LA VESTALE

BALLO TRAGICO

DI

SALVATORE VIGANO

DA BAPPRESENTARSI

SULLE SCENE DEL GRAN TEATRO DELLA COMUNE

nella primavera dcW anno 1820.

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http://archive.org/details/lavestaleballotrOOunse

PERSONAGGI.

GIULIO SILANO

Sig F ali crini Girolamo. ( Consoli. LICiiMO MUhKNA (

Sig. Nichli Carlo. MET ELLO PIO , arci flamine .

Sig Bocci Giuseppe . DECK) 3 figlio del Console Murena*

Sig Bianchi Giovanni . CLAUDIO, amico di Decio *

Sig. Rigano Giulio Senatori . Flamini . Atleti . Aubighi . Saltatori . Littori . Soldati . Popolo . Schiavi . EMILIA , vestale .

Sig. Pallerini Antonia « Vestali. Matrone . Schiave .

La scena e in Roma

Le Scene sono tutte nuove > disegnate e dipinte

dalli signori

Professore Basoli Antonio , e Burcher Gaetano.

aa PERSONAGGI BALLERINI .

Inventore e Compositore del Ballo Sig. VIGANO' SALVATORE. frinii Ballerini Serj Assoluti Signor Scotti Pietro Signora Pallerini Antonia

Primi Ballerini Serj Signor Vigano Giulio Signora Bummel Vigano Marianna Prima Ballerina per le Parti Erokhe Signora iiocci Maria Primi Ballerini per le parti Eroiche estratti a sorte Signori Nichli Carlo Bocci Giuseppe Bianchi Giovanni Primi Ballerini per le Parti giocose Signora Vigano Celestina Signor Pallerini Girolamo Primi Ballerini di mezzo carattere Signori Toncini Domenico Massini Federico Chiocchi Odoardo Scalabrini Francesco Calvi Luigia Nichli Maria Bellani Margherita Romanelli Marianna De-Paolis Teresa Cat- tenacci Luigia Budoni Maria Carboni Maria . Altri Ballerini Signori Benichi Giosuè Denzi Carlo Hebert Giacomo Gentili Filippo Garetti Metilde Arcelasea Luigia Crescentini Irene Ravina Lucia bavaglia Annunziata Rizzo Eugenio Fac- chini Giuditta Gentili Giovanna Venturi Davide . Fanciulli Ballerini Signori Ghedini Federico Sangiovanni Carlo Depaolis Giovanni Ghedini Adelaide Pallerini Celestina Lange Orsola San- giovanni Girolama Malpezzi Anna . Ballerini di Concerto Signori Sedini Luigi Signore Masa Maria

Boretti Giovanni Scotti Costanza

Pezzoli Pompeo Gandini Teresa

Beneggi Francesco Torelli Margherita

Torelli Gennaro ; Dall' Armi Manetta

Malpezzi Biagio Marzari Giovanna

Puntiroli Pietro Ballotti Carlotta

Orologieri Giuseppe Facchini Maria

Boschi Luigi Leclerch Catterina

franceschini Francesco Gagiotti Antonia

Araldi Luigi Boggi Chiara

Bravosi Paris Mori ni Giustina

Mauro Giovanni I Bona Angela

Sedini Luigi j Orologieri Isabella

Dujardin Paolo | Gandini Paola

Morini Giuseppe ' Gandini Luigi? .

Oilan li Giovanni Formigli Giovanni Castrucci Giovanni Mattioli Giuseppe Budoni Pietro.

C0& NUMbRQ ioo. FIGURARTI.

a3 ATTO PRIMO.

Circo .

R

.Scorrendo l'anniversario delle fes le cereali 9 celebra una tale solennità eolla lotta e colla cor- sa delle bighe alla presenza de5 Consoli , de' Sena- tori , delle Vestali e del popolo romano . Termina- to questo spettacolo, i Flamini offrono sagrifizj di ringraziamento agi5 Iddìi , e le Vestali fanno le usa- le libagioni sovra le palme e le corone destinate a' vincitori , innalzano fervide preghiere al cielo perchò siano sempre conceduti alla Repubblica gio- vani così prodi . Compiuto il sacro rito , si distri- buiscono i premj .

