NON ESSERE GELOSO

COMMEDIA

IN MUSICA DA RAPPRESENTARSI

IN BOLOGNA 2^EL NUOVO TEATRO CONTAVALLI

IL CARNEVALE DELl' ANNO l8l5

MUSICA DEL Valente

SIGNOR MAESTRO

GIUSEPPE PI LOTTI

ACCADEMICO FILARMONiC*.

BOLOGNA

TIPOGRAFIA SASSI.

BELILLE Capitano de' Dragoni 5^^. Eliodoro Bianchi.

LABORDE sua Ordinanza Sig. Giuseppe TommasinU

TERESINA mogiie di

Signora Carolina Crtspì Bianchii

CAROTTA trombetta de' Dragoni Sig. Ant$rJo Ricci .

CARLOTTA moglit di

Signora Anna Cattenacct *

GIANFRULLO Locandiere Sig. Domenico Vaccani.

TONINO Cameriere della Locanda Sig. Lodovico Eonoldi^

la^ scena si finge nella Locanda di Gianfrullo nella Casa di Carotca.

ATTO PRIMO *

Lab.

Cari.

Ton.

CarU

Ton.

Cari.

SCENA PRIMA

Sala comune nella Locanda.

riotta ^ e Tonino^ poi Labordc indi Belille

JSj giorno: non vedii Il Sole si affaccia ; Il tu stai in piedi Dormendo mi par. Che vita molesta ^ Incomoda è questa Al canto del gallo Dobbiamci levar. Che fai pappagallo? « Tontm^ Levato è il Padrone > La sua colazione Ti affretta a portar. Laborde , scusate ;

Andrò da me tosto. Voi cosa bramate ? O lesso 3 o pur rosto ì Formaggio . ricotta ? Presciutto ? Salciccia ? Purché la sia ciccia , Sia fresca j sia lecca ; Sia cruda , sia cotta Mi piace mangiar, r/. Da quella collotta Lo so arj^omentar.

6 tal.

Sci

Cari

Bel.

Cari.

Ton. a 2

Bei.

é 4

( Almeno a Carlotta

Potessi parlar - ) esser vand§ ìn* torno fart indi ritornM^ Bel mestier eh' è il fnil tare !

Coglie sempre doppia gloria

Se propizia ha la vitcona

Nella guerra, e neiramor. Morte arreca allor eh' è in campo ^

In Giftà sa dar la vita ;

E alternando fa in un lampo

Spopolare j e popolar. Ben levato, mio Signore Oh Carlotta! Addio, addio! .Fra un pochetto avrò P onore

Di portarvi il dejunè .

Vuol del Porto ? vuol Sciampag;na J Vin del Reno ^ o pur di Spagnai Lei comandi ^ e da servirla

V'è Signor al par d* un Re. Purché il vino sia sincero

Sia noscral ^ sia forestiero

Nella scelta indifferente

Non v' è uomo al par di me. Viva il vin, liquor di Bicco^

Il sollievo dei Mortali!

Ej^li sol delP uomo ai mali

E' un riparo per mia fè.

Car. Totu part^

SCENA II.

fah. Oh f quanta robba ! Bel Son ventiquattro appena .- Lab E son dirette

Tutte al Sesso femineo? BtL Oh tutte tutte

Poi no: tre di famiglia / c T altre pOÌ

Van .... j^ià si sa : capiscimi se vuoi

La grassocta di Bergamo,

la pallida di Modena,

La brunetta di Reggio ,

Le due ciprigne in Lodi ^

E V altre ninfe di Torino j c Todi Lab. Evviva V abbondanza ! Bel. Grazie al ciel ce ne tante ^ che ne a* Lab. In questa Città poi^. ('vanza. Beh Oh in questa 3 in questa >

Che belle Creaturine !

Che vaghe figurine ! Lab. In pochi giorni

Che Siam qui , già sapeste

Fissar corpo di Giove

La prima Piazza da assediare. Bel. E dove ? Lab. Qui in casa.

Bel V ostessina che dianzi se n'andò. mi piace molto

E a proposito , senti: ho divisato Per questa sera un piano curiosissimo*

l^ab. Di assedio . blocco, o di battaglia aperta ?

Bel. Un bel colpo di mano

Degno del più valente Capitano : Conosci tu la imbiancatrice mia?

Lab. La bella Tercsina ? Ih 5 la conosco^ Ma li non si nulla : ha su© marito Pi« Geloso d'un gatto.

Bei. Questo non mi sparcnta nientt affatto,.

Encra , entra un in camera ; vedrai Quello^ che ho miniaginaro 3 e stordirai * Lab. F' molto stravaganK ! tali imprese Già nessun Capitan mai ha intrvipresc^

SCENA IH.

Camera in Casa di Carotta*

Ter esina stirando della biancheria»,

u na donna come me Non vi fu 5 vi sarà , Io son tutta amore ^ c > Io son tutta carità , Domandate a chi lo sa 5 eh' è veroj ognun dirà. Jo malizia m sen non ho ^ Sono stata ognor così; Poche volte dico ^ Quando posso dico sì^ Ma lo dico , già si sa , Salva sempre 1' onestà Io canto per passarmi La gran malinconìa. Che schiavitù è la mia! Esser soggetta Ad un vecchio geloso , Che non mi un momento di riposo! Almeno ai Capitano questa lettera

cavando di tasca unii Utnrf. Far capitar potessi ! ^€ da me stessa i panni

€li potessi portar, sarebbe inutile

lo scrivergli^ ma con qiiel gelosaccio Non Io devo sperar : con qual pazienza Or mi spccca a sotfnr cai pemcenwJ

SCENA IV.

Carotta in disparte ^ e detta 0.

Ter. CZ<on un vecchio stizzoso Insolente malizioso E' ^ran pena e gran martire j Non vuol nu'la compatire, Vi tormenta notte e giorno, Non è buon da far un corno, E soltanto con gran pena Fa la moglie o^nor stentar.

