore Sì , ti vendicherò con questo ferro . . . strappando il pugnale di mano a Fec. Fec. Ah! frena il tuo furor! Mi segui . .. Oh Cielo ! lo prende per mano onde condarlo seco Gente s* appressa \ andiam , . . 32 Ebu. E desso! il veggo: A me lo guida un Dio : Ombra del Padre mio Vendicata sarai : mori assassino . t . correndo a Sempronio per ferirlo . SCENA IV. Sempronio , Minio con Ministri e Baccanti. Miri, Jferma (arrestando Ebuzia) Sem. Insano ! con questo brando Min. Arresta (trattenendolo ) Sem. "Tosto si tragga a morte. Fec. Pietà. Serti' S' uccida . Min. Attendi . Ebu. Avversa sorte ! Fec. Non irritarlo , o caro suppliche^, ad Ebu. Con disperati accenti , E tu , Signor, deh ! senti a Sem. Del suo dolor pietà . 35 Sem. Ànime audaci , il pianto con fier. O il minacciare è vano 3 Il vostro ardire insano La scure punirà. Ebu.Vn ferro porgete disper .verso i Bacc. Sem. A morte si tragga. Fec. a Ebu. Deh taci!( poi a Sem. ) Ti calma Ebu. Un ferro dov'è? j££z/.Ah!stato più misero di questo non v' è . Fec. a 5 Lo stato del misero ti muova a mercè . Sem. Con morte , sì perfidi avrete mercè . Sem. fiero a Bacc. Della vendetta all'Ara Quegli empj strascinate : Del Nume vendicate L* offesa maestà . Ebu. con dignità . Non t'avvilir9mio bene : Con vane preci a* mostri: Por fine a' mali nostri La morte sol potrà : Fec. pian.edisp. Tigre feroce .. oh Dio ! Sospendi il cenno orrendo : Ti basti il sangue mio; Chieggo per lui pietà . Ebu. ( Ombre amanti , scenderemo c ; 5* Fec. (Di cocito al bujo regno \ ( Là fia vano il loro sdegno , a ^on SG^° amqr sarà. Sem. ( Alme imbelli om^i scendete ( Dell' averne al cupo regno ; ( Del mio eore il giusto, sdegno , ( Pago solo allor sarà \ J Baccanti conducono vi& sepamtamen- te Ebuzio e tecenia: Minio e Semp* partono insieme . SCENA V. Lentulo esce guardingo senz elmo e co- razza col segnale deJ Baccanti ; lo segue Ippici . Ipp. JL roppo, Lentulo, inoltri j Questi sentier . . Len. Baccante a queste insegne Ognun mi crederà . Scoprir potessi 1 lor disegni almen ! Ipp. Ah ! di Postumio Tardo il soccorso io ten*o , E perFecenia , e per Ebuzio io tremo . Len. Calma !*affatmo. Già dalle legioni Cinta è la selva intorno ; E col novello giorno Fia spenta Y empietà . Ipp. Benigno il Cielo Che F opre yotftfé vede , anima j e guida , Ài bel disegno , e a tanti toti arrida . Fra queste* U funeste Tremende * vicenda 9 Di speme risplende Un raggio sereno, Che in - seno coraggio Ridesta al mio cor. Voi Numi possenti , GÌ' iniqui opprimete ; Quell'alme innocenti Felici rendete , Trionfili contenti Virwde , ed amor . p. con Leni. c i 56 SCENA VI. S empronio e Minio . Sem. Il sacrifizio loro Perchè tardar? Ardente sete , il. sai, Ho di quel sangue. Min.Or or sarà versato. Sem. Indugio tal . . . Min. Io voglio Solenne il sacrifizio; ed opportuna Ad orgia sacra già la notte imbruna. qui comincia gradatamente ad oscu- rarsi il Teatro Or vanne intanto .... acutissimo squillo di trombe . Sem. Oh ciel ! Le sacre trombe .... Mira...., Turbe de' nostri Veloci a noi! Perchè così agitate? Figli di Bacco , e che fu mai? Parlate . # *7 SCENA VII. Baccanti in disordine da varie parti . Coro kZ/ odori voci funeste feroci . . . De' Baccanti si vuole lo scempio ,..« La ruina del Tempio è vicina .... E la selva fra poco arderà. In sì fiero tremendo periglio Qual consiglio? Di noi che sarà ? Sem. con fermezza. Quale consiglio?E voi, Voi Baccanti , il chiedete ? Armi , ardir non avete ? Rammentate I vostri giuri , e degni vi mostrate Del nome di Baccanti . A gran periglio Grande al pari s opponga Alma intrepida, e fida: E con noi la vittoria , un Dio ci guida . I sacri acciar brandite ; L'esempio mio seguite; Spieghiamo un'alma forte * Pugniamo con valor. E trovi qui la morte L'indegno assalitore 58 Coro Sì trpvi qui la morte L'indegno assalitor. 