Fra gli atleti vincitori si trova Decio Ci) , fi- glio del console Murena . Mentr' egli viene premia- to , la Vestale Emilia lascia trasparire la compia- cenza dell'animo suo, effetto di nascente amore; e Decio similmente coli' eloquenza degli sguardi le fa conoscere che per lei sola gli è dolce quel pre- mio .

I saltatori , a diverse maniere contraffatti , chiu- dono la festa .

ATTO SECONDO.

A vp art cimento nella casa del console Murena .

!),

^ecio , pensoso e mesto , ritorna dal circo alla casa paterna . La riportata corona non ha per

(i) S? la storia è qui notabilmente alterata , si spera cìie l'indulgente spettatore vorrà di leggieri con portarlo , ed as» divedo alla difficoltà di trovare un intreccio più lodevole,

*4

lui nessuna attrattiva ; egli non ha presente all' ani- mo se non l5 immagine d' Emilia ; tutti i suoi voti sono ad essa rivolti : ma bene egli vede 1* impossi- bili là d' appagarli , e già s' abbandona al più pro- fondo dolore .

Sopravviene il padre suo , accompagnato da varj Pairizj , e seguito da' suoi schiavi, per dar li- bero sfogo alla sua gioja ; ma vedendo il figlio co- sì costernato , non sa che mai si debba pensare Decio però , alla vista del genitore , procura di ri- comporsi , e gli fa supporre che le fatiche sostenu- te nella lotta sieno la cagione del suo abbattimen- to . Egli sei crede , e fa domesticamente solenniz- zare la vittoria del figlio con uno splendido ban- chetto , con suoni e con danze ; dopo di che tutti si ritirano , ad eccezione di Claudio eh' è trattenu- to da Decio .

L' inconsolabile Decio confida all' amico il se- greto del suo cuore , e protesta di volersi uccidere, giacché non gli rimane speranza alcuna di possede- re P oggetto delle sue fiamme . Ma Claudio , fatto incautamente pietoso , lo distoglie da terribile proponimento , palesandogli eh' egli conosce una via sotterranea che mette al tempio di Vesta , e pro- mettendogli di condurlo per essa nella prossima notte a rivedere la bella Emilia . Allora il tenero amante riprende spiriti e fiducia , abbraccia ripe- tutamente P amico , e pieno d' impazienza seco lui se ne parte «

25

ATTO TERZO

Tempio di Festa .

Innanzi al simulacro della Dea arde il sacro

fuoco

Notte.

JLjmilia , per sua sciagura , veglia hi questa notte alla custodia del sacro fuoco . La solitudine ed il silenzio la invitano a meditare sopra il suo stato . Ella sente che ama , e ben comprende che la sua condizione di Sacerdotessa le vieta un amo- re profano \ ond' è che atterrita si prostra innanzi itila Dea , e invoca il suo favore . Già pare che una dolce calma acqueti il suo cuore; ma l'amoroso travaglio a poco a poco si ridesta , e tanto si av- viva , eh' ella vaneggiando parla a Decio , come se questi fosse a lei presente , e gli manifesta la ter- ribile pugna de' suoi affetti co' suoi dovari .

Frattanto s'inoltra Decio stesso, accompagnato da Claudio , che subito retrocede per vegliare all' ingresso del tempio. All'improvviso apparir dell' amante , la misera Emilia si sbigottisce , e fa per involarsi . Ma Decio 1' arresta , impiega tutte le per- suasioni che gli suggerisce 1' amor suo , per ricon- fortarla , e le propone di fuggire con esse . Emilia , compresa da terrore a proposizione fatta , corre> a' piedi del simulacro e 1' abbraccia , onde scampa- re da tanto pericolo . Decio crede allora di non es- sere riamato , e s' allontana da lei co' segni dell' estrema disperazione . L' infelice Vestale , a quell' atto, cade svenuta a pie dell' ara . Decio, commos- so , ritorna indietro, la soccorre, e con giuramen- to si obbliga <X1 obbedire a qualunque suo cenno .