Car. Ah pettej^ola civetta ayani^andoit. Che puoi dir tu del trombetta 3 Non è questa la maniera ^ Ci vedremo questa sera . Sciocca matta malandrina , Donna iniqua sfacciatella , E' un Gnor se a me vicina lo ci voglio soporcar .

Ter. Brutto vecchio

Car. . Donna matta

Ter. Casca morto

Car. Creppa schiatta

Ter. ( Io non vo con te più star

Car. ^ ^ Non si scappa ci hai da star .

Car. Ti do un schiaifo adesso adesso

Ter. A me un schiaifo? cospettone!

Car. Adoprar saprò il bastone.

S'er. Il bastone? sciocco irjdcgnq

Ti vorrei prima scannar ) s z Se non fosse la prudenza

Non so in ver cosa farei j Dalla rabbia non potrei Le mie mani trattener. Ter. Eccolo li 5 subito in rabbia l Ma la finisco io 5 me ne anderò Mi leverò dagli occhi . . . Car. Dove vai ? trattentndola , mentre

ella c in atto dt partire^

Ter. Dove vogli©.

Car. Cosperto al matrimonio

Si dice dove voglio ? Ter. Eh il matrimonio

E' bello ; che finito )

Troverò troverò miglior partitò.

in atto semprr di partire^ Car. Ma cara Teresina , moglie mia ^ piangendo^

Ti dimando pcrdon . . . Finisci, via. Ter. Per strapazzarmi poi un altra volta ! Car. Non lo farò mai più ; ma mi perdoni ?

Ter. si

Car. Oh cara I

SVr. Meno ragazzate .

neir atro eh' egli V ahh radia elìaprendd la biancheria ^ e va per partire*

Or or ritorno. Car. Oh cara ! e dove andate ? aVr. Vado dal Capitano che qui alberga

Nella Locanda prossima a portargli ,

La biancheria . Car. (Cocuzze^ lascia 5 lascia ci andrò io. Ter. Perchè non posso andare indtspcttita.

li

A portargliela io stessa } Car. Perchè ... c' è il suo perchè j quello è un

Che per nulla va in besiia^ ('dcmoniQ

E dice de' spropositi

Che mettono lo scandolo . 2Vr. Ed anzi io so eh' egli è molto grazioso ^

Beilo 5 ben fatto « Car* Falsirà , menzogna.

E' un uomo grande ^ c veto ^ ma è pieno

Di difetti 3 e non so in quale battaglia^

Lo fece zov^po un colpo di mitraglia. Ter. Ma dite come mai ,

Txnti e tali difetti in se raccoglie Cvn Che dici cara moglie ,

E' pieno di malanni j

Ed è un uomoche più di cinquant^anni- Ter. Il Cieic mi perservi

Da un Uom così bestiale. Car. Io vado adunque ....

in atto di pr ridere la biancheria^ Ter. Aspetta: (or vo ficcartela davvero.^ Car Cosa c' c ? Ter. Vo veder se ci è tutto .

Non vo fare inquietar queir uom si brutto.

Giacché io non posso andare . ci andrai tu ^ cava la lettera è V attacca con una spilla dentro Una camicia .

Non può andar mef^lio . Digli poi

Che osservi Ja Camicia

Numero ventidue ^ e poi risponda

Che cosa io debba fare . Car. Farò ben farò ben non dubitare

( Oh che marito furbo che son^ io. ) pane^ Ter. Tutto a seconda andò del genio mio

_ entra.

tt

SCENA V.

1

Camera dei Capitano nella Locanda

Gianfrullo solo <

M citi sono davvero in errore

Quei che credono che il Locandicrt Oggi sia il migliore mestiere , E che lucro maggiore ne da . Se la robba si vende più cara 5 Si può fare con buona coscienza ^ Tanto cosca poi fare creaen?.a Che alle volte più nulla si ha . Son le donne la nostra risorsa Seco portano gran compagnia ^ Con CUI sempre %} scà in allegria E ben lungi la noja s' en va h si non v'è maggior contento al mond# Che star con donne femmine . Io poi sopra ciascuno Sono molto felice certamente : Ho una moglie che tanìo mi vuol bene ^ Ma il merto è tutto mio. Ho ben saputa Corregerla e ridurla come agnello , E quando monto in bestia non corbello ^

J?r/. VTianfrulIo vi saluto Gian. A lei son servo Signor Capitante ScU Giusto il voi cercava:

SCENA VI.

Belille y dettai

A voi che Siete amica

far la confidenza

Di una certa passione . .

Ma vi prego serbar la discrezione* Gtan. Parlate pur. Bel. Voi credo ^ conoscete

Una cerca Teresa imbiancatrice ^ Gian. La. Moglie di Carocta ?

Ih ih se la conosco I

Che ? la voscra amorosa fosse mai } Bel. Negar noi so; mi piace assai assai;

Ma ha un marito geloso Gian. Eh lo so bene . BtL Per dirvi proprio i sensi mìci sinceri

Le parlerei tanto volentieri Gian. E' cosa facilissima ;

Lasciate far a me : ci ho tanto gusto

Quando si tratta corbellar un vecchio ^

Che vuol far da geloso Be'. Ritorno in vita e su di voi riposo.

E poi , per voi badate

Ci saran quattro doppie preparate. Gian. Lasciatemi un tantin tantin pensare,

E li modo troverem di tutto fare, parte»

SCENA V I L

Capitano y ìndi Gavotta .

Bel a pur 3 che vuoi star fresco 3 se la cosa. Che immaginando sto riesce perfetta ^ Rider a spese tue , e del Trombetta;'

Car. Sior. Capitan ^ salute.

Bel. Addio CaroXta .