6em. Senti % q Roma: io non ho madre Che disarmi la mia mano: Tu vedrai di Coriolano Gli altri dì rinovellar* Piaugerai, superba, invano, Sarò sordo al mo pregar. Ma novello ardore io provo ... Ecco il Dio fra noi discende.. Le sue fiamme in sen v'accende Ei vi guida a trionfar. Corò Sacra fiamma il cor n'accende Ili ci guida a trioufar. parte Sempronio col Coro Miti- Fidi Ministri, e voi Del Dio Teban seguaci inviiti, meco Della vendetta all'ara ornai correte, E là * l'ira a calmar del Nume offeso , Sotto le Sacre scuri Egli vegga cader gli empj spergiuri . partono tutti 3$ S CENA Vili. Ippia e Lentulo . L( mio entulo per pietà; Vanne a Postù- Fa eli ei venga, ripari- Udisti il suono Della Tromba fatai ! segno è di morte . Ah chi sa! - di Fecenia E d'Ebuzio compiuta è orinai la sorte. Len. Ippia ti rassicura - Il Ciel protegge La virtù, r innocenza ; Io vado: intanto Tu vola in traccia di Fecenia ; dille Che dell' infame culto E già suonata 1' jra , E che gli empj cadran pria dell' aurora . parte SCENA IX. Ippia , poi Fecennia» Ipp. econdi il Ciel pietoso Di Postumio il pensiero ... Ah non m'in^ Ansante , qui non vedo (gatino 4o Giunger Fecenia! Tee. Barbari ! delusi La vigilanza vostra , ancor poss' io Farvi tremar Jpp. Fecenia ? ìec. Oh dolce amica ! Il Console dov'è? che fa? che tarda? A che 1' empia foresta Non strugge ancor? SCENA X. Sempronio , Minio , e Baccanti . Sem. J^erfida t'arresta; Or più non fuggirai , E a' spergiuri d' esempio alfin cadrai Ippia fugge Vec. Eccovi il sen ; ferite Ma Ebuzio > Ebuzio Sem. Vittima più cara Sarà al Nume egli primo Cadrà sotto i tuoi sguardi . . . parte Fec. Ah ferma : oh Dio Ai Senti crudel: povero Ebuzio mio! Già panni udirne i dolorosi accenti . . . À nome egli mi chiama ; Acuto grido Ahimè ! Già la fatai bipenne ! Ah mostro ! in me volgi quel ferro Con lui punisci il tuo schernito amore , Te stesso sazia , e Y empio tuo furore . Ecco il sen : ferisci ornai .-. Me svenate • morte imploro : Ma salvate il mio tesoro , Chiedo sol per lui pietà. ( Ah ! de' mostri alla crud' ira Chi salvarlo mai potrà ! ) Sem. Son vani indegna i preghi , Ebuzio già spirò . Feo. Ah qual voce al cor piombò . Sem' Baccanti : eseguite Yec. Arrestati : ah senti Sem. Il tirso brandite , Di Bacco è voler. Bue. Del Nume tremendo Si serva al voler . 42 Fec. Per poco , ti calma . . . Ahimè ! che quest'alma Smarrita , tremante Pel tenero amante Sol prova tormenti Sol chiede pietà . Min, Son vani i tuoi pianti Non sento pietà CORO. Chi la fede non serbò, Chi spergiura ci tradì , A se morte preparò Morte avrà, La Vendetta già brandì Il pugnale feritor: Morte . . Morte a' traditor .... Evoè . Fec. Sì si compia il mio destino , Sfoga indegno il tuo furore Morrò vittima ^Amore , Ne la morte orror mi fa. Bclc. Il suo affanno , il suo furore Ebro il cor di gioja fa . Fec. Caro Bene nell'Eliso Teco unita ognor sarò . parte seguita da! Bacc. 43 SCENA XI. Postumio , Ippia , Lentulù , e Littori. A (crudi h ! la vedi o Signor tratta da' A inevitabil morte : Salvala per pietà . Pos. Calmati : io tutti Couosco i lor disegni ; pria di notte Minio compir non vuole il progettato Barbaro sacrifizio , e pria di notte Sterminati saranno . Len. Il Plebiscito Ancor non giunse . Pos. No: ma Lucio attende Per averlo , e recarlo - Intanto ascolta Ciò che conviene oprar; Della terza legion scelti i più prodi Tu col Duce Metello , allorché annotta, Celati cauto all' empia selva intorno . Del Cielo , del Senato Si secondi il voler; esultin gli empj Per pochi istanti ancora, 44 E vegga il pianto suo la nuova aurora. Cadrà la selva in cenere , Sterminerò quegli empj , I loro altari, i tempj II fuoco struggerà . E tu gran Dio Tebano Reggimi il cor , la mano : Col nome tuo si adombrano La colpa e l'empietà. Morte , ritorte , e stragi : Siam sordi alla pietà . SCENA XII. Luogo remoto nella Selva di Siimula con varie tombe d' intorno . Statua colos- sale in marmo nero della vendetta . Ara accesa davanti: coltello infitto su di essa . La Scena non è illuminata che dal fuoco de ir ara - Ehuzio con Mini- stri armati di bipenne. w (1'ora Ebu. .1 A questo dunque il loco , e questa Del morire ; tra poco 45 Io cesserò d' esser - D; amar ! . . . E Fecenia per me forse , spietati , Per me dovrà perir - Potessi oh Dei Vessar per lei tutto il mio sangue, o al- Vicino all' idol mio, (meno Diarie pria di morir Y ultimò addio . Se al caio bene > Vicino, almeno 10 spirerò : Fra tante pene Tranquillo in volto Morir saprò . cono Cade il giorno: Sparge intorno Atra notte Fosche tenebre D' orror . Morte ormai La rea colpisca, E perisca 11 traditor . 