26

Ma la saera fiamma intanto si è spenta . Tn e»s- primibìle è la costernazione dei due amanti . Ir* questo mezzo ode Emilia la voce , per lei scono- sciuta , di Claudio , il qual viene ad avvertir P ami- co che è tempo di partirsene , e poi quella d alcu- ne Vestali che s' avanzano alla volta del tempio , eh' ella vergognando di e spaventata ricade sul terreno. Deeio e Claudio rimangono smarriti in quella oscurità .

Entrano allora le Vestali colle loro lucerne . Ma quale è lo stupore di esse in veggendo eli' è spento il sacro fuoco , che Emilia è prosi e su sul suolo , e che due uomini si nascondono nell' augu- sto ricinto !

Decio vorrebbe metter riparo a funesto con- trattempo , scongiurando le sacre Vergini a non pa- lesar nulla di quanto esse hanno veduto: ma Clau- dio, che teme per e per 1' amico , a forza lo strascina fuori del tempio .

Non prima sono questi fuggiti , che , chiama- ti dal remore , accorrono i Sacerdoti coli' A rei fla- mine . Le più giovani fra le Vestali , con quella innocenza eh5 è propria deli* età loro , rivelano su-v bito ogni cosa. L' Arciflamine arde di furore , con- segna la rea a' suoi ministri , e , annunziandole la morte , la toglie alle sue compagne , le quali da lungi la seguono con amare lagrime .

27 ATTO QUARTO

Bosco sacro diligilo al collegio de' Flamini ed al tempio .

D<

'ecio e Claudio entrano cela tamente nel sa- cro bosco , onde spiare della sorte d5 Emilia . Claudio s' avvicina ai collegio de5 Flamini , e subitamente ritorna all' amico avvisandolo che i Sacerdoti s' a- vanzano per giudicare la infelice, e che bisogna ritirarsi . Decio impallidisce , ma risoluto essendo di liberare 1' amante sua o di morire insieme con esba , s' invola con Claudio a fine di preparare tut- to quanto è necessario al compimento de' suoi dise- gni .

Di mano in mano arrivano i Flamini e le Ve- stali , e quindi i Consoli , a' quali PArciilamine es- pone il motivo che qui li raduna . x4llora compa- risce Emilia in mezzo a' littori . Ella viene esami- nata e dichiarata colpevole ; ma invano si tenta di farle palesare il complice del suo delitto: se non che Decio stesso , vinto dalla disperazione, corre aJ pie- di del console suo padre , confessa P error suo , e lo scongiura a distruggere la barbara legge che con- danna la misera Vestale . Le sue parole agitano tut- ti i cuori , ed eccitano universale bisbiglio . Ma PArciflamine , non mettendo tempo in mezzo , pro- nuncia la fatale sentenza , strappa d' indosso alla delinquente le insegne sacerdotali , la copre d' un negro velo , e la rispinge da qual vittima ese- cranda . Poi , fatto intendere al console Murena , che il figlio di lui ben conosce l'inviolabilità del rito , e che si ripromette dalla sua prudenza eh' e- gli saprà rispettarlo, segue la Vestale insieme col

a8 sacro collegio. Gli altri si ritirano da lati opposti: ma nel Console si riconosce T estrema afflizione die u}i reca il delitto del figlio : e gli atti di Uc- cio fanno presagite tutii gli eccessi d un uomo die non ha più nuììa da sperare da perdere su que- sta terra .

ATTO QUINTO

Campo scellerato .

ijrla per tutta Roma si è sparsa la notizia della sentenza pronunziata contro la Vestale; sic- ché da ogni parte il popolo afflitto accorre a que- sta volta per vederne 1' esecuzione .