14

Car. Ecco la biancheria %■ Bel. E tutta al or ime: > Cay» M'immagino di sì: solo mia moglie' Mi ha detto di avvertirvi d'osservare La Camicia segnala 3 ventidue . Bd. Ora vedrem . Èclillt apre da parte la

Camicia e omrvct 1$ lettera .

Bel. ( Una lettera I Intendo I ) Car, Se poi avece

Qualche ris^vosta a darmi 3

Voi non avete a far che comandarmi , Bei. Aspettate ; mi occorre un certo affare Ciir. Sono qui per servirvi. Bel Voi porreste Farmi un p-acer : già non si tratta , amico 5

Niente di mai; ma se voi m'ajutate ,

Quatu'o doppie per voi §on preparate 0 Car. Fidatevi di me . Be!. Conoscerete

La beila Lo^^anJlera ? Car. La moglie Gianfrullo ? La Carlotta?

V capito in un molto ;

Dite la verità j ne siete cotto ? Bei. No negarlo: ma quel suo marito*.. Car. Niente 3 nientel e un MartufFo; e sulla

barba ^

Giie Li farei 5 se ci venisse Jarba. Bel Sappiate, che testé ho ricevuto

Una Lettera sua; cava la lettera di Teresina. E qu^l eh' è il megho , suo marito istesso Me r h portata . Car. Ah , ah 5 che bel quadrupcdo l

il Capitano legge la lettera, (Oh capito O Voi in soiprna

Volete guadagnar le quattro doppie ì Car. Eccomi : che ho da far ? BcL Tornate a casa ;

Prendetemi un vestito

Di vostra moglie j e qui me Io portate. Car. Vestito di mia moglie ? e a che pensate/ Bel. La Donnetta mi scrive j che per causa

Del marito geloso 3 vuol parlarmi

In casa terza ; e questa casa terza

La vostra sarà appunto .

Vostra moglie, ^ la manderete in casa

Di qualche suo Parente .

Non vo che i fatti miei sappia per niente, Car. Oh beila l Oh bella ! Oh che graziosa

scena 1

Bel. Rideremo rideremo. Car. A cospettaccio 3

Siete troppo terribile ( Buono eh' io

La so lunga: in mia

Saria capace farla ancora a me . J partono.

SCENA Vili. Camera in Casa di Carotra . Tercsina 3 poi il Capitano .

Ter. Se il Capitano veduta ha lamiia lettera Poco certo può stare a comparire 3 Quanto quanto mi piace 3 è tanto buon* Che del suo volto innamprata io sono.

Bel, Eccomi Teresina pronto, e lesto

Col desio d'abbracciarti io venni ig fretta.

'^sr* Ma prudenza ci vuole 5

Che guai a me sre mi trovasse %oh

Mio marito con, voi ; ^ìk sapete

Che Carotca è geloso.

Misera me? non averci riposo. Bel Capperi / E' bestiale . Ter, Eh lo io

Che soffro da sette anni a tutte V ore

Un uomo vecchio, brutto, e seccatore. Beh Ed io vi seccherei ? Non è vero ? Ter, Ve una ^ran differenza

Da un Vecchio brontolon vel dico schictt#

A voi che siete di gentile aspetto.

SCENA IX.

Gavotta prima entro , e poi fuori t e detti .

Car. 1 eresa ? Ter. Oimè il marito! Misera me ? Deh per amor del Cielo ? Io veggo il caso brutto!... sbigottita. BcL Lasciate fare a me 3 che aggiusto tutto in questo tsce Gavotta ^ e vedendo la moritesi ferma sospeso sotto la porta* Cospettaccio cospet'cone

Io voglio esser ben servito ^ Solo per vostro marito la rabbia trattener . Ter. Ah Signor noi feci apposta Per pietà non mi gridate Deh scusate, perdonate Se ho mancato ai mio dover.

17

Car. ( Cosa ha mai il Capitano j

Che ii velen butta di bocca ,

Forse forse quella Sciocca

Non ha fatto il suo dover. ) Ter. Lo sbagho fu innocente. Bd. Non voglio sentir niente. Ter. E' tanto il dispiacere

Che piango dal dolor. Bei. Non credo a finte lacrime Car. ( Affé eh' è molro austero ) Ter. Un sbaglio leggiero

Non merta tal rigor. Beh Non più seccature, Car. ( Davvero è molto rotta ! ) Bel. Almeno qui Garrotta

Ci fosse ad ascoltar . Car. ( Or avvanzarmi

Calmar la lite. ($i Avan'Z^a

Caro Signore

Che cosa è quà. Bel. La vostra moglie

Non sa far nulla

La biancherìa

Stirar non sà. Car. Ah! dite davvero. Ter. Mancare non soglio . Bel. quello che voglio 3

Non state a parlar. TeY. Perdono Bel. Tacete Ter. Signore Bil. Via andate .

Car. Ma via perdonate

Più scene non vò.

2

t:8

Bel. Il vostro mestiere

Far ben non sapete. Ter. Signore tacete . / Bel. Da un'altra anderò Ter. Eh via non dubitate i

Se male ho fatto addcssa , Io spero che in appresso Più meglio imparerò. Bei. ( Non e cattiva Donna) piano a Carotta Car. ( Signor anzi è un portento Io son di lei contenco j E non mi iagnar ) Ter. ( La cosa andò benissimo Di meglio non potrei Condur gli affari mìci E il vecchio corbellar ) Beh Amico già con femmine A l } Giammai trattar vorrei

Lo sbaglio di colei Per voi perdonar. Car. Parlate come un Cesare Anch' io così farei Il fallo di c©lei Vi prego di scusar, psrtone ,

SCENA X.

Laborde , e Tonino .

bbene ho già capito. Toh. Fa dunque V ambasciata . hab. Ma come mai

Sapeste che venuti siamo qui . Ton. i bravi camerieri

San tener dietro bene ai forestieri.