46 SCENA XIIL Fecenia , Ippia , Minio , e Baccanti "T71 (vanza Ebu. Jj ecennia sventurata: fecco s'a- Per me viene a morir: mio cor costanza Ipp. TSo cara non tremar il pianto lascia Fec. Ah! Ebuzio sventurato Forse di già perì Ipp. Vedilo Ebu. Fecenia Fec. Oh mio tesoro . . . amara Tanto non è la sorte mia se ancora Rivederti poss' io prima che mora. Ebu. Ah si: crudel non chiamo più il Se ti moro vicino. (destino Fec. Amor felici (me Render ci voglia alraen nell* ore estre- Anima mia noi moriremo insieme. Ebu. Insieme. . .Si, soave Così morte sarà. M'abbraccia, il Cielo Che il bel candor dell' alme nostre vede Riceva in punto tal la nostra fede . Alla tua quest' alma unita Caro bene spirerà . A novella, e cara vita, Amorosa volerà . E felice ... oh Ciel ! che sento , Qual feral concento orrendo, Ah ! V Intendo , ecco il momento Vien , m'abbraccia: A morte in faccia Fido amor non tremerà . Coro Sian divisi . Ebu. Ah! nò ; crudeli. Coro Obbedite . Ebu. Me svenate j Ma si fieri almen non siate Di volerci separar . Coro Vieni dunque, sciagurato ] Il tuo fato ad incontrar. Ebu. In questo barbaro Fatale istante , Ricevi o misera > Diletta amante , l> estremo pegno IV amor , di fe - Tra così teneri Soavi amplessi Spirar potessi Cara con te. Ma in ciel pei miseri Pietà non v' è . Coro Vieni a morte , la vendetta Scuote il tirso punitor Ebu. Vengo: Addio - Di me vendetta Farà il Cielo punitor. Nò , non piauger mio tesoro Resterà con te il mio cor. Min. Ministri , il sacro ferro . . . improviso calpestio . Ma qual tumulto ! . . . Sembra . strepito d* armi . Ebu. D' armi fragor ... splendore di lampi Min. Si corra... oimè , quai vampe ! tutti corrono a guardare Tee. Ah forse il Cielo? lieta a Ebuz. Min. agitata Che fìa ? indi con disperata risoluzione Ah si prevenga... muojano. ai Ministri Ebu. afferra il pugn. dell! Ara Tu pria si slancia a Minio che trafitto cade te dietro all' Ara . Tutti gli altri re- stano aterriti. Ebuzio si pone a- vanti di Feeennia in atto di di- fenderla . SCENA ULTIMA Sempronio con Baccanti armati, poi Lentulo con Soldati , indi Postumio coi Littori , e Legionarj con fiacco- le, Ippia y Duci ec> Sem. C^he miro ? E vivi ancora ? Perfidi ! avventa contro Ebuzio . Ebu. Ho un fèrro . . . Fec. Aita ? Len. frapponendosi Empio , t' arresta / soldati lo disarmano Sem. Oh furore ! Baccanti ,il vostro Nume, 11 Duce difendete, vendicate. h'ell' atto che i Baccanti si attac- cano co' soldati, escono d'ogni parte i Littori e i Legionarj , che li circondano e li atterra- 5o no . Intanto esce Postwnio . Pos. Non è più tempo , anime ree tremati Arda la Selva, e il Tempio, a morte i Capi De' Baccanti , e all'esilio i rei seguaci. Abolito il funesto Infame culto . Il Plebiscito è questo . Fec. Provvido Ciel! Ebu. ()h lieta sorte . Sem. Oh rabbia Jpp* Diletta amica , salva al sen ti stringo. Pos. Eseguite - Romani Consoliamoci alfìn , sian grazie a 'Numi Che ridonano a Roma il lor favore, E il memorando giorno', Che distrutta mirò colpa si ria , Di Roma a eterno onor segnato sia. Tee. Ecco il felice istante , Che sospirai sin' ora ; Nel ben che tanto adora, Tutto il mio cor godrà. Coro Nel ben che tanto adora Tutto il tuo cor godrà. Sem. Furie tremende , atroci , Che^ mi straziate il petto , Toglietemi all' aspetto t)i lor felicità Post. Fremi al giulivo aspetto Di lor felicità . Ebu. Ah ! chi uon prova m seno Tenero e dolce amore La gioja del mio core Comprendere non sa . Ipp. Alternili gioja e amore L' ore di vostra età . Coro Generale Brilla già sereno il Cielo, Fa la pace a noi ritorno : Cara a noi di sì bel giorno La memoria ognor sarà . Fine del Dramma . m * •