D' indi a poco s' avanza il convoglio funebre , composto de' Ministri del rito, dell' Arciflamine, del console Silano , delle Vestali e de' soldati ; fi- nalmente viene la rea , circondata da' Littori .

L5 Arciflamine innalza allora una preghiera agi' Iddii , per impetrare la loro tutela sopra l'Impero, esposto a' più gravi infortuni dalla colpa dell' im- pura Vestale , Poscia egli medesimo conduce la vit- tima infino al limitare della tomba ov' ella debb' essere innanzi morte sepolta , e rassegnatala all'e- secutore della giustizia , le volge imamente le spal- le , e si ritira iu disparte -

La infelice , compianta da tutti , viene calata nell' eterno suo carcere , che è subito chiuso cou grave marmo ,

In questo punto irrompe in mezzo all' attonita moltitudine il forsennato Decio , seguito da uno stuolo d'armati , e risoluto di salvare, a costo del- la propria vita , i giorni d'Emilia . Egli cerca da piima d' intenerire il cuore dell' Arciflamine; e

23

Tion riuscendo , s' avventa contro lui per uc- ciderlo : ma il suo colpo cade a vuoto, ed egli stesso è mortalmente ferito dalle guardie.

Giunge in questo measo il console Murena , credendo d? essere ancora in tempo a frenare 1 au- dacia del Gglio; ma visto da lungi il miserabile caso , si sofferma inorridito .

Decio, fra i tormenti dell'agonia, si strasci- na sulla tomba d' Emilia , e quivi spira ripetendo ancora 1' ama io nome , ed empiendo tutti gli astan- ti di dolore e di raccapriccio .

ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Ir cario } e Sibari .

v;

Ire. V ieni , Sibari .

Sib. E dove?

Ire. A Tamiri .

Sib. Perchè ?

Ire. Voglio che a lei

Discolpi il mio rifiuto . Sib. E come ? Ire, A lei

Scoprendo il ver : tu le dirai eli' io V amo ,

Che per non ber la morte

La ricusai . Sib. Senti: (al riparo) il tuo parlar scompone

Un mio pensier , che può giovarti . Ire. E quale ? Sib. Al tuo cenno

Su T Eufrate non hai

Navi , seguaci , ed armi ? Ire. E ben che giova ? Sib. Ai reali giardini il fiume istesso

Bagna le mura , e si racchiude in quel,

Di Tamiri il soggiorno, ove tu voglia

Col soccorso de' miei

L'impresa assicurar, per tal sentiero

Rapir la sposa , e a te recarla io spero . Ire Dubbia è 1' impresa . Sib. Anzi sicura . Ire, Parmi che a poco a poco

3s ATTO

Mi piaccia il tao pensier , ma non vorrei . Sib. Io coi miei lidi

Dell5 Eufrate alle sponde

6oi lecito sarò : ivi ti rendi . Ire. A momenti verrò, vanne, m'attendi, (1)

SGENA SECONDA.

Tami ri 3 e Mirteo .

Tarn lYJLirteo , non lusingarti : io ben conosco Tutti i meriti tuoi : quanto io ti deggio In faccia al mondo intero Sempre confesserò; saprò serbarti Pei fin eh' io viva , un' amistà verace : Ma bei talee mi piace Sol per lui di catene ho cinto il core . Mir. Ma la ragion? Tarn. Ma la ragione è amore .

JD' un genio che m'accende Tu vuoi ragion da me ? Non ha ragione amore , O se ragione intende Subito , amor non è . Un amoroso foco

Non può spiegarsi mai: , che lo sente poco , Chi ne ragiona assai , Chi ti sa dir perchè . (2) Mir* Ah che l'amor purtroppo M accieca in tal momento , Ne conosco ragion che mi sottragga

(j) Parte. (2) Parte .

SECONDO . 33

All'imperiosa forza che m'accende, E clie la palma a questo cor contende . (i)

SCENA TERZA.