Lab^ Bravo bravo Tonio , Ton. So ancor di più Che il Signor Capitano fa ali* amore Con la Vezzosa moglie del trombetta^ E cerca far Jo sresso Con la mia padroncina Lab Che testa penetrante e soprafina . Ma zitto caro amico Non parlare a Gianfrullo ^ ed anzi devi Un pretesto trovar in guisa tale Che non prenda sospetto. Ton. E' poca cosa Eludere quel matto

altro da me non brami il tutto è fatto A un camerier qual sono Non mancano pretesti or incerti sono questi Che fannoci campar. La nostra condizione E' in oggi meschina . Che andressimo in rovina Diversamente a far . Di quanto farò in breve Non devi dubitar . partono

Non è cattiva donna . Car. Mi vuole un ben dell' anima 5 E modesta unto innocentina ^

SCENA X L

Gavotta . e Belillc .

vostra consorte

I

20

fedele al marito,

Che non lascia toccarsi ne anco un dito. Bd. Bella cosa per voi V esser sicuro

Del carattere onesto della moglie . Car. E chi vorria tirarmi in van mi coglie .

Signor Capitano! Il Brigadiere Cerca di voi con premura Bd. Vado ;

Ma prima in confidenza commettere a voi qualche incombenza (Tutto e fatto 3 cascato è nella rete Riderem riderem tutto saprete.)

'pian9 a Gianfrulh (Sta in te di corbellarlo La cura amico caro } E air uopo da me avrai molto danaro ;

Ma poi mi raccomando a sovvenirvi Che degli affari V anima è il silenzio i Se quesco si tradisce

Tutto in un punto il colpo allor svaniicc AI balenar dell' armi

Preveggo la vittoria ^

E due trofei di gloria

Avrò da vincitor . Premia così cupido

Lui che si mostra ardito^

E di bestiai marito

Alcun timor non hk.

SCENA X I L

Gianfrullo , e detti .

piano a Gavotta

21

Che gioja che diletto Sarà per que3to core] Sento che lieto ardore Mi guida a giubilar.

SCENA XIII.

Gianfrullo ^ e Gavotta .

Gian. C^aro Signor Carotta , riverisco

sempre con ironia j e burlandosi /' uno delV altro . Car. Servo 5 Signor Gianfrullo 5 vi saluto. Gian. Che fa la vostra moglie ? Cmt. Bene E la vostra ? Gian. Oh si perfettamente I Car. Vuol da lei nulla ? Gian. Devo dirle niente? Car. Ella c al vostro comando

Mio Signor prelibato. Gian. Ella è al vostro servizio

Padron mio saporito ! a 2 Grazie grazie ^ ah ah quanto è compito ! Gian. Siete venuto solo? Car. AI Capitano

Portai la biancherìa . Gian. Oh oh I £ per qua! ragione

Non glie 1' ha portata vostra moglie? Car. Ah ah? Per la ragione

Per cui le Locandiere

Son costrette a parlar co' Forestieri

Colla carta, Signor, non con la lingua. Gian. Spiritoso davvero/ Car. Tante grazie .

^^

Gian. ( Egli crede burlarmi

Ed il burlato c lui ) Car. ( Crede darmi la baja )

E non sa come bolle la caldaja ì ) Gian. Vi ha parlato il Capitano ì Car. Mi ha parlato 5 e siam d' accordo a 2 Non avrà già detto a un sordo,

Glie lo giuro ah ah ah ah . Gian. Questo accordo è già deciso ? Car. Fra le cinque ^ o pur le sei ^ Gian* Cospetto!! ! che uom preciso! Car. Ma non tanto quanto lei . Gian. Veramente è molto istrutto ! Car. Qualche cosa io so di tutto l Gian. Della bella fcmminetta Car. So anche questa a dirla schietta . Gian. E di buona digestione ! Car. E ben forte di polmone I a z E cozzar con un bestione Può con gran facilità . Che bestia ! che sciocco ! Che Toro ! che alocco ! Davvero è un atìFarc Che rider mi . Mi proprio compassione! Ma lei dunque è contento ne ?• Contentone ah ah ah ah . Mi darà delle sue nove Caro amico riverito ^ Quando avrà ben digerito Queir affare che lei ;

partono ^

4

SCENA XIV.

Camera del Capitano nella Locanda . Edille , e LSord: .

Bel D unque caro Tabordc ,

La bella Trombettina

Ha detto di venir ? Lab ; V incontrata

A caso 5 per istrada) che ne andava

Da sua Sorella ; e detto mi ha V asiuta

Che qui suIT imbrunir saria venuta . BtL Tutto mi favorisce ; intanto bada

A far la Sentinella . Lab. Il Locandiere

Anch' egli dee portarvi

Di sua moglie un vestito: ho fatto intenderli

Che serve per la bella Teresina ;

Ma dica : un tal vestir perthè camina à Bel. E' nec ssario ) acciò ciascun marie©

Colla moglie trovandosi

Creda agli abiti d' essere

Colla moglie dell'altro. Lab. Non aveva il cervel cotanto scaltro .

SCENA XV.

Tonino con due Candelieri e detti ^ indi Tcresina .

Ton. t^uona Sera > mio Signore. Lab. Buona Notte . Bel. Addìo Tonino. Ton. C è li fuori un mascherino Che vorrebbe penetrar.

24

Bel. Venga pure in Sentinella Tori. par.

Tu LaborJe Ji puoi star. Lab. La vogl amo veder bella ,

Oh che scena singoiar! parte. Bel. Via venite . Ter. Son sicura ? Bel. Teresina vezzosetta . Ter. Ho nel petto che paura !

Ah Signore.. - mi permetta.,.