Campagna su le rive dell' Eufrate, con navi. Mura de' Giardini Reali , da liti lato con cancelli aperti Sciti armali , parte sulle navi , e parte su la riva del fiume.

Sibaìi ì con Coro seguaci > poi Ir cario .

silenzio fra V orror Guida a noi P ardir si fé: IVel soggiorno dell amor Inoltriamo cheti il pie , Già la beltà In placido sopor Posando sta Si rapirà Si fuggirà

D' Ircano allora il cor Esulterà

De' suoi rivali allor Trionferà . Ire. Tutto amici , n'arride

L'ombre, il silenzio , questa Remota parte della Reggia appresta , A noi certo trionfo : ah che ognora Più bella a sguardi miei , più il cor l'adora Lievi o zefiiri dJ intorno. Aleggiate al caro bene , Sorridete a lei serene Liete immagini d'amor.

(1) Parte . 3

34 ATTO

Sarai mia fra pochi istanti O delizia del mio cor . JVe/ ritirarsi incontrano le Guardie Assire > che tosto gì* investono > ed incominciano una zuf- fa che viene dispersa Ir cario > e Mirteo ven- gono combattendo > il primo cade y e V altro lo disarma . Mir. Cedi il ferro , o t/ uccido . Ire. A me V acciaro

Non toglierai , se non rimango estinto. Mir. No , no , vivrai , ma disarmato , e vinto . (1) Ire. Crudel destino ! Mir. Assiri

Al Re lo Scita altera Prigionier conducete . Ire. Io prigioniero ! Mir. , fremi traditor . Ire. Di mie sventure

Sarà prezzo il tuo sangue . Mir. Eh di minaccie

Tempo non è : grazia , e pietade implora . Ire. Grazie , e pietà ! farò tremarti ancora No , non son vinto ancora , Non sei di me più forte , Benché 1 avversa sorte Tradisce il mio valor. {In braccio a mille smanie (2) Sento che l'alma freme, Tutte le sento insieme Tutte d' intorno al cor . ) Mir. Sei prigioniero .

Ire. E vero .

Mir. Tra ceppi al Re si guidi

(1) Lo disarma. (2) Da $e .

SECONDO. 36

Ire. Vedrai per Babilonia ,

Scorrere a rivi il sangue , ]V3a te superbo esangue , A' piedi miei vedrò. (^1) Coro . Cedi Signor già vedi

Che il minacciare è vano L' ardire troppo è insano , Salvarti ornai non può .

SCENA QUARTA,

Mirteo y poi Sibari .

Mir. \Juanto ti deggio amico . Sib. ÌJ opre dovute

Alcun merlo non hanno . Mir. Che fido cor ! ^

Sib. ( Che fortunato inganno . ) Miri Ecco un rivai di meno ,

Per te mi trovo . Sib. Il tuo maggior nemico 9 Non t* è noto però . Sci talee è quello , Che col nome d* Idreno Ti rapì la germana . Mir. Oh Dei , che dici !

D' onde Sibari il sai ? Sib. Noto in Egitto

Egli mi fu . Mir Potresti errar . Sii*. Non dubitarne è desso. 3

(1) Parte fra le guardie.

36 ATTO

Mir. Ab la pugna s'affretti ,

Si voli a Nino , il tradì tor s' uccida . Ardo di sdegno .

Non soffre 1 ira mia freno, e ritegno. No , più soffrir non voglio Quel temerario orgoglio , CoJle sue furie orrende Troppo il mio sdegno accende % Troppo mi desta orror . D?una germana il sangue Or chiede a me vendetta , Il tradì tor esangue Ir ombra sdegnosa aspetta Che le trafisse il cor . (i)

SGENA QUINTA.

Gabinetti Reali . Semiramide ^ poi Ircano .

No.

Sem. J-lol voglio udir. Da questa Reggia Ircano

Parta a momenti . Egli perde nel vile

Tradimento intrapreso

Ogni ragione all' Imeneo conteso Ire. Io partir ? chi 1' impone ? (a) Sem Nino lo vuol , ti basti . Ire. Ma qui non \enni ,

Per obbedire a Nino , invan contrasti

Se rimaner mi giova

D' un Ircano al voler con cenni alteri :

.Voglio veder Sci talee . . .

(i) Partono. (2) Di dentro*

SECONDO. 3y

Sem. Invan lo speri .

Parti de' cenni miei

Ragione a te non rendo :

Vanne , così pretendo ,

E ti farò tremar . Ire. Tremi al tiranno impero

L'Assiro al giogo avvezzo ,

Il tuo furor disprezzo ,

E' vano il minacciar . Sem. 11 provocar mio sdegno ,

Quanto è fatai rammenta ! Ire. Feroce a questo segno

Nino 1' orgoglio ostenta ? Tu sai chi son , tu sai [ Che contrastarmi è vano 5

\ Se più resisti avrai

Forse a pentirti ali or . Deh non sia de' giorni miei

Questo giorno il più funesto!

Qtial cimento eterni Dei

Di sospetto, e di dolor Ire. Venga Sci talee .

Sem. Ah taci

Ire. Ragion mi renda.

Sem; ( Oh pena ! )

Frenar mi posso appena ,

Ho mille furie in cor .

Fra V orrido mistero ,

Qual nube il ver nasconde ?

Tal smania , un duol più fiero

Non ho provato ancor . (1)

\

(1) Ircano parie

38 ATTO

SCENA SESTA. Mirteo 3 e Semiramide »

Mir. KJve s? asconde ?

Che fa Sci talee ? Sem. La Principessa offesa

Tace , e solo Mirteo pugnar desia ? Mir. Tu pensi

A difender Scitalce ; egli t' è caro ,

Questa è la cura tua , tutto mJ è noto . Sem. Che favellar ? Mir. Risolvi. Sem. T' appagherò : m' attendi

Nelle vicine stanze , e ti raffrena . Mir. Indarno il chiedi . (1) Sem. Che vuol dir quel sdegno ?

SCENA SETTIMA.

Scitalce y e detta .

Scit. Jlj fin a quando

Deggio un vile apparir? m'uccidi, o rendi

Al braccio , al pie la libertade , e P armi . Sem. Ah siamo entrambi

In gran periglio . Io temo ,

Che Mirteo ci conosca .

Sollecito riparo

Chiede la sorte mia , pensaci , o caro Scit. Rendimi il brando ,

Lasciami dunque in libertà .

(») Parte .

SECONDO. 3g

Sem. Un periglioso scampo

Questo saria . Ve n' è un miglior.

Odimi sol . . . Scit. Parla . Sem. E che vuoi eh' io dica

Se m'ascolti così? Finch' io ragiono,

Placa quell' ira , o caro ,

Modera quel dispetto

Prometti di tacer . Seti. Parla , il prometto . Sem. Or senti .

Se la tua man mi porgi . . Scit. Che la mia man ? . . . Sem. Rammenta

Che dei tacer . Scìt. (Oh tolleranza!) Sem. Se la tua man mi porgi

Tutto in pace sarà .

Oh viver fortunato

Oh dolce uscir di vita ,

Con V idol mio, col mio Scitalce unita? Scit. ( Se men la conoscessi

Al certo io crederei . ) Sem. Perchè non parli ? Scit. Promisi di tacer . òem. Tacesti assai .

Così rispondi ? e qual favella è questa ? Scit. Vuoi dunque che risponda? odimi: esposta

Degli uomini allo sdegno

Ali ira degli Dei ,

Prima d'esserti sposo esser vorrei ... Sem Taci , ingiurie novelle udir non voglio 9

Custodi , olà rendete

il brando al prigionier , libero sei, fi)

(1) VpngoìiQ le guardie , una rende t elmo >

4o A T T O

Va pur , dove ti guida Il tuo cieco furore , vanne , ma pensa , Gli' oggi ridotta alla sventura estrema Vendicarmi saprò , pensaci , e trema . (i)

SGENA OTTAVA.