Queste cose veramente

Mai ho fatte in vita mia ,

E di tanta^ bizzarìa j

M' incomincio già a pentir . Bel. II sospetto fugga via ,

E dia luogo a spirto j e ardir Ter. Vi prometto di star poco . Bd. Perchè mai ? dite , mia bella . Ter. Perchè può da mia Sorella

11 marito or or venir . Bel. ^ Non temete j il vostro Sposo

Ojjcsta sera stà occupato;

Ceneremo Idolo amato )

Ne vedrassi a comparir . Ter. Oh per bacco ! Egli è impossibile . Bel. Si per Giove, eh' e fattibile. Ter. Quando poi l'avrò veduto

Mio Signor lo crederò . Bel. Quando poi l'avrai creduto

Non dirai mai più di . a z La speranza brilli intanto

Or che a un canto-tema andò Lab. Capo-posto all' erta all' erta .

V' è un convoglio .... Ter. Oimè! chi viene?

^5

Beh Non saprei : celar conviene a Lab.

La nìiwi cara . Lab. Alon 5 marsion . a Teresa .

M 3 Ah nei meglio !e pene

Sorte ria ^ìk risvegliò .

Labord{f fa entrare Ter* in una stan^^^a .

S C E N A X V I.

Carlotta , e Belille . Laborde in fondo .

Cari. Da Laborde ho qui saputo

Che parlar meco volete Bel. 5 mia cara non sapete ^

Che con me vi bramo a cena ? Cari. Eh burlate 3 il credo appena

Mio marito che dirà ? Bel. Oh Gianfrullo n' è contento. Cari. Cosa dite? E un gran portento. Bel. L\ è così: non ha incontrata

La minor difficokà . Cari. Io per me sono imbrogliata

Lei lo dice ; e ben : sarà . Lab. Il Convoglio è al magazzino;

Vien Gianfrullo il Comissario . Cari. Me meschina f il Ciel contrario

E* per mia fatalità . Lab. Bel Presto entrate in quella Stanza

Con perfetta sicurtà . 41 3 Di star lieta la speranza

Poverina ! se ne va .

Carlotta entra a sinistra in ma Stanca ,

26

SCENA XVII.

Gianfrullo j e Gavotta con fagotti ióttQ. Belille^ e Laborde.

Gian. ( Son questi gli Abiti )

sotto voce al Capitana Car. (Ho qui il fagotto) come sopra) Gian, f Sta qui quell'asino^ Car. ( Che cesa ha sotto ? ) a z (Vi riverisco , Sor Capitano 5 Io ten^o in mano L' affar che ) f^eì. Bravi bravissimi Io vi ringrazio Foste solleciti Per verità . ( Laborde sbrigati Porta quest' abiti . )

a Laborde dandogli uno dei Fagotti* Fa vestir subito Colei eh' è L' istesso uffizio Farò di qua .) a 2 Un poco aspettino .

Si tornerà . a 4 Fh via servitevi Con Libertà .

Il Capitano^ e Lab. prendono un Candeliere per uno , ed entrano rispettivamente co^ Fagotti in ma- ne j r uno dov^ è Teresina , t V al- tro dove è Carlotta . Resta la Scena buja .

SCENA XV IIL ^

Gianfrullo ^ e Carotta.

Car* Criacchè al bnjo conviene restare. Divertiamoci un poco a cantar.

Gian. Dalli 3 mena, su allegri 5 Compare j Questa sera vogliam trinche far.

Car 55 Colla moglie chi fa da geloso

cantando

Spesso spesso fa bucchi nel mar . j3 Sente solo scemarsi il riposo 5 3^ E da tutti si fa corbellar :

Ve lo dico col tin , tin , tin , tin ^ Gian^^ Lo ripeto col tan3 tan^ tan , tan . ^5 Colla luna va ognora il gelosp

Se la Sposa vuol troppo guardar

Della moglie disturba il riposo . 55 E da tutti si fa corbellar . a 2 Bravo bravo f Compare mio caro

( Più somaro ; di te non si . )

SCENA XIX. La Scena è sempre buja . Laborde Bdlilc ^ Carlotta ^ Teresina . e detti*

Ter. Xo voglio di qui uscire». Cari. Io con voi venire a 2 Per or non è possibile

Fattibile non è 'Donne . Ma questo è un caso barbaro^

Ma ditemi perchè ?

^8

a 2 E qui vostro marito Dcnne. Non casco nella rete. a z E ben lo crederete

A lui se non a me. Lab. Gianfrullo? dove siete? B l. Garetta ? rispondete ì a z Son qui a* comandi suoi

Son pronto; cosa c' è ? Donne Sorte ^ perchè mi vuoi

Far palpitar perchè a 6 Confuso sotto voce)

Un mormorar già sento.

Così talvolta il vento

Si sente a sussurar .

S G E N A ULTIMA. Tonino con Lume j e detti ,

Ton. Signor Padrone nella Locanda Di Forestieri vi è quantità . Ognun da questa^ da quella banda Dov' è Gianfrullo ? gridando . Car. Or guarda il Diavolo I Sta li colei . . .

Vede Carlotta ^ e cerca nasconderla Gian. Or guarda il fìstolo ! stà qui costei

Vede Teresina fa lo stesso . a 2 Eh spegni bestia ; cotesto moccolo ^ E parti subito 5 va via di quà.

Si avventano ^ addosso Ton. e gli spegnano il lume . Car. Se mai vedevasi qui la Carlotta ^ Qian. Se mai scorgevasi la Teresina !

a 4 Poteva nascere qualche rovina ^

E li gruppo al pettine veniva quà .

Ton. Ma che significa cotesta istoria? Fra queste tenebre cosa si fa ì

Donne . Oh Dio che palpito nel petto io sento Dallo spavento : son morta già

Tutti . Q,ual confuso parapiglia

ognuno errando per la Scena Sordo sordo s' ode intorno y Si sussura si bisbiglia ^ Si confonde questo 5 c quello. Per prudenza bel bello Ritirarmi in qualche stanza , Che se il chiasso più avanza darà da mormorar .

Fine dell^ Atto Prinw.

ATTO SECONDO

SCENA PRI MA

Camera del Capitano, come ncll' Atto Primo .

Laborde ^ Garlotta.

I er bacco quesc'affar va molto bene: Guardate cosa tocca Ai poveri mariti I fatto bene A farmi militare

Piuttosto che con femmine impazzare Cari. Dite Caro Laborde

Come la facenda , e cosa mai Fu quello ^ che sucesse imbroglio strano ? Lab. Dirlo non so; bcn^ che il Capitano

Vi adora 3 e v' idolatra . Cari. E via ^ che non lo credo Per ingannar le donne Voi altri militari già si sa Oh la sapete lunga in verità , Si vanta si dice Che sia menzognero Un sesso infelice Che merta pietà . E allor che V inganna V amante mendace ^ Si vede 3 si tace La sua crudeltà. faru.

3^

SCENA IL

Laborde ^ e Capitmo ^ indi Gianfrullo ,

Lab. V / h si carni na i>

A passi di gigante . BcL Bravissimo 5

Che bel divertimento

E' il far girar quei due molini a vento ! Gian. Si puole entrar ? Bel. Entrate ^ anche Laborde

E' della confidenza . Gian. Ho già veduto

Che la maschera è qui. Glie Tabbiam fatta Bel Prudenza via: non fatevi sentire. Gian. Veda ; V onor di dirle

Che una simile burla

Che lei a quel macacco intanto Lab. p A me non la farebbe ^ giuro a bacco . Bel Eh ma voi siete un uomo molto esperto Gian. Non lo per lodarmi ; il son di certo Bel. Resta a voi T incombenza Di venire più tardi

A prendere la bella in quella Camera .

Indi la condurrete fino a casa

Del Trombetta 3 ove io pronto sarò a darvi

Il Regal pattuito . Gian. Farò ben , farò ben : sarà servito . Bel. Vi tuo] molta discrezione ;

A parlar non 1' obbli^jatc ;

33

. E d' usarle ben guardate

Una cura singoiar. Gian, So serbare in questi casi

La dovuta convenienza ,

Son maestro di prudenza y

E mi ben regolar. B^l. E poi dopo rideremo Gian. Alle spalle del babbionc . a 2 -Ah davvero ugual bestione

Mai ho visto in verità. Beh Dite un poco j Voi cascato

Non sareste in questa rete ? Gian. Oh per bacco . Non vedecc

Da me a lui diversità. a 2 Martuffo simile

Sciocco animale

Di eguale questo ^

No non si

Egli ha buon stomaco ^

Ha faccia tosta.

Par nato apposta

Per verità.

SCENA III.

BeìHle ^ Laborde y indi Caretta .

Bei. v^uesta è fatta ^ or vorrei

Che venisse Caretta . Lab. Eh il Sior Carotta

Sta li fuora 5 che aspetta . Beh Capperi ! E ben sollecito il Trombetta

I,a?7. Se SI jcrive in Gazzctu Evento così strano

Vi chiamcran davver gran Capltajio. parte^ Car. Sono qui ^ vengo adagio 3 perchè in queste

Cose ci vuol giudizio;

Altrimenti V aìFar in precipizi® . Bei. negarsi non può, che non abbiate

Gran presenza di spirito . Car. Nei Reggimento al certo

Posso vantarmi d'essere il più furbo ^

E voi già lo sapere Bel. Beato voi , che un bel capo avete J Car. Or dite j siamo pronti ? Bti!. Non ancora

Un tantino più tardi qui all'oscuro^

Voi verrete a pigliar la Locandiera :

Ella è chiusa dentro ^ conducetela

Fino alla Casa vostra

Quando tutto c in quiete,

E vi regalerò, ciò che sapete. Car. E il marito? Bel. Il marito

Mette la Cena all'ordine Car. Bel pezzo /

Di Baccalà 5 che è quello ] Beh Ma . . . Silenzio

E air oscuro. . . Car. All' o^-curo !

Sr per rispetto della verecondia . Bel. Usatele per strada convenienza p

Ne ia fate parlar.

Caretta parte ^ Belille spegne t lumi.

35

SCENA IV.

Capitano y indi Carlotta ^ poi Gianfrullo ^ ed in fine Carotta , e Teresina ,

Bel ungere immantinente Dovrà il curioso istante ; udir un poco Come r affar si mette Per farlo poi inserir nelle Gazzette.

Gira or qua , or la per la Scena a suo talento ad ascoltare i discorsi di Carotta e di Gianfrullo che faran- no a suo tempo. Cari. Tutto è in quiete : or poiso

Andarmene di qua . avanT^andosi lentamente. Gian. Testa ^ e Tostoni in questo mondo sono Le cose necessarie : lo grazie al Cielo , Che di questa 3 e di quei son provveduto Passo sempre perciò per uomo astuto. Chi va ? incontra con Carlotta»

Cari, Mio Marito! Gian. Oh cospcttonc

Siete molto impaziente. Cari. ( Il cor mi trema ) Gian. Il Capitan vi attende ^ La Cena è preparata . Or vi conduco io stesso Non tremate carina ! poveretta ! Che glie la ficcheremo al Sior Trombetta . In questo si ode un gran rumore ^ Gian* frullo e Carlotta rientrano. Bel Questo molto in regola: or mi pare Che 1 ' assalto campai non può sbagliare .

3^

Or. Tutto è in si'enzjo: adesco

E' tempo di operar : Ah ! più ci pens;^ Più aa rider mi vien ; ma gli sta bene Al babbion di Gianfrullo, Che vuol far da saccente , ed è un trastullo- Zi zi . . *. eh eh . . * s/ acioyhì alla Camera dov'è Tercsina ^ che vicn fuori.

Ter. Oh questa

eh' è voce da uom Car. Son qui mia cara

Venere morbidma ; andiam venite

Dove vi porto io .

pi^Uanilola per un hracrio. Ter, (Misera me! qui mio marito I oh Dio)

tentando di sfuggirlo . Car. Oibò qui non si frigge . Ter. Io son perduta Car. Non abbiate timor devo portarvi

Fino alla porrà della casa mia

Dove Rinaldo amante

Dalla mia mano fiJa

Riceverà la sua vezzosa Armida. Ter. (Qui coraggio ci vuol)

In qu^'sto esce Gtanfrullo e Carlotta. In tutta la Se na le Donne mostra^ no ^empr ripugnariT^a di andar via* BeL Bravo! son contento

£i merta il posto , che ha nel Reggimento. Gian. Mi par non sentir akro

Cara la mia Proserpina

Facevi pur coraggio non temete. Car. Eh via siete con me : non più timore . Ter. ( In che imbroglio son io! ) Cari. { Mi batte il "core)

€ar. Guardate ^ che boccone^ sempre sottovoce-

Che pezzo delicato l^

Dice ; non è un peccato

Un tal marito aver ? accarcT^T^andolct* Gian. Moglie a quel tan^herone

Donna si morDidma!

Si tenera manina

La bestia ha da goder ? come sopra. Donne (Non so 5 confusa e mesta ^

Dove i miei passi io muovo ;

La pena, oh Dio 5 eh' io provo 5

Nò, non si può spiegar.) B l* Tu , che r immago in oro

T^ilor cangiasti^ e in Toro 3

La pahiia al mio talento

Giove dovrai poi dar . Car. Vostro marito ^ è un asino. Bel. Gran verità palpabile. Gian. Vostro marito è un bufalo . BeL Che ingenuità di spirito I a 2 E' un uomo, che non merita

Accanto a voi di star . Cari. Io resio sbalordita / Ter. Ei giunge a tal eccesso! a ^ Lo dice da se stesso ;

Che caso singoiar . Car. Mia moglie accanto a voi

Nasconder si potrebbe Gian. Fin Venere farebbe

Tuo volto svergognar . Cari, e Briccone scellerato !) ^ 2 (Finger per or bisogna 5

Ma mi vendicar.) ^

Bel.

Di tromba guerriera Già sento il fragore > Marziale furore. Mi chiama ali' istante Andiam trionfante Io vo conquistar .

Uomini Andiamo partiamo^ Che tarda e già Tara Venite Signora Che il fervido Amante Sospira un istante Potervi abbracciar.

Donne Un caso strano Nessun vide ancora,

affare finora Molto è stravagante Un simile istante Molto è singoiar.

partono^

SCENA V.

Camera della Locanda ^ come nell'Atto Primo*

Tonino j ed il Cameriere portando ds* lumi e del vino.

Ton.\^he diamine sarà? Visto ho il Padrone Dalla scala segreta Uscir con una vaga macchinetta ^ Sotco il braccio ^ c farle animo : La padroncina poi j da che entrata E' nella stanza dal Sor Capitano Non è sortita più; che cosa è questa > M'incomincia a girar davver la testa.

. Eh! faccìan quel che vogliono j Giacché soli noi siamQ

4

S9

Bev^iamo allegramente

Alla salute della buona gente .

seduti bcvano.^

S C E N A V L

X Carotta ^ e detti .

Car* i!^I©n : prendimi presto una bottiglia Del miglior vin di Malaga 5 e di Scio 3 Che voglio fare un brindisi ancor io. bevono

SCENA VII.

Gianfrullo^ e detti.

Gi^n.^Q^uì si beve? Oh qui siete Caro il mio Bernardone^ farti compagnia 5 se vi pare ,Mvon^. Date a me .date a me touchons Compare . dopo b vuto j Tonino ] e il Cì^m^ rieré levano le bottiglie ^ e partoho .

SCENA V I I I-

Caretta > e Gianfrullo .

Car. A llegramente !

Gian. Allegramente pure!

Car. ( Or si divertirmi.)

Gian. ( Or si voglio godermi )

^ 2 ( Se dal rider potrò mai contenermi . )

40 «

Ei Carlotta vien quà.*. Fa presto sbrigati Car. Si si chiamala pur eh' or or ti sente Gian. Ei Carlotta .... Carlotta :

Oh diavolo non viene. E che sarà? Car* Ha l'orecchio turato ah ah ah ah.

ridendo

SCENA IX.

Tonino ^ e detti .

Tof2. (domanda qualche cosa? Gtan. E niezz' ora che chiamo

Carlotta ^ e che mi sfegato il polmone . Car. Chiamò Carlotta ^ e viene Carlottone . Gian. a mia moglie ^ che venga

Subito qua . Ton. Chi c:arlotta Gian. Carlotta

Che parlo Greco? Ton. Ma Elia non è in Casa . Gtan^ E dove è andata . Car. Ah ah ah ah ah ridendo forte . Ton. Il Sor Trombetta dirvelo saprà, parte. Gian. Oh corpo di una rana?

confusa a Carota

Dove stà la mia moglie . Car. Io r ho condotta

Poco in casa mia dal Capitano. Gian Ed anch'io condotta Tere^ina . Car. Teresina ? com' è questa facenda. Gian. Ah moglie perfida . Car. Coiìsorte più che pessima . Gian. Un fracasso farò; Car^ Farò un eccidio.

Gian. Md. intanto 5 che si Car, Zitto che in tasca La doppia chiave della casa mia Andiamo un a sorprenderli ^ Nasca quel che nascere . Gian. Dici ben . Poveretto ! Car. Poveraccio! abbracciandoci» Credevamo di farcela a vicenda Ed il terzo con noi si divertiva . Oh alleanza offensiva , e diffensiva L' avessi mai creduto Ah donne 5 donne .... Ah già sento accendermi di sdegno Ma mia moglie si sbaglia questa volta Se crede di burlarmi ^ E certo non mi cucca Non de' nuovi ricci alla parrucca. Donna iniqua insolente sgualdrina La menzogna bricona tu sei Del Trombetta la vera rovina ^ Ben provar ti farò i furor miei Ah la rabbia mi sento nel petto E vendetta al mio sesso farò. La crederò "diversa d'ogni altra L^i credevo innocente e bonina A triastaccia sfacciata assassina Alle donne più creder non . Se non fosse per buona sua sorte Che frenàr so alle volte il mio sdegno Con un grosso bastone di legno Bastonarla dovrei già Io so . Ma per grazia del suo barbagiove Io son uomo che ha molta prudenza^ Ma se scappa un tantin la pazienza

In me un Toro un Leon vedrà 5 in gallerà che il diavol ti porti Di seguirti più voglia non ho

SCENA X.

Camera in C;isa di Carotta , come nel primo Atto .

Camerieri y e Tonino ch'^ son dietro ad ordinare la Tavola che sarà apparecchiasa colV occer- reme per mangiare .

Da mio marito istesso qui condotta In mano al Capitano f sbigottita Non so dove mi sia . Bel. Che dite Teresina

Mi son portato bene , ho alfin saputo Condurre con destrezza quest'affare. Ter. Ma voi sagri ficare Mi volete 5 o Signor , se mio marito Scopre 1' afFar com' è Io rovinata son misera me. Bel. Non abbiate timore Che a tutto ho provveduto . Di aver saputo farla a delle donne Ancora con ragion vantar mi posso ^ Vosero malgrado alfitìc Cascata ora ci slete Ter. Di più mi deridete Ah fuggite ) Signor 3 da qui lontano.

parte .

Teresina ; poi Belille .

ual curioso accidente I

\

Bt^L Per ischerzo sol rido uom'sono onesto. Tfr. Oh quale strano istvintc è per me questo . Voi ridete 3 Signor, e in tal maniera Vi burlate di nie . Ecco il compenso Che crudeli voi date AJIor che siani costanti . Fuggire donne mie cotesti amanti . Ah mi sento oppresso il core Dallo sdegno e dall'amore. E non so se più m' alletta La vendetta 5 o il dolce amor. Sempre no non riderete

Del mio duol del caso mio; Che tal rider pagherete Forse il giorno arriverà. Dallo sdegno d'una donna Nessun mai si salverà. D^nne rhie care Verrà il memento Che il cor contento Giubilerà , j^aytc .

SCENA XT.

Capitano 5 Carlotta 3 Laborde ^

foi Teresina .

CarL per pietà Signore

Di noi non vi burlate .

Bel. Ah carina mia vi calmate. Laborde presto sbrigati

Laborde eseguisce pm torna

Chiama ancor la vezzosa Teresina^ Quest' oggi non vogliam malinconie

vedendo psnirs Teresina*

Dunque allegre si allegre care mie . Cari. Entrambe voi ci avete ora tradite. Ter. Tutte due voi ci avete assassinate . Beh care perdonate

L'errore saprò bene riparare

^ - si mette a fare scambievoli careT^T^'^ alk due Donne Lab. ( fuoco da due parti

Se avesse P inimico a spaile ^ e a fronte

Io giuro per mia

Che faria fuoco a battaglion carré. )

SCENA ULTIMA-

Detti ; Carlotta ^ e Gianfrullo cella testa in fuori dalla portiera dirimpetto. Essi si fan^ no cenno V un con V altro di tacere e ad ogni movimento degli altri personaggi si ritirano.

Bel. cosi Carlottina di Gianfrullo

Come contenta siete . Cari Per forza io son contenta, ma vi giurfo, Che tanto egli è sofistico, Ed a genio si poco egli mi va Mi farìa se crepasse carità .

Gianfrullo degli atti di minaccic per avanT^arsi , e Carotta lo trattiene. Bel Brava l e tu Ter esina

Di , come te la passi col Trombetta . Ter. Io son sempre contenta Quando non m' è vicino 5 E non vedo per me nessun conforto Finche in man non sarà del bcccamorto .

Carotta fa lo stesso come soprM e Gianfrullo lo trattiene .

E:l. Evviva evviva un brindisi' facciamo A tal sincerità

E dei due sposi alla bestialità .

Nei mentre che vanno per prendere da bere sulla tavola Carotta mette fuori la Trombetta t suona forte avani^an* dosi, con Giafìfrullo

Cari. Poveri giorni miei /

Ter. Oh stelle mio Marito

Gian. PcLtegoìa ci sei

Car. Indegna ti sentito.

B:l. Piano piano miei Signori

Siete in vero due somari Non sturbano i miei pari y Che si stanno a divertir.

^ 2 'I ^^1"' ^ tal divertimento.

Ter. Sposo caio meno foco 5 a Car.

E voi pur calmate l'ira 5 a Gian,

Voi a forza in quesco loco

Ci voleste ambe condur . Car. Come mai ! eh' enigma è questo ?

Non P intendo 5 noi comprendo . Gian, spiegatevi una volta

Ne CI fate disperar . Bel. Questa casa mi prestaste a Carotta

E le doppie vi donai >

E voi pure regalai

Che mandaste da cenar . a Gìanf. Car. Oh scellerati qual tradimento 5 Gian. Che fuoco accendersi nel petto io sento a 2. Vendetta orribile di voi farò. Ter. Le vostre mani raetcete al petto. Car. Sia per non fatto ; sia per non detto ^

4^

a z E torniam subito di buon umor Lab. Mi sembra meglio per voi tacere E contentatevi se andò così.

a 4, Su pe^^dona^^ll^ e in tal maniera

Senza alcun strepito T afFar fini.

fG/a/t.Convien convìncerci^ che bestie siamo;

\ Car. Dunque d' accordo gli perdoniamo: Esser più deserò 3 mi non geloso Deve chi vuoisi far Sempre amar *

Tutti é

Tutti allegri dunque in festa S' gioisca in compagnia 3 li vclen di gelosia Più CI venga a disturbar.

Alla Tavola si vada

Ch' è già bella , e preparata ,

Sia la festa celebrata

Fra i liquori ^ e il buon umor

FINE.

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