Scitalce ; poi Mirteo, e Coro di seguaci .

Scit JL/ove son ? che ascoltai ! tanta fermezza Può mostrar chi tradisce ? ... oh Dei ! se mai Ingannato mi fossi ? Se mi fosse fede! ? se tanti oltraggi Soffrisse a torto? eli che sou folle! e dunque Maggior fede io dovrei A suoi detti prestar che agli occhi miei ? Si detesti si fugga eterno ohblio Copra un' indegno amor : ah lo poss' io? Sospirar ancor ti sento

Per 1' ingrata p debil cor , Gemi ancora in tal momento Ripensando al primo amor . Ah rammenta il tradimento Spegni in seno il vile ardor , E mai più . . . (2) Ma per la Reggia Qual di trombe squillo eccheggia ! E 1 istante del cimento Si risvegli il mio valor . (3) Coro» Vieni che tardi ornai

Vieni non più che fai Il Re, Tamiri , ii Popolo T'attendono a pugnar <

la spada a S ci talee , f aura gli toglie le catene (1) Parte. (2) Ttcuibc da varj lati»

(3) Esce Mirteo con Seguaci .

SECONDO, 4!

Scit. Si verrà , paventa audace

A punirti io volo in campo , superbo al vivo lampo , Tremerai di questo acciar . Incerto palpito Il cor ni' assale , Smania più barbara Contrasto eguale , Chi mai nell' anima Chi mai provò . Se resto insidiami Quel volto altero , Se parto nr agita , Un duci più fiero Parlar risolvere , Oli Dio non so . Coro. Agitato, ha il cor nel petto,

Dall'affanno e dall' onor . (1)

SCENA NONA.

Anfiteatro con cancelli chiusi dai lati , e Trono eia una parte : dopo maestosa Marcia dei Grandi , e ideile Guardie : Popolo spettatore.

Sibari s Ir cario 9 e poi Semiramide che va in Trono .

Ire. J\ forza io passerò ,' to' del cimento (a)

Trovarmi a parte anch' io . Sem. Così partisti i

(1) Partono tutti .

(2) Le guardie tentano invano di contendere

V ingresso ad Jrcano

42 ATTO

QmJ mai ragion sopra mia man pretendi >

Che ricusasti f Xrc. lo ricusai la morte ,

Avvelenato il nappo

Sibari avea , fu suo consiglio ancora ,

La tentata rapina . Egli è 1' autore ,

D ogni mio fallo . Sem. Non più : per ora

Non voglio esaminar qua] sìa V indegno .

Olà, si dia della battaglia il segno, («)

SCENA ULTIMA.

Mìrteo , Scital ce , e detti > e poi Tamiri .

Àu

Tarn, xxli fermati Mirteo. (2) Sai eli' io non voglio

Più vendetta da te . JUir. Vendico i miei ,

Non i tuoi torti . È un traditor costui ,

Mentisce il nome, egli s'appella Idreno *

Egli la mia germana

Dall' Egitto rapì .

Sibari lo conobbe , egli V afferma < Sib ( Ahimè ! ) Scit. Tu mi tradisci ,

Perfido amico ,

In questo foglio , vedi

S'ella fu, s'io son reo.

Sibari lo vergò , leggi Mirtea . (3)

(i Fa sul trono col suo corteccio . Suonano le trombe .

(2) Mentre stanno per cimentarsi * Qi) Gli consegna il papiro.

~\

SECONDO. 43

Sib. (/Wraoip . ) Sem. ( Che foglia- è quello ? ) Mir. Amico 1 dreno

Ad altro amante in seno 9 Semiramide tua porti tu stesso j 1/ insidia è al Nilo appresso . Ella che brama Solo esporti al periglio Di doverla rapir _, ti finge amore , Fugge con te , ma col disegno infoi me > Di privarti di vita , E poi trovarsi unita

yl quello , a cui l3 astringe il genio antico « Fieni y ha di te pietà Sibari amico . Sem. Stelle , che inganno orrendo l Mir. Ah Nino , e questi

Un traditor : dal labbro suo si tragga A forza il ver . Sem. ( Se qui a parlar 1' astringo

Al popolo mi scopre . ) In chiuso loco Costui si porli Sib. A che portarmi altrove ?

Qui parlerò . Mir. Resti . Ire Si senta ,

Sib. Udite .

Sem. ( Oh Dio . )

Sib. Semiramide amai . Lo tacqui : intesi

L? amor suo con Sci talee . A lei concessi Aggio a fuggir : quauio quel foglio afferma Finsi per farla mia . Scit. Ah perfido ! ( che feci I ) Sib. Udite : ancora

Molto mi resta a dir . Sem. Sibari , basta . Ire. No . Pria si chiami autor©

44 ATTO

De' falli apposti a ine . Sib. Tutti son miei . Sem. Basta , non più . Sib. No , iion mi basta . Sem, ( Oh Dei ! ) Sib. Giacché perduto io sono ,

Altri lieto non sia . Popoli , a voi Scopro un'inganno, aprite i lumi: ingombra Una femmina imbelle il vostro impero . Sem. Taci . ( è tempo d' ardir . ) Popoli , è vero (1) Semiramide io sono ; del figlio in vece Regnai finor , ma per giovarvi intenta . Assiria istessa il dica Dica per me , se mi provò fin ora Sotto spoglia fallace ,

Ardita in guerra , e moderata in pace } Se sdegnate ubbidirmi , ecco depongo Il serto mio . (2) Se ai tanti sguardi Dell' attonita terra ,

Il miglior de' Regnanti ancor non sono , Ripigliatevi Assiri il vostro trono . Se non nacqui al miglior sesso

L? Asia ho vinta , e Assiria doma : Agli allor della mia chioma , Deve il trono il suo splendor . Coro . Qual sorpresa ! un cuor più fiero Mai non ebbe un.uora più forte. Non paventa dslla sorte , Non vacilla il suo valor .

(1) S' alza in piedi sul trono . (a) Depone la corona sul trono .

SECONDO. <5

Sem. Idolo mio , s' egli è pur vero , (1) Clie son degna di tua fede , Non mi curo d'altro impero, Purché regni nel tuo cor * Mir. Mia germana . . . Sem. Ah mio Mirteo !

Scit. Deli perdona . . . Sem. Ah non sei reo !

Deli venite a questo seno (2) Di mie cure o dolci oggetti : Ab ! frenar cotanti affetti Più possibile non è . B

Ire Lasciatemi svenar Sibari , e poi Al Caucaso natio torno contento. Sem. D' ogni esempio maggiori ,

Principe , i casi miei , vedi che sono, Sia maggior d'ogni esempio anche il perdono . Coro . Viva lieta e sia Regina Chi finor fu nostro Re , Sem. Soa\i eccenti

Nuovi contefàti Accendan V anima Di puro ardor . Torni col giubilo La pace al cor» Scit. Oh Dio? Tauri! ri

Coli5 idol mio sdegnato , Io ti promisi amor *

( 1 ) A Scitalce .

(2^ A Mirteo , e Scitalce .

46 ATTO

Tarn. Tolgano i Numi

Ch' io turbi un si bel nodo ! in questa mano Ecco il premio , Mirteo , da te bramato . Scit. Anima generosa . Mir. Oh me beato! Sem» Chi mai provò d! questi

Più lieti , e dolci istanti, Più fortunali amanti Che vidi mai finor ? a Chi mai provò ec. Coro . Donna illustre , il ciel destina

A te regni , imperi a te . yiva lieta , e sia Regina , Chi finor fu nostro Re . Tutti . Lieti concenti

S? odano intorno , ]Ne mai più turbino Tormenti il cor . Giubbili P anima Di vivo ardor .